24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

foto di Eva Degl’Innocenti direttrice museo MarTa
Eva Degl’Innocenti, direttrice museo MarTa

Sarà presentato ve­nerdì, 23 ottobre, in diretta Face­book dall’account del “MArTA”, il Tesoretto di Specchia con l’al­lestimento delle monete al secon­do piano del Museo Archeologico Nazionale e con la pubblicazione scientifica del catalogo.

Oltre alla direttrice, Eva Degtl’In­nocenti, alla conferenza telemati­ca prenderanno parte i funzionari del Museo, gli studiosi che hanno lavorato al progetto e la presiden­te del Lions Club Taranto Posei­don, Maria Rosaria Basile.

LA STORIA DEL TESORETTO DI SPECCHIA

Il Tesoretto è rimasto nascosto per secoli in un’anforetta di ter­racotta sotto un cumulo di pietre nella tenuta “Vigne” in contrada Cardigliano a Specchia, antico territorio messapico in provincia di Lecce, poi riportato alla luce casualmente il 9 ottobre del 1952 da un gruppo di operai che lavora­va in quel terreno.

Dal ‘52 ad oggi è custodito nei de­positi del Museo MArTA.

È la storia di un tesoretto moneta­le, quello di Specchia, composto da ben 214 monete (211 stateri della zecca tarentina, due stateri di Heraclea Lucaniae e un divisio­nale che presenta tipi e peso ap­parentemente avvicinabili a quelli delle dracme tarentine) che ora, dopo un intervento di restauro, studio e ricerca, documentazio­ne fotografica e valorizzazione, conquista una vetrina dell’impor­tante museo tarantino, la pubblica fruizione e con essa il recupero di una storia che testimonia la grande opposizione ai Romani, a cavallo tra il IV e il III secolo a.C., da parte del popolo tarentino che si affidò allo spartano Cleo­nimo (303 a.C.) e poi a Pirro, per contrastare l’avanzata di Roma in Magna Grecia.

L’importante restituzione alla co­munità del Tesoretto di Specchia è il frutto di un progetto della di­rettrice Eva Degl’Innocenti che nella chiave di un mecenatismo moderno propone l’adozione di tesori “mai visti” dei depositi del museo, da restaurare, studiare e riportare in luce.

Nel caso specifico la sponsoriz­zazione tecnica è opera del Lions Club Taranto Poseidon, soggetto co-protagonista a pieno titolo di un percorso di co-creazione cul­turale insieme allo stesso MArTA che ha adottato il Tesoretto.

«Restituiamo alla comunità e ai visitatori del MArTA non solo reperti di inestimabile valore, ma anche la storia umana di Taren­tini e Messapi – ha spiegato Eva Degl’Innocenti – ed è inevitabile, grazie a questo patrimonio numi­smatico, ripensare al proprieta­rio del Tesoretto, forse costretto a fuggire e intento ad occultare vicino ad un uliveto, quello che probabilmente avrebbe voluto recuperare una volta scampato il pericolo.

Una storia resa ancora più identi­taria dal motivo di Taras raffigu­rato a cavallo del delfino riportato proprio sulle monete emesse dalla zecca tarentina».

«Il Lions Club Taranto Poseidon, di cui sono Presidente, promuove sul territorio iniziative di interes­se sociale e culturale – ha detto Maria Rosaria Basile – e l’idea partorita nel 2019 di finanziare il restauro, lo studio, la pubblicazio­ne e la valorizzazione del Tesoret­to Monetale di Specchia, è stato il nostro contributo allo sviluppo di questa terra che, da sempre, inter­pretiamo collegato alla cultura e al suo recupero identitario».

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