23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca News

«Cinghiali, le Regioni intervengano con abbattimenti selettivi»

I cinghiali provocano danni all’agricoltura
I cinghiali provocano danni all’agricoltura

ROMA- È sempre maggiore la frequenza di incidenti provocati dalla presenza di animali selvatici sulle strade italiane, stimati in circa 10.000 l’anno. Una problematica che necessi­ta di un intervento immediato da parte delle Istituzioni finalizzato a contenere il prolifera­re dei cinghiali, passati da una popolazione di 900.000 capi in Italia nel 2010 a quasi 2 milioni di oggi. La questione è stata sollevata nuovamente in Senato, attraverso una interro­gazione parlamentare alla quale ha risposto il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giu­seppe L’Abbate.

“La legge 11 febbraio 1992, n. 157 è la nor­mativa di riferimento per la protezione della fauna omeoterma ed il prelievo venatorio e affida alle Regioni la gestione faunistica, indi­viduando alcuni strumenti per il contenimen­to della popolazione di cinghiali – dichiara il Sottosegretario L’Abbate – Tra questi: il prelievo venatorio, il divieto di rilascio di cin­ghiali, il divieto di foraggiamento, il controllo faunistico.

Alcune Regioni hanno già regolamentato il prelievo di selezione degli ungulati apparte­nenti alle specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari previsti dalla legge 157/1992 attraverso la predisposizione, se­condo quanto previsto dalla legge 248/2005 e sentito il parere dell’ISPRA, l’Istituto supe­riore per la protezione e la ricerca ambientale, di adeguati piani di abbattimento selettivi – spiega L’Abbate – distinti per sesso e classi di età. Tenendo conto dell’esigua consistenza del personale delle Amministrazioni regionali e provinciali, è previsto anche il coinvolgimen­to di altre figure specializzate che vengono autorizzate ad effettuare attività di controllo numerico delle specie faunistiche, attraverso coadiutori formati mediante appositi corsi validati sempre dall’ISPRA. Pertanto, invito le Regioni dove la popolazione di ungulati risulti eccessiva e che non abbiano ancora provveduto, ad adoperarsi con adeguati piani di gestione”. Alla Camera dei Deputati, inoltre, è in di­scussione la proposta di legge recante “Di­sposizioni di sostegno e semplificazione per il comparto agricolo” che introduce misure volte ad agevolare ulteriori interventi di con­tenimento, tra cui l’ampliamento dell’arco temporale nel quale è autorizzata la selezione. “Al fine di proteggere il patrimonio suinicolo nazionale da rischio di trasmissione del virus della peste suina – conclude il Sottosegreta­rio Giuseppe L’Abbate – è in via di definizio­ne, per l’approvazione urgente da parte di un prossimo Consiglio dei Ministri, la norma che istituisce i Piani di controllo e monitoraggio della evoluzione della malattia”.

A settembre sulla proliferazione dei cinghia­li erano intervenuti Vito Rubino e Pietro De Padova, rispettivamente direttore e presi­dente di Cia Agricoltori Italiani Area Due Mari (Taranto-Brindisi). “Danni ingenti all’agricoltura dai cinghiali che continuano a scorrazzare lungo i canali e nelle campagne, aggravando una situazione già estremamente difficile- avevano scritto-un fenomeno acuito durante il lockdown, che ha consentito alla fauna selvatica di moltiplicarsi più rapida­mente e una quasi assoluta libertà di girova­gare per strade e terreni.

Un intero branco ch era stato ripreso mentre nuotava nel canale adduttore del consorzio di bonifica Stornara e Tara, nelle campagne di Ginosa. Avevano sollecitato gli organi prepo­sti ad intervenire per contrastare l’emergenza della crescita della popolazione del cinghiale.

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