26 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Luglio 2021 alle 16:41:18

Cronaca News

Cinquanta anni di volontariato al porto mercantile

I volontari del Centro Stella Maris
I volontari del Centro Stella Maris

Ogni anno transi­tano circa 50.000 marittimi nel nostro porto mercantile: una re­altà spesso sconosciuta agli stessi tarantini.

“Da noi giungono soprattutto fi­lippini, indiani, russi, ucraini, turchi, rumeni, cinesi. Si tratta di lavoratori relativamente giovani, con quasi il cinquanta per cento d’età inferiore ai 35 anni. Costi­tuiscono piccole comunità, nor­malmente di circa 10-30 persone, di nazionalità, cultura e religione diverse, a testimonianza di come l’intercultura e la globalizzazione siano nate sulle navi”: a parlare è Marisa Metrangolo, direttrice della Stella Maris diocesana, che da cinquant’anni agisce al por­to tarantino con l’obiettivo di ri­spondere al benessere spirituale, sociale e materiale dei marittimi delle navi mercantili, da pesca e da crociera.

Su richiesta degli equipaggi e del comandante, l’opera di vo­lontariato si attiva, attraverso il proprio cappellano don Massi­mo Caramia, per far celebrare la santa messa a bordo, richiesta soprattutto dai filippini, di cui è nota la fede consolidata. “Molto spesso – aggiunge – facciamo da tramite anche con i sindacati per le questioni lavorative, che in tem­po di pandemia si sono ulterior­mente complicate. I lavoratori del mare, in questo momento di crisi mondiale,continuano a sostenere con il loro lavoro l’economia glo­bale con grandi sacrifici, poiché i contratti si estendono oltre i ter­mini consueti e molti degli scali sono stati cancellati”.

I volontari del Centro Stella Maris
I volontari del Centro Stella Maris

L’apostolato del mare, che agisce attraverso la Stella Maris, marte­dì scorso al porto mercantile ha festeggiato i cento anni dalla sua fondazione, avvenuta a Glasgow, in Scozia, il 4 ottobre del 1920 da parte di un gruppo di laici, con l’approvazione di Papa Pio XI che desiderò che la sua missione si estendesse ai mari di tutti i Con­tinenti. Infatti centinaia di cap­pellani e volontari oggi offrono assistenza in quasi 300 porti di 55 Paesi. “Tutti questi sono stati anni di grandi cambiamenti: l’industria marittima si è sviluppata in varie­gate forme ma, pur adattandoci ai mutamenti, il nostro ministero della carità fattiva e della solida­rietà ha conservato la sua intima essenza” – sottolinea Marisa Me­trangolo, che evidenzia come gli equipaggi sono spesso lontani dalla famiglia per lunghi periodi, segnati da retribuzioni ingiuste, esperienze di abusi e insidie di trafficanti, pirati e attacchi ter­roristici; l’Onu infatti censisce continuamente attacchi alle navi e sequestri di marittimi, come avvenuto recentemente per un pe­schereccio da parte della Libia.

Il Centro Stella Maris, al porto ta­rantino, è il punto di riferimento e d’incontro per i lavoratori del mare che, quando si fermano in un porto, hanno bisogno di tut­to, disponendo però solo di brevi permessi per scendere a terra, con pochissimo tempo per le compere, rilassarsi e svagarsi. “I marittimi – conclude la direttrice della Stel­la Maris – riscontrano nei servizi offerti nei nostri porti carenza di trasporto per raggiungere le città, che, insieme alle difficoltà di com­prensione a causa della lingua, costituisce elemento penalizzante anche per il semplice acquisto di una medicina. Anzi, frequente­mente le 2-3 ore di franchigia non sono neppure sufficienti a coprire la distanza dallo scalo alla città, assommando il tempo di andata con quello del ritorno”. A tal pro­posito, a Taranto, però, ci saranno importanti novità. Infatti l’avv. Sergio Prete, presidente dell’Au­torità di Sistema portuale del Mar Jonio, nella cerimonia di marte­dì 4, ha annunciato un progetto da realizzare insieme alla Stella Maris finalizzato a intensificare i trasporti dal porto verso la città e aumentare i servizi a terra, so­prattutto con l’istituzione di una biblioteca e di un punto internet. I tempi di approntamento saranno relativamente brevi

 

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