14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Grazia Di Michele, Mariella Nava e Rossana Casale
Grazia Di Michele, Mariella Nava e Rossana Casale

«È stato il primo vero frutto del nostro scrivere a sei mani».

È la sintesi di Mariella Nava sul nuovo e primo singolo “Segnali uni­versali” dell’inedito trio formato con Rossana Casale e Grazia Di Michele che arriva in radio venerdì 23 otto­bre e sarà disponibile su tutte le piat­taforme e store digitali.

«Eravamo in studio di registrazio­ne a Roma, dove ci siamo da subi­to lasciate affascinare da un giro di pianoforte e chitarra che abbiamo iniziato a creare insieme – ha ag­giunto – Quella stessa frase musicale ci ha condotte nell’urgenza comune di aggiungere un testo forte, intimo e attuale: volevamo parlare di quella sensazione di disagio che viviamo tutti in rapporto alla storia contem­poranea del mondo».

Sempre attenta ai temi sociali, con una lente di ingrandimento sulle te­matiche di attualità, Mariella ha tro­vato terreno fertile con la Casale e la Di Michele per questo brano.

«Tutti sappiamo, tutti siamo spetta­tori e in parte attori nei grandi temi, come l’immigrazione, l’inquinamen­to, le nuove povertà, le guerre, gli egoismi, la non equa distribuzione delle risorse, i bambini che ancora muoiono di fame e di malattie che potrebbero benissimo essere curate, i punti di non ritorno – ha confessato – Tutto questo non fa altro che pesare sui nostri giorni, torna come un boo­merang nelle nostre coscienze, scava nel nostro vivere, forse torna anche nei nostri sogni incubi, rivestito delle nostre ansie, anche quando vogliamo fare finta di niente: e questo rumore sordo dentro noi non è altro che una frequenza di segnali SOS che l’uni­verso ci manda».

L’incontro con Grazia Di Michele e Rossana Casale è stato folgorante per Mariella.

«Abbiamo voluto captare noi per prime quel segnale inequivocabile di cui abbiamo scritto, quel grido che l’amore invia ostinatamente in più modi e da più parti, in più lingue, ma che l’umanità intera, fatta ormai di cuori distratti e induriti, spesso non è in grado di ascoltare e seguire – ha sottolineato – Abbiamo pensato che fosse bello decodificare in musica tutto questo, scriverlo con quella spinta emozionale che sentivamo a tre da subito».

“Segnali universali” è nato quando questa pandemia era ancora impen­sabile.

«Il bello è che lo abbiamo composto in tempi non sospetti perché erava­mo nell’era preCovid – ha precisato – Adesso che tutto è ancora più chia­ro ed evidente, quando noi stesse lo riascoltiamo, capiamo quanto fos­simo sintonizzate sul futuro senza saperlo».

“Segnali universali” non è certo un episodio isolato.

«È solo il primo singolo, ma ci sono nate tante altre canzoni così motiva­te e presto faranno parte di un album intero – ha accennato – Era già quasi tutto pronto ed eravamo già anche in tour con tante date in calendario, ma abbiamo subíto anche noi lo stop dovuto all’emergenza e al lockdown che ha bloccato tanta vita lavorati­va, soprattutto quella legata ai vari campi dell’arte: speriamo di non ricaderci, che le cose vadano ormai lentamente migliorando per tutti e di poter così riprendere presto i nostri concerti nei teatri».

Mariella Nava è ormai da tempo che non fa tappa a Taranto con un suo concerto.

«Magari mi auguro di passare an­che dalla mia amata Taranto – ha riflettuto – Grazia e Rossana amano anche loro molto la Puglia e Taranto e tante volte fra noi sogniamo e ci ripromettiamo di tornarci insieme su un bel palco».

Anche se Mariella vive ormai a Roma, Taranto è sempre e comun­que nei suoi pensieri.

«Alla mia Taranto auguro un tempo di rinascita – ha affermato – È pro­prio questo il tempo e non bisogna farselo sfuggire. Ai suoi figli nuo­vi, così pieni di voglia di farcela, di buoni intenti, così ricchi di talento, io mi aspetto che la vita si presenti più chiara nelle sue strade e possi­bilità lavorative, magari tornando a quelle ricchezze che lo stesso terri­torio può dare e restituire con la giu­sta attenzione. Penso all’agricoltura, al turismo, alla cultura tutta di cui i tarantini sono fortemente eredi e a tutte quelle eccellenze che da sem­pre ci distinguono anche in campo internazionale».

Mariella sta anche pensando al novo album.

Mariella Nava

«Il mio album nuovo, di cui ho fat­to conoscere nello scorso maggio il brano “Povero Dio”, è a buon punto – ha confermato – Mi sto prendendo tutto il tempo necessario perché sarà un disco sempre molto mio, per te­matiche e stile, ma nuovo devo dire, diverso, perché a me piace molto sperimentare e, pur nella mia neces­saria coerenza, mi piace lasciarmi spostare da quello che raggiunge il mio gusto e riesce a contaminarmi dei suoni che arrivano ad abitare la musica corrente».

Tornando a “Segnali universali” c’è da aggiungere che le sue immagini, proprio come il video che l’accom­pagna opera delle graphic artist Va­lentina Calvani e Fabiana Iacolucci percorre una serie di luoghi fisici e metafisici, che conducono a una ri­sposta inequivocabile; all’amore che è il motore e il fine dell’esistenza, attraverso uno stile e un linguaggio contemporaneo che non dimentica i simboli e la storia dell’arte: nell’a­nimazione realizzata per il brano, immagini figurative si alternano a una dimensione onirica. L’alchimia surreale che questo connubio genera crea un universo visivo che ha l’in­tento di accompagnare la fruizione del brano e di sostenere il messaggio del brano stesso: l’urgenza di recu­perare la capacità di ascolto dell’e­sperienza individuale e collettiva.

Anche l’elemento ritmico, che segna una frequenza costante, sottolinea la natura intima e al contempo uni­versale del suono, che batte come un grande cuore. Ma proprio come la “Salvation Mountain” di Slab city, Segnali Universali in ogni suo elemento si presenta come un’opera collettiva, eclettica, multirazziale, fortemente visionaria: è femminile, si muove verso l’alto.

 

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