23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cultura News

Madonna della Salute, festa a Taranto

Foto di Madonna della Salute, festa in città
Madonna della Salute, festa in città

In un periodo in cui il Covid-19 sta facendo risentire con preoccupante intensità i suoi effetti, i tarantini ricorrono ancor di più all’intercessione della Madonna della Salute, che sarà festeggiata solennemente domenica 25 nel santuario di piazza Monteoliveto, in Città vecchia, a cura della basilica cattedrale e della confraternita dell’Immacolata (che provvede con esemplare diligenza alla custodia del tempio).

Originariamente le celebrazioni si svolgevano a maggio ma recentemente si è preferito l’ultimo fine settimana di ottobre per evitare la coincidenza con i festeggiamenti patronali in onore di San Cataldo. Il programma prevede: alle ore 10 la santa messa con i bambini e i ragazzi del catechismo; alle ore 11.30 la santa messa e la supplica alla Madonna della Salute; alle ore 17.30 l’esposizione eucaristica e la recita del rosario; alle ore 18 i secondi vespri e alle ore 18.30 la santa messa presieduta da don Emanuele Ferro, parroco della cattedrale; al termine il diacono don Francesco Fanelli effettuerà la professione di fede e la “declaratio” solenne in preparazione alla sua ordinazione presbiterale che si terrà sabato 31 ottobre in concattedrale. Ovviamente l’accesso in chiesa sarà contingentato, a motivo della emergenza sanitaria, ma nulla impedirà ai tarantini di unirsi dalle proprie case alla preghiera, in particolare alla Supplica, a mezzogiorno. Questo, un po’ come avvenne nello scorso marzo, con il virus che mieteva vittime in gran numero, quando in diretta streaming dal santuario l’arcivescovo guidò la recita del santo rosario.

“Viviamo insieme con fede questo momento ai piedi della Madonna della Salute uniti a quelli che stanno soffrendo a causa del virus – disse allora mons. Santoro, con espressioni che mantengono viva la loro attualità – Chiediamo alla Madre di Dio innanzitutto che finisca questo tempo di dolore e preghiamo particolarmente per tutti i ricoverati e in particolari per quelli che sono in sala di rianimazione, per il personale sanitario e per tutte le nostre famiglie. La Madre di Dio ci è vicina, ogni Ave Maria, ogni nostra invocazione è un grido di domanda, un grido di speranza”. Al termine, mons. Filippo Santoro lesse la preghiera alla Madonna della Salute, ponendo poi davanti alla venerata immagine una lampada da far rimanere accesa per tutta la epidemia, in una sorta di orazione perenne. Alla Santa Vergine con questo titolo la nostra città fu solennemente consacrata dall’arcivescovo mons. Ferdinando Bernardi il 3 maggio del 1936, in una grande cerimonia che si svolse in piazza della Vittoria; l’atto fu rinnovato da mons. Filippo Santoro il 30 ottobre del 2016 in occasione della settimana mariana giubilare.

Forse opera dell’artista leccese Antonio Verrio, l’icona mariana (una tempera su tavola) è una copia seicentesca della icona bizantina “Salus populi romani” venerata nella basilica romana di Santa Maria Maggiore e attribuita a san Luca. La Madonna vi appare vestita con tunica rossa e manto con drappo azzurro bordato di oro; fra le braccia reca Gesù Bambino, che con la mano destra benedice mentre con l’altra regge un libro. Il quadro recentemente è stato sottoposto a restauro che ha riportato i colori all’originario splendore. La chiesa di piazza Monteoliveto, l’unica a croce greca del centro storico, fu costruita nel 1763; la conformazione richiama quella del Gesù di Roma, con la maestosa facciata che costituisce un esempio tipico dell’architettura barocco-gesuitica. Dopo ben 26 anni di chiusura per problemi strutturali, con restauri più volte interrotti per esaurimento dei fondi a disposizione, il santuario fu riaperto il 2 dicembre del 2018. L’arcivescovo evidenziò che si trattava “…non soltanto un monumento cristiano ma un simbolo eloquente, al contempo segno di rinascita come anche di responsabilità e consapevolezza, valori ancora in larga misura da acquisire dalla nostra comunità. Vorrei che a questo luogo i tarantini guardassero con ritemprata fiducia… Sento di comunicare a tutti una mia intima preghiera, che prende le mosse da colei che viene invocata quale Vergine della Sanità, dove sanità indica anche in un certo qual modo l’integrità, l’unità e non la frammentarietà e la dispersione, perché ciò per cui prego è che Taranto inizi una stagione di comunione, di riconciliazione”. Dalla riapertura sono molti i tarantini che frequentemente si recano in pellegrinaggio nel santuario sia per la santa messa domenicale sia per momenti di preghiera personale, ammirando soprattutto la cupola (una sorta di cielo stellato) e l’artistico pulpito, dove i padri gesuiti, in determinate occasioni, inviavano i migliori allievi per tenervi la predica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche