23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca News

In piazza la rabbia di ristoratori, titolari di palestre e scuole di danza per i nuovi divieti

foto di Piazza Immacolata a Taranto
Piazza Immacolata a Taranto

La rabbia monta online. Attraverso i profili facebook e le catene di whatsapp, diversi ristoratori o titolari di palestre, scuole di danza e altre attività segnate dalle chiusure del nuovo decreto della presidenza del consiglio dei ministri, danno voce ai loro sfoghi e si danno appuntamento alla protesta di piazza. Prevista inizialmente per lunedì 27, poi slittata a giovedì 29 alle ore 21 su disposizione della Questura. Qualcuno però non ha voluto attendere. La titolare di una palestra si è incatenata all’esterno del suo locale, dove sono stati esposti alcuni striscioni con frasi contro il premier Conte e il ministro dello sport, Spadafora. Oltre ai titolari e utenti delle palestre, sono i titolari delle attività di ristorazione i più esasperati. Non a caso a guidare la protesta annunciata per giovedì c’è proprio uno di loro, Tiziano Ricci.

«Siamo di fronte – dichiara a TarantoBuonasera – a scelte scellerate. Noi vogliamo lavorare in santa pace, con queste decsioni invece non riusciremo neppure a sopravvivere, molti di noi saranno costretti alla chiusura». «Vogliamo capire – dice ancora Ricci – su quali basi scientifiche si è deciso di colpire bar e ristoranti. In questi mesi ci siamo prodigati per far rispettare le regole, abbiamo investito per organizzare il nostro servizio e per adeguare i nostri locali. Questo è il ringraziamento». A parere di Ricci e di quanti sostengono la protesta, le disposizioni del nuovo decreto contengono molte contraddizioni e ingiustizie: «Non capisco perché noi dobbiamo restare chiusi e invece resteranno aperti i centri commerciali dove c’è sempre un via vai di gente. E non si capisce perché a pranzo possiamo restare aperti e a cena no. Forse a pranzo il virus scompare e poi riappare a cena?». La protesta di giovedì sarà comunque accompagnata da una serie di proposte da inoltrare anche alle istituzioni locali: «Chiediamo di poter restare aperti almeno fino alle 23. Al Comune chiediamo di cancellare tutte le tasse del 2020, non come è stato fatto con la Tari che ci è arrivata da pagare per intero». «Noi – prosegue Ricci – siamo il tessuto economico che regge il Paese, non si rendono conto che affossando noi affossano un pezzo fondamentale dell’economia italiana». Quando la voce della protesta di piazza si è diffusa, non sono mancate perplessità e timori di una deriva pericolosa come accaduto a Napoli e a Roma in questi giorni. Ricci però vuole rassicurare l’opinione pubblica: «La nostra sarà una manifestazione di commercianti e imprenditori liberi, senza bandiere politiche o di associazioni. Siamo amici delle forze dell’ordine e quindi collaboreremo totalmente con loro per la riuscita pacifica della nostra manifestazione. Questo sia chiaro anche a chi eventualmente dovesse rendersi protagonista di episodi di inciviltà. Noi negazionisti? No, affatto. Però è oggettivo che il virus non sia pericoloso come nella prima fase».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche