27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 06:51:10

News Spettacolo

Antonello Perricelli: «Troppi i dee jay improvvisati»

Antonello Perricelli, in arte Dj Perry
Antonello Perricelli, in arte Dj Perry

Questa settimana non ho la necessità di fare molti chilome­tri per incontrare il protagonista di oggi perchè vive nella mia stessa cit­tà. È, cioè, tarantino di nascita, ma internazionale di adozione.

Sto parlando di Antonello Perricelli, in arte Dj Perry.

Antonello, come solo pochissimi altri a Taranto, è una sorta di enci­clopedia vivente della musica, uno alla “Quelli che… la musica è pane”, una campana che suona ovunque la si tocchi… La sua cultura musica­le compie un virtuoso angolo giro che abbraccia ritmi e sound di ogni genere e di ogni epoca; è capace di sorprenderti anche quando pensi che non abbia più frecce nel suo arco. Il suo sapere musicale ti conduce per mano a salutare (virtualmente) i suoi amici rockabilly, quelli dark punk new wave, quelli “jazid”, quelli soul, quelli funky, quelli blues, quelli rock, quelli garage, quelli trip hop, quelli hip hop, quelli house, quelli chillout, quelli drum&bass, quel­li chic house, quelli deep house e quant’altro.

Non vi inganni il fatto che io abbia citato tanti generi: la sua conoscenza è niente affatto sommaria e super­ficiale, ma molto approfondita ed io ritengo che proprio per questo suo amore per la musica tutta e, di conseguenza, l’ascolto lo abbia reso quello che è.

Istrionico per vocazione, talento poliedrico per genetica e animale da palcoscenico per natura, muove i suoi primi passi nel mondo del­la musica facendosi i primi calli ai polpastrelli schiacciando i tasti della sua chitarra seduto su di un umido tronco nella pineta di Lido Silvana. Questo l’avrebbe portato di lì a qualche anno dopo a fondare, col suo fraterno amico Salvatore “Soul” Fasano, la “Good job baby blues band”, una band di artisti sciamannati, ma maledettamente bravi, capaci di in­fiammare palchi e cuori.

Nel frattempo però, il richiamo del nero vinile aveva già da tempo stregato Antonello… da quando ha iniziato la sua carriera da dj e non vi dico da quanti anni, ma sappiate che la sua carta d’identità è più che sgualcita: non esiste un solo locale dove non abbia suonato e lascia­to il segno e, forse, qualche figlio illegittimo!Naturalmente pur spo­standosi, per motivi personali, poco dalla sua città ha lavorato spessissi­mo con dj internazionali accreditati come i migliori al mondo tra i quali Gerardo Frisina e Snow Boy.

Sapete qual è uno dei gadget più “Must have” di ogni Santo Nata­le? La preziosa ed annuale release di Perry. Un classicone: ormai da anni, non è Natale senza il “Perry XMAS”.

Di carattere è piuttosto diretto: in­somma, uno che “non le manda a dire” e che mal sopporta le prime donne, ma posso dire per mie espe­rienze dirette che lo stare in consolle con lui è sempre un enorme piacere.

Nonostante l’avanzare della maturità è certamente uno dei dj più presenti sul territorio in termini di continuità e di qualità, anche se naturalmente l’emergenza Covid 19, nata di recen­te, ha toccato anche lui. Per comple­tare il “quadretto”, una calda e sua­dente voce, la sua, ha accompagnato tantissime nostre ore di radio sem­pre innovativa sempre avanti.

Passo a chiedergli della situazione musicale nel nostro paese e in par­ticolare come vede la nostra città.Mi dice: «Leggo nella musica contem­poranea, proposta in Italia, una fase di transizione tra la voglia di “euro­peizzarsi”, quindi proponendo mu­sica essenzialmente deep e techno, ed invece un grandissimo ritorno a sonorità più black, quindi tonalità maggiori e grande voglia di sorride­re e ballare. Non è un caso che la di­sco sia tornata di gran moda e feno­meni come Danny Krivit Dr Packer Joey Negro, The ReFlex, Suonho e via dicendo siano concentrati su di essa. Io, like always, provo ad essere sempre “sul pezzo”.

Per ciò che concerne Taranto invece dico che non è dopotutto differente a tutte le altre città: pullulano, in­fatti, i dj “improvvisati”, coloro che si svendono e a dirla tutta anche imprenditori che svolgono l’attività di art director, ma senza avere nes­suna base, esperienza e conoscenza in tal senso. Questa situazione però non mi preoccupa affatto: non le do nessun peso convinto come sono che l’essere autentici, coerenti e prepara­ti alla fine dia sempre i suoi risultati.

Ovviamente, mai come in questo caso i saluti sono davvero cordiali e affettuosi. Ma prima di lasciarci, chiedo a lui le sue dieci tracce e mai come questa volta sono davvero cu­rioso di ascoltarle.

Eccole: 01) Donny Hathaway – The Ghetto

02) Eddie Russ – The Lope Song Lyn Collins

03 Think (about it) Lonnie Smith

04) Layin’ in the Cut Nuyorican Soul ft. India

05) I love the Nightlife Charles Wright & The Watts 103rd Street Rhytm Band

06) Express Yourself Horace Silver

07) Psychedelic Sally Sidekick

08) Deep Fear George Michael

09) Freedom 90 (The Reflex Edit) Candi Staton

10) Hallelujah Anyway

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche