21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

Cronaca News

Confindustria Taranto: «Bene Banzato, ex Ilva pubblica per risanare»

L'ex Ilva
L'ex Ilva

Lo stabilimento siderurgico in mano pubblica e poi, una volta risanato, il passaggio ai privati. Quando Confindustria Taranto prospettò questa ipotesi, direttamen­te a Palazzo Chigi, nel corso di una riunione straordinaria convocata dal Premier Conte alla presenza di diversi ministri sulla vicenda ex Ilva, le parole del Presidente Antonio Ma­rinaro suscitarono reazioni perplesse.

Eravamo a novembre 2019 e la situazione complessiva dello stabilimento siderurgico, per quanto già gravata da diverse incognite, non faceva comunque registrare le criticità di adesso. Il presidente Marinaro, chiamato a parlare in particolare dei problemi dell’in­dotto, ipotizzò l’ingresso dello Stato nella gestione dello stabilimento – attraverso sog­getti quali Cassa Depositi e Prestiti, Invita­lia e Sogesid – quale possibile soluzione per poter traghettare il centro siderurgico fuori dalla situazione di complessiva precarietà in cui sembrava già, come è poi realmente av­venuto, progressivamente incanalato. Quindi, avanzò direttamente al Premier Conte – pre­senti diversi stakeholder del territorio e una delegazione di ministri – un possibile scena­rio in cui lo Stato avrebbe potuto risanare lo stabilimento per poi solo successivamente ri­metterlo sul mercato e affidarlo ad uno o a più privati. Oggi, a distanza di poco meno di un anno, a rilanciare la questione è il Presidente di Federacciai Alessandro Banzato, il quale non soltanto torna a sostenere tale scenario, ma interviene anche sulla strategicità del sito tarantino, quando afferma che “Taranto è importantissima per una manifattura come quella italiana, la seconda in Europa dopo la Germania, e che se abbiamo livelli bassi a Taranto, anche la nostra manifattura soffre; l’Italia ha bisogno di Taranto, con un miglio­ramento ambientale, che era già cominciato”. Analoga proposta era stata inoltre ipotizzata dal Presidente Marinaro anche rispetto alla costituzione ad hoc di un tavolo sulla siderur­gia, che lo stesso Banzato ha sostenuto con forza.“Credo che non si possa più prescinde­re – dichiara il Presidente Marinaro – da un Piano nazionale per la siderurgia per poter posizionare la situazione del sito di Taranto, definitivamente e chiaramente, nel panorama della manifattura italiana. Solo attraverso una visione d’assieme sul futuro dell’acciaio, sulle risorse, come quelle del Recovery Fund, da destinare al risanamento ambientale e ad un progressivo processo di decarbonizzazione, si potranno definire gli assetti futuri dello sta­bilimento jonico, che non può più essere re­cepito come un caso a sé, pur nelle evidenti peculiarità che presenta, ma in quanto parte integrante e fondamentale dell’industria ita­liana di cui discutere in un tavolo che affronti le prospettive dell’acciaio italiano rispetto ai competitor europei e mondiali ”.

Un’esortazione, quella di Marinaro, che viene indirizzata al Governo affinchè si definisca­no presto i termini della trattativa con Arcelor Mittal e, anche in virtù di questa, si assumano a breve le decisioni per poter imprimere allo stabilimento quella svolta “green” finora par­ticolarmente celebrata ma mai esplicitata nei suoi contenuti. Una svolta dalla quale dipen­deranno le sorti produttive, occupazionali e ovviamente ambientali del centro siderurgico e di gran parte del tessuto economico di Ta­ranto e della sua provincia.

Il premier Conte ha voluto chiarire nel corso della sua recente giornata tarantina che “chiu­dere un polo siderurgico in Italia è un proble­ma di sistema, ma noi vogliamo accelerare la transizione energetica, la svolta verde. Arriva­no anche i soldi del Recovery Fund e abbia­mo la possibilità di farlo, abbiamo la possibi­lità anche di preservare l’occupazione fermo restando che oggi abbiamo sottoscritto vari progetti di diversificazione e nuovi contratti. Vogliamo qui offrire un riscatto economico, sociale culturale a questo territorio sofferente”.

Parole pronunciate nel corso del punto-stampa in Prefettura, prima di incontrare i sindacati. “Abbiamo coinvolto la parte pubblica con il coinvolgimento di Invitalia – ha ribadito Con­te – e stiamo lavorando con ArcelorMittal per perseguire quegli obiettivi che ci siamo ripro­posti.

Voi sapete che quando io mi sono insediato nel “Conte 1” abbiamo ereditato una procedura di evidenza pubblica, una gara in conclusione, ma ho subito richiamato Arcelor Mittal ad assu­mersi le responsabilità. Oggi non è pensabile gestire un impianto del genere senza avere premura per le ricadute sociali, per quanto ri­guarda l’impatto ambientale e la sostenibilità. Detto questo, le conclusioni le dobbiamo trarre all’esito di questo negoziato. La posizione del governo – ha concluso – è ferma”.

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