24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Novembre 2020 alle 10:03:37

Cronaca News

«Ex Ilva, gestione privata con l’apporto dello Stato»

L'ex Ilva ora Arcelor Mittal
L'ex Ilva ora Arcelor Mittal

Giornata di audizioni in commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, ieri, sulla vicenda ex Ilva. Un’occasione per fare il punto sulla complessa vicenda che ruota attorno allo stabilimento siderurgico tarantino. Il buon rapporto iniziale con ArcelorMittal è “durato poco. Il rapporto si è poi opacizzato. In seguito, è stato riavviato ed abbiamo ottenuto anche dei risultati. Adesso abbiamo riavviato un percorso di normalità”. Antonio Marinaro, presidente di Confindustria Taranto, è stato ascoltato davanti alla commissione Attività produttive della Camera, ed ha illustrato così i due anni di presenza di ArcelorMittal nella gestione dell’ex Ilva.

“Un mese fa – ha ricordato Marinaro – vantavamo circa 40 milioni di euro. Ad oggi, questa somma si è ridotta e sono stati presi impegni perchè questa stessa somma rientri entro novembre o entro fine anno”. Per Marinaro, tuttavia, “è ancora carente una interlocuzione di prospettiva”, ovvero “quale sia il destino dello stabilimento. Ma ci rendiamo conto che questo non può essere riportato da ArcelorMittal o da Confindustria Taranto. Auspichiamo quindi – ha sostenuto il presidente di Confindustria Taranto – che questa aspettativa possa definirsi quanto prima da parte del Governo”. “Auspichiamo l’ingresso del Governo nella ristrutturazione dello stabilimento con un apporto economico”, ha aggiunto Marinaro, perché “non si può continuare ancora a produrre con un impianto del ‘900”. Serve una “gestione privata con l’apporto del Governo” ha sostenuto Marinaro a proposito della nuova prospettiva per la fabbrica dell’acciaio. “L’indotto – ha spiegato Marinaro – rappresenta 60 aziende. Pmi di Confindustria Taranto, aziende che dal 2012 ad oggi hanno maturato una notevole sofferenza”. Secondo Marinaro, ”l’indotto delle 60 aziende che rappresento, dal 2012”, anno del sequestro degli impianti, “passando al 2015”, anno dell’avvento dell’amministrazione straordinaria, “hanno lasciato circa 150 milioni di euro nel passaggio dalla prima condotta commissariale alla seconda di Ilva in as”.

“Dei 150 milioni abbiamo perso le tracce ma non la speranza”, ha sostenuto Marinaro, che ha auspicato, in materia, “una soluzione politica” nell’ambito della trattativa più complessiva in corso. Per Marinaro, a proposito dell’evoluzione della situazione, “ci sono ancora incertezze e non c’è una partecipazione di Confindustria ai tavoli del Governo per portare la nostra conoscenza, conoscenza maturata in anni di operatività. Queste aziende avevano un fatturato di 150 milioni annui. rappresentano una forza lavoro di 600 dipendenti, ma ad oggi – ha sostenuto Marinaro – queste aziende non traguardano ancora un possibile obiettivo ed una sua definizione”. Dal 2015 ad oggi, una trentina di aziende, per Marinaro, “si sono avviate ad una conclusione drastica: fallimenti o concordati preventivi, che però sono stati negati. Questi sono i danni che noi abbiamo registrato”. Marinaro ha poi chiarito che il 70 per cento delle aziende dell’indotto opera nell’area a caldo e che le stesse aziende ora vogliono provare ad inserirsi in attività di economia circolare.

I CREDITI DEGLI AUTOTRASPORTATORI
“Ammonta a circa 2,3 milioni il credito che gli autotrasportatori avanzano ancora nei confronti di ArcelorMittal”. A dichiarato in audizione alla commissione Attività produttive della Camera è stato Antonio Lupo, uno dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria intervenuto dopo il commissario Francesco Ardito. “Loro – ha sostenuto Lupo in relazione agli autotrasportatori – puntano ad un riesame della tipologia di rapporto con ArcelorMittal. Lamentano la mancanza di un interlocutore stabile, la mancanza della possibilità di poter programmare la loro attività di impresa alla luce di una continuità più marcata ed adeguata. Abbiamo prospettato il problema ad ArcelorMittal – ha annunciato Lupo -, mentre per quanto riguarda il resto dell’indotto, Confindustria Taranto ci ha detto che la situazione è migliorata”. “Si è passati da circa 40 milioni di euro a circa 20 milioni di euro di scaduto – ha affermato ancora Lupo – C’è un rapporto molto più disteso con le imprese dell’indotto. Ciò che tutti lamentano è questa situazione di incertezza, ma superata la fase di negoziazione tra ArcelorMittal, Invitalia e il Governo, qualora si raggiungesse l’accordo, come è auspicabile per tutti, pensiamo che ci sarà una situazione ancora migliore”. Intervenuto poi in audizione, davanti alla commissione Attività produttive della Camera, un altro commissario Ilva Alessandro Danovi.

