23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

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Manduria, c’è speranza per il centro culturale

foto di Davanti alla stazione di Manduria alcuni partecipanti all’incontro
Davanti alla stazione di Manduria alcuni partecipanti all’incontro

MANDURIA – Si accende la speranza per i Centri culturali voluti da Guglielmo Minervini Un incontro a Manduria che, seppur interlocutorio, ha aperto i cuori alla speranza, quella che in molte località del Salento possano continuare ad operare numerosi centri culturali con le loro attività sociali e di cittadinanza attiva. Si tratta di realtà realizzate sei anni fa grazie al bando regionale “Mente Locale” che, promosso da Guglielmo Minervini, all’epoca assessore alla Mobilità e ai Trasporti, destinò all’associazionismo alcuni locali e stazioni delle Ferrovie del Sud-Est, in disuso da anni e anni.

Purtroppo queste esperienze potrebbero interrompersi prossimamente in quanto le Ferrovie SudEst vorrebbero riavere i locali per realizzarvi spogliatoi per il personale. A questa decisione si oppongono le Associazioni “Naturalmente a Sud” di Manduria, “Ramdom” di Gagliano del Capo, “Oikos” di Otranto, “CicloMurgia” di Pascariello che, nel corso degli anni, vi hanno realizzato importanti attività di rigenerazione sociale a favore delle comunità. Della questione si sta interessando anche l’assessore regionale Loredana Capone che nei giorni scorsi ha incontrato, per cercare una soluzione in grado di conciliare le diverse esigenze, i vertici di Ferrovie Sud Est e le sezioni Demanio e Trasporto pubblico locale della Regione Puglia. Al fianco delle Associazioni si è schierata anche la Fondazione Guglielmo Minervini che, presso la sede dell’Associazione Naturalmente a Sud, nella stazione ferroviaria di Manduria, per fare il punto della situazione ha incontrato (domenica 25 ottobre) i loro rappresentanti, tra questi Paolo Mele presidente di Ramdom, ed Alessandro Mariggiò, direttore delle Riserve Naturali del Litorale Tarantino Orientale, partner del progetto a Manduria. Per la Fondazione “Guglielmo Minervini” hanno partecipato all’incontro Maria Turtur Minervini e Lino Renna, che nell’occasione hanno confermato l’intenzione si svolgere, schierandosi al fianco delle associazioni, il ruolo di “avamposto” della Fondazione contro ogni tentativo di “damnatio memoriae” teso a rimuovere i frutti di quella meravigliosa stagione politica che vide tra i suoi protagonisti proprio Guglielmo Minervini, un amministratore capace di “guardare lontano”.

Presente anche Andrea Mariggiò, vicesindaco di Manduria, che ha annunciato la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione comunale all’esperienza di rigenerazione sociale che l’Associazione Naturalmente a Sud sta realizzando da anni nei locali della locale stazione FSE. È intervenuto all’incontro anche il manager salentino Cosimo Chiffi, Consigliere d’Amministrazione di Ferrovie del Sud-Est, che ha annunciato anche il suo interessamento affinché l’azienda di trasporti prosegua l’interlocuzione per riuscire a individuare soluzioni utili a soddisfare tutte le esigenze, in linea con l’auspicio dell’assessore Loredana Capone. La notizia è stata accolta con viva soddisfazione dai rappresentanti delle associazioni presenti che hanno espresso la volontà e il desiderio di continuare le loro attività che, nello spirito del bando voluto da Guglielmo Minervini, sono diventate fucine di sperimentazione di progetti sociali, ambientali, turistico e culturali, di promozione del territorio e di mobilità sostenibile.

Queste hanno costituito sul territorio pugliese un’autentica “rete sociale”, come ha spiegato concludendo l’incontro Andrea Polimeno, presidente di Naturalmente a Sud. “Le associazioni che parteciparono al bando, hanno ristrutturato gli immobili in utilizzo per sei anni, sostenendo ingenti spese e interventi a fronte di un esiguo contributo regionale. Da questa storia nascono i progetti della cosiddetta “Strada del Ferro” che percorre una traiettoria geografica, ma anche ideale, fatta di stazioni ferroviarie, dal Gargano fino al Capo di Leuca. Ci appelliamo a quella “buona politica, di cui Guglielmo Minervini fu eccelso interprete, affinché questo immenso patrimonio di esperienze non vada disperso”. Minervini si ammalò nel 2012 e nel 2013 rese note le proprie cndizioni di salute rilasciando un’intervista nella quale dichiarò che:“la malattia ti sconquassa, ma non taglia il filo dell’esistenza. Pure dentro questa esperienza, resta l’impegno a favore degli altri e del cambiamento. La politica si può fare anche così: concependo la vita con spirito di servizio” Minervini è deceduto il 2 agosto del 2016.-

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