23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca News

Arcelor Mittal, sindacalista sospeso: è bufera

Foto di Operai ex Ilva
Operai ex Ilva

«“Vietato denunciare problemi di sicurezza”. Così ArcelorMittal sospende chi espone le criticità». È quanto denuncia in una nota la Fiom Cgil. In una nota, i metalmeccanici della Cgil scrivono che «il delegato della Fiom Cgil Giuseppe D’Ambrosio è colpevole, secondo una artefatta ricostruzione aziendale, semplicemente perché ha svolto il suo ruolo di rappresentante dei lavoratori denunciando molte criticità di sicurezza presenti a tutt’oggi sugli impianti gestiti da Arcelor Mittal. Purtroppo, la gestione della fabbrica del tandem Morselli – Ferrucci sta producendo un clima di terrore tra i lavoratori del siderurgico e il messaggio lanciato con la sospensione del delegato della Fiom Cgil è chiaro: chi denuncia gravi condizioni di sicurezza sugli impianti rischia il licenziamento».

Continua la Fiom: «È del tutto evidente che lo stato degli impianti del siderurgico è ormai al collasso e la mancanza di programmazione di interventi di manutenzione ordinaria sta determinando un serio rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori e le rappresentanze dei lavoratori hanno il compito di segnalarle per garantire la sicurezza dei lavoratori. La sospensione del delegato della Fiom non è un caso isolato, altri lavoratori sono stati sospesi dall’azienda evidenziando, di fatto, il disprezzo dell’azienda nei confronti di chi ogni giorno in quella fabbrica garantisce la continuità produttiva in condizioni non proprio ottimali. È giunto il momento che il governo dia una svolta a questa infinita vertenza, accelerando e definendo quanto prima la prospettiva occupazionale e ambientale della fabbrica più grande d’Europa che deve necessariamente passare da un intervento pubblico». Giovedì 29 ottobre alle ore 11, si terrà una conferenza stampa per un approfondimento su quanto accaduto, alla quale parteciperanno la segretaria nazionale della Fiom Cgil Francesca Re David, il segretario regionale della Cgil Puglia Giuseppe Gesmundo e il segretario provinciale della camera del lavoro di Taranto Paolo Peluso.

«Non possiamo ovviamente non rivolgere la nostra sincera solidarietà ai lavoratori che in queste ore temono per il loro futuro lavorativo» dice Franco Rizzo coordinatore provinciale Usb Taranto, mentre il deputato del Pd Ubaldo Pagano definisce «assolutamente indegna, se dovesse essere confermata dai fatti, la decisione di Arcelor Mittal di sospendere un rappresentante della Fiom solo perché ha giustamente svolto il suo lavoro, cioè quello di denunciare le criticità di sicurezza degli impianti». Continua Pagano: «Sappiamo da molto tempo delle deficienze in tema di manutenzione ordinaria che interessano gli impianti degli stabilimenti siderurgici di Taranto. Arcelor Mittal continua a prendere in giro Taranto, tentando in tutti i modi di distruggere l’ex-Ilva, mandare a casa i dipendenti e fermare le opere di bonifica. Non c’è più tempo da perdere, il Governo intervenga subito e in modo definitivo per fermare questa follia». «Fatto gravissimo ed inaccettabile tanto più perché si procede alla sospensione dall’attività lavorativa, tra gli altri, di un delegato sindacale per intimorire chi cerca di tenere alta la guardia sul centrale tema della sicurezza sui luoghi di lavoro»: il coordinatore dell’iniziativa politica della segreteria nazionale del Pd e commissario provinciale di Taranto del partito, Nicola Oddati stigmatizza quanto accaduto nelle scorse ore. «La notizia diffusa dai sindacati riguarda un delegato della Fiom Cgil, ma la stessa sorte è toccata circa un anno fa ad un delegato Usb. Arcelor Mittal arriva a mettere in discussione le libertà sindacali. E’ chiamata dunque a chiarire immediatamente quello che sta accadendo nella fabbrica. Non meno importante che la multinazionale assuma una posizione chiara e intervenga in maniera efficace per garantire la sicurezza sugli impianti. Arcelor Mittal – conclude Oddati – apra una fase diversa, fatta di ascolto e confronto con le organizzazioni sindacali che vivono la realtà dell’acciaieria e conoscono più di altri le problematiche e le esigenze dei lavoratori».

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