23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca News

Antonio Marinaro: «La pandemia non può distrarre il governo»

Antonio Marinaro
Antonio Marinaro

“La pandemia non distolga l’attenzione del Governo dalle aree di crisi e dalle questioni irrisolte del Paese”. E’ questo il monito di Antonio Marinaro, Presidente di Confindustria Taranto, alla luce del nuovo stato di allarme che trasversalmente investe la penisola, non risparmiando in particolare anche le aree del Mezzogiorno. Il timore è che la trattativa riguardante lo stabilimento siderurgico, i suoi futuri assetti e il piano industriale che dovrebbe fare della fabbrica un modello di ecosostenibilità (sul piano dell’ambiente e della sicurezza) possano ancora una volta passare in secondo piano rispetto alla crisi globale generata dagli effetti della recrudescenza del virus.

“Ci aspettiamo che la trattativa in corso con Arcelor Mittal – commenta il Presidente Marinaro – contempli una discussione sul modello di stabilimento che occorrerà definire a breve, e che contemperi le necessità di tutti, pur considerando la difficile congiuntura attuale. Continuiamo a ritenere fondamentale che sul settore dell’acciaio, una partita che investe il territorio sia a livello nazionale sia locale, il Governo riesca a mettere allo stesso tavolo tutti gli stakeholders, nessuno escluso. Come Confindustria, consideriamo il confronto l’unico strumento possibile per conseguire risultati tangibili: la Cabina di Regia che abbiamo voluto per affrontare la questione dei pagamenti delle aziende dell’indotto ne è la prova concreta”. Il riferimento del Presidente di Confindustria Taranto è sugli strumenti di contrattazione che stanno consentendo, a partire da settembre scorso, di ristabilire la regolarità nella corresponsione dei crediti scaduti da parte delle aziende fornitrici di Arcelor Mittal. Al momento è infatti attiva, come è risaputo, la Cabina di Regia coordinata dai sottosegretari Mario Turco e Alessandra Todde, in cui Confindustria Taranto si confronta direttamente con Arcelor Mittal Italia per monitorare, con una cadenza regolare, la situazione dei pagamenti. “Una situazione – ribadisce il Presidente – che sta andando verso una maggiore stabilità e che, come Confindustria, recepiamo in senso positivo.

Con Ami, tenendo fede all’impegno di reciproca collaborazione assunto in sede istituzionale, rimane stabile il livello di interlocuzione, che ha portato finora al rientro di circa venti milioni di euro sui 38 che risultavano scaduti all’atto di insediamento della Cabina di Regia. Ed è un segnale che non possiamo che registrare come positivo, dando atto ai referenti Ami di aver impresso nel confronto in atto criteri di maggiore chiarezza e trasparenza”. Rispetto alla discussione sul futuro dello stabilimento, con l’eventuale ingresso temporaneo dello Stato come traghettatore verso un assetto che veda la presenza del privato, le risorse da stanziare e l’eventuale utilizzo del Recovery Fund, Confindustria accoglie con grande favore l’iniziativa – sul tema “Ex-Ilva, quale futuro?”. L’incontro, promosso da Federmanager, è in programma oggi, 22 ottobre, con inizio alle 16. In diretta streaming (su federmanager.it e cnel.it ) sarà illustrata dal Presidente Federmanager Liguria, Marco Vezzani, una “proposta di soluzione tecnica per il rilancio dello stabilimento di Taranto”. Un tavolo di discussione al quale prenderanno parte, oltre allo stesso Antonio Marinaro, i rappresentanti di Federmanager, del Comitato europeo sociale ed economico (equivalente del Cnel) e del mondo sindacale, per avviare un primo confronto sui contenuti della proposta. IL WEBINAR DI SIDERWEB Una richiesta accomuna i principali settori utilizzatori di acciaio e i produttori siderurgici: la necessità di investimenti pubblici che rilancino la manifattura nazionale e che riguardino infrastrutture, rete stradale e ferroviaria, industria 4.0, incentivi ai consumi. L’hanno illustrato Ance, Anfia, Federacciai e Ucimu-Sistemi per produrre, i cui rappresentanti sono intervenuti oggi al webinar di siderweb “Reagire alla crisi: i settori utilizzatori di acciaio”.