“La questione indotto ci riguarda incidentalmente – ha esordito Danovi -, noi comunque l’abbiamo monitorata. Confermiamo i dati favorevoli che ci giungono fa parte dell’indotto e da Confindustria Taranto grazie anche al tavolo attivato dal prefetto di Taranto insieme ai sottosegretari Turco e Todde”. Ad oggi, secondo Danovi, “abbiamo un panorama di scenario non così fosco come poteva essere tempo fa. Questo ci fa anche ben sperare per quanto riguarda le intenzioni di ArcelorMittal nell’ambito della più ampia negoziazione dove è coinvolta Invitalia”. “Manterremo alta l’attenzione verso tale questione – ha proseguito Danovi -. La nostra possibilità di intervenire è limitata, ma ci facciamo carico di veicolare le informazioni ad ArcelorMittal. Non è un clima idilliaco – ha ribadito Danovi -, ma la situazione è indubbiamente migliorata e auspichiamo che la situazione delle piccole e medie imprese possano essere considerate anche in questo particolare momento”. “I segnali di questi giorni indicano una distensione ed una normalizzazione dei rapporti. Auspichiamo che si proceda su questa strada” ha concluso il commissario straordinario Ilva, Danovi.

LE INTENZIONI DI MITTAL
“Non abbiamo in questo momento un’indicazione, o dei segnali, di una volontà di non rimanere”. È quanto ha dichiarato il commissario straordinario ex Ilva, Alessandro Danovi, in merito al fatto che ArcelorMittal possa rescindere il contratto Ilva, o non rispettare gli accordi del 4 marzo scorso precisando peraltro che i commissari non sono al tavolo delle trattative con il Governo sul futuro assetto societario del polo siderurgico. “Sappiamo – ha aggiunto nel corso di un’audizione in commissione Attività produttive alla Camera sulla crisi dell’indotto tarantino – che Invitalia, per conto del Governo italiano, sta negoziando con Arcelormittal un possibile ingresso nella compagine sociale in forme di cui non sono ancora definiti precisamente i contenuti. Abbiamo la sensazione che questa discussione stia procedendo con concretezza di contenuti, e questo ci fan ben sperare che possa arrivare a una conclusione che sia di soddisfazione per tutti”.

“Non siamo parte di questo negoziato – ha aggiunto Danovi -, abbiamo informazioni di carattere generale, ma non molto più di più di quello che è pubblicamente noto. Non siamo quindi in grado di rispondere a questa legittima domanda” ha sostenuto ancora Danovi rispetto all’esito del negoziato. Circa la trattativa sulle somme che ArcelorMittal, a partire dai fitti arretrati, deve a Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli stabilimenti, Danovi ha confermato l’accordo raggiunto sulla base di una proposta avanzata dalla società affittuaria e definita “accoglibile”. Secondo Danovi, “c’è un rafforzamento significativo delle garanzie di incasso delle somme. Abbiamo firmato venerdì l’accordo e prevede il pagamento entro questa settimana di una somma importante da parte di ArcelorMittal ed entro il 5 novembre della rata di fitto in scadenza” ha poi sottolineato Danovi. In riferimento sempre all’intesa dei giorni scorsi, il commissario Antonio Lupo ha dichiarato che “i crediti di Ilva in as sono rimasti intatti. C’è un acconto che viene pagato entro cinque giorni lavorativi a partire da venerdi’ scorso e resta integra – ha sostenuto Lupo – la possibilita’ di poter escutere la garanzia che abbiamo verso Am Investco”.

“Per i pezzi di ricambio da noi venduti ad Am Investco”, la società di ArcelorMittal, Lupo ha specificato che “è stata migliorata la qualità di questi crediti. Introdotto poi il divieto di compensazione. Se non verrà raggiunto l’accordo entro fine novembre con Governo e Invitalia, ArcelorMittal – ha spiegato Lupo – non potrà compensare questi crediti con altri crediti presupposti. Riteniamo quindi che l’accordo sia particolarmente conveniente per Ilva in amministrazione straordinaria. E’ prevista solo una piccola dilazione temporale ed è anche comprensibile in questa fase di Covid”. “Se ArcelorMittal non dovesse pagare, noi non possiamo sostituirci” ha proseguito Lupo in riferimento alle competenze di Ilva in as. Ha poi aggiunto che Cimolai, uno dei più importanti fornitori di ArcelorMittal che sta costruendo le coperture dei parchi minerali a Taranto, “non ci ha mai riferito problemi particolari”. In una precedente audizione davanti alla stessa commissione, Cimolai ha invece dichiarato di dover ancora riscuotere somme da ArcelorMittal e che i ritardi, oltre lo scaduto fatture, ora viaggiano intorno ai 95-97 giorni. “Se dovessero sorgere problemi nell’attuazione delle prescrizioni Aia, ovviamente interverremo” ha detto Lupo a proposito dei cantieri per le opere ambientali del siderurgico. Mentre il commissario Ilva in as, Francesco Ardito, a proposito della bonifica che spetta all’amministrazione straordinaria, ha annunciato che “abbiamo assunto circa 50 lavoratori di Ilva in as e dopo tante difficoltà siamo riusciti a creare il cantiere per lo smaltimento dei fanghi. Fanghi – ha precisato Ardito – che andranno all’estero e non in discarica. Abbiamo avuto qualche problema con le autorizzazioni ma quando tutto sarà perfezionato ed uscirà il primo camion di fanghi da smaltire, si va in automatico” ha concluso Ardito.

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