23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca News

Processo da rifare per zio Michele

Zio Michele Misseri
Zio Michele Misseri

Processo di appello da rifare per Michele Misseri accusato di diffamazione nei confronti di uno dei suoi ex avvocati, Daniele Galoppa e della criminologa Roberta Bruzzone. La Cassazione ha annullato con rinvio la condanna ad un anno e mezzo di reclusione che la Corte di appello di Taranto gli aveva inflitto un anno fa riformando la sentenza del Tribunale di Taranto che lo aveva condannato a tre anni anche per calunnia. La vicenda risale agli anni 2011- 2012. Durante il processo sull’omicidio di Sarah Scazzi e in alcune trasmissioni televisive, Misseri, nel tentativo di scagionare la figlia Sabrina (e quindi anche la moglie Cosima Serrano) ha accusato Galoppa e Bruzzone di avergli suggerito di coinvolgere la ragazza nella consumazione del delitto. Una ricostruzione accusatoria costatagli in primo grado la condanna a tre anni di reclusione.

A novembre 2019 la Corte d’Appello di Taranto ha ridimensionato la gravità delle accuse condannandolo soltanto per diffamazione. I giudici hanno ritenuto infamanti le accuse nei confronti del legale e della criminologa ma non hanno ravvisato il dolo e le hanno ritenute diffamatorie, non calunniose. Inoltre, concordando con quanto emerso nei tre gradi del processo principale sul delitto di Avetrana, hanno ritenuto Misseri inaffidabile per le diverse versioni fornite agli inquirenti. La Sesta Sezione penale della Cassazione ha annullato la condanna di secondo grado disponendo il rinvio alla Corte d’appello e riservandosi il deposito delle motivazioni. Serviranno anche per comprendere perché è stato respinto, in quanto ritenuto inammissibile, il ricorso dei due professionisti costituitisi parte civile. Il difensore di Misseri, avvocato Ennio Blasi di Statte, dinanzi alla Suprema Corte, ha sostenuto l’illogicità delle motivazioni della condanna di secondo grado, ritenendo insussistenti le offese e chiedendo l’annullamento della sentenza.

Il processo di secondo grado è dunque da rifare e si celebrerà davanti ad un collegio diverso, in Corte di appello a Lecce. Ma sul procedimento incombe la prescrizione: il 6 giugno prossimo. Michele Misseri, quindi, potrebbe evitare una seconda condanna, almeno per questa vicenda. Sulla sua testa pende, infatti, un’altra spada di Damocle. Una pena di quattro anni di reclusione, per calunnia e autocalunnia, rimediata in primo grado insieme a Ivano Russo (cinque anni) e ad altri protagonisti del caso di Avetrana imputati e condannati per falsa testimonianza a pene meno pesant (dai due tre anni). Il procedimento è approdato in appello. Misseri attende l’esito del giudizio nel carcere di Lecce dove è detenuto per soppressione del cadavere della nipote.

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