13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 06:53:50

Cronaca News

Processo Terra Mia, ecco tutti i nomi e le condanne

Il Tribunale di Lecce
Il Tribunale di Lecce

LECCE – Processo Terra Mia: confermate in Appello numerose condanne inflitte in primo grado.

Ecco le condanne: Antonio Lacava, diciannove anni e dieci mesi di reclusione; Franceso Vitale, undici anni; Michele Lillo, dieci anni e mezzo; Luigi Masciullo, quattro anni e quattro mesi; Michele Masella, tredici anni e due mesi; Angelo Bernardi, otto anni e un mese; Paolo Chianura, tre anni e mezzo; Antonio D’Ambrogio, otto anni; Luigi D’Ambrogio, sette anni e sette mesi; Pietro Donzella, nove anni, Adriano Greco, quattro anni; Roberto Merico, otto anni e otto mesi; Tonino Merico, sette anni e dieci mesi; Valerio Panariti, cinque anni e mezzo; Michele Pierri, cinque anni e dieci mesi; Pietro Antonio Polito, quattro anni e otto mesi; Giuliano Russo, sei anni e quattro mesi; Massimiliano Saponaro, cinque anni e otto mesi; Francesco Saracino, due anni e quattro mesi; Nel collegio di difesa, tra gli altri, gli avvocati Salvatore Maggio, Maurizio Besio, Luigi Danucci, Angelo Casa, Andrea Silvestre, Biagio Leuzzi, Gianluca Mongelli, Samantha Dellisanti, Vito Villani e Vincenzo D’Elia.

Con l’operazione “Terra Mia” nel 2016 furono arrestate cinque persone accusate di associazione, traffico di stupefacenti ed estorsione. In totale 25 gli indagati coinvolti nell’inchiesta della Procura distrettuale antimafia: fra questi anche un carabiniere, ora in pensione, che secondo l’accusa avrebbe passato informazioni al gruppo. Le indagini coordinate dall’Antimafia di Lecce erano state condotte dalla sezione antidroga della Squadra Mobile di Taranto. I 25 indagati facevano parte, secondo l’accusa, di una associazione criminale ben organizzata, distribuita sul territorio in maniera capillare e collegata ai clan storici. Secondo gli investigatori l’elemento di spicco del gruppo si occupava di smerciare grosse partite di cocaina, hashish e marijuana che venivano nascoste in campagna dai “corrieri”. L’operazione ha preso il nome Terra Mia proprio per l’elevato numero di nascondigli in campagna. La droga poi veniva distribuita dai pusher nelle zone di Grottaglie, Monteparano, Carosino, Lizzano, Sava, San Giorgio Jonico. Durante una delle operazioni antidroga furono sequestrati 9 chili di sostanza stupefacente, armi modificate e munizioni. L’associazione ricavava somme di denaro contante anche dalle estorsioni col metodo del “cavallo di ritorno”. Almeno una ventina gli episodi di furti d’auto accertati in otto mesi (tra il 2012 e il 2013) per i quali poi veniva chiesto un riscatto in cambio della restituzione del mezzo. Le auto di chi non pagava venivano bruciate o smontate e rivendute a pezzi.

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