ANCE – «Posto che anche per il governo è chiaro che il rilancio del settore delle costruzioni è decisivo per il Paese, non è invece chiaro come vogliono contribuire a questo rilancio» ha detto Massimiliano Musmeci, direttore generale dell’Associazione nazionale dei costruttori edili. «Quello relativo al “superbonus 110%” – ha chiarito – è un buon provvedimento, perché può fare da booster per il settore, ma le procedure per l’accesso (38 attestazioni) sono troppo complesse e rischiano di scoraggiare gli utenti». Quanto all’andamento delle costruzioni «siamo in lenta risalita e stimiamo che l’anno si chiuderà con un saldo negativo del 10%».

ANFIA – Necessità di dar vita a investimenti dedicati al supporto alle imprese, alle infrastrutture. È stato questo uno dei punti affrontati da Fabrizia Vigo, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Associazione nazionale filiera industria automobilistica. Se da un lato quello verso l’alimentazione elettrica o ibrida è il percorso segnato per i costruttori, dall’altro «in Italia mancano le infrastrutture per la ricarica elettrica e questo scoraggia l’acquisto da parte di una platea di consumatori che oggi più che mai è incerta sulle scelte da compiere nel momento in cui decide di acquistare un’auto nuova».

FEDERACCIAI – «Gli stimoli ben diretti e mirati possono funzionare». Se ne è detto convinto Flavio Bregant, direttore generale di Federacciai, che ha portato l’esempio della Cina. «Le prospettive di crescita della domanda di acciaio sono passate dall’1% previsto a maggio all’8% stimato a ottobre, in accordo con i dati della World Steel Association». Visto che le costruzioni assorbono il 36,5% di acciaio, «incentivare questo settore è fondamentale. L’ecobonus è chiaramente positivo – ha chiarito -, ma dobbiamo parlare di infrastrutture, di reti di trasporto di energia elettrica, di gas e anche di idrogeno. Spingere, poi, sulle reti stradali significa non solo avviare i cantieri, come auspichiamo tutti (e il Ponte per Genova ha dimostrato che si possono superare gli ostacoli burocratici senza per questo aprire alle infiltrazioni malavitose), ma anche lavorare per ammodernare i manufatti stradali», come ponti e viadotti. UCIMU – «C’è grande volontà di investire, ma siccome il mondo gira intorno a costruzioni e automotive, questi settori vanno sostenuti: i cantieri vanno aperti in fretta e si devono incentivare le riduzioni delle emissioni dei motori a combustione interna». Lo ha detto Alfredo Mariotti, General Manager di UcimuSistemi per produrre. «Il piano “Industria 4.0” è stato molto importante e va rilanciato con decisione, perché non va dimenticato che senza le macchine che lavorano, i sistemi tecnologici ed i software innovativi non potrebbero certo essere utilizzati».

L’ANALISI DI COFACE – Il numero di insolvenze aumenterà, in Italia, del 32% nell’arco di due anni (2019- 2021). È la previsione di Coface, il principale gruppo mondiale di assicurazione del credito. Nella propria presentazione, Antonella Vona, Region Communication Director Mediterraneo & Africa – Direttore Marketing & Comunicazione di Coface, ha spiegato che «il rischio è stato posticipato nel tempo dagli interventi pubblici» rispetto allo scoppio della crisi innescata dalla pandemia. Per questo, c’è il pericolo che si intensifichi «il fenomeno delle “imprese zombie”, che saranno cioè insolventi una volta che i provvedimenti pubblici saranno ridotti o revocati».

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