24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Novembre 2020 alle 10:03:37

foto di ’influencer “17 27 Fratelli”, al secolo Algero Carnetini
L’influencer “17 27 Fratelli”, al secolo Algero Carnetini

Testa rasata come il viso e interamente coperta da tatuaggi, piercing come da copione al naso e all’orecchio, il sorriso scemo di uno che ostenta a mò di sfida la sua stupidità. Sui social, dove impazza con dei video che si chiamano “17 27 ho preso er muro fratellì!”, è il fenomeno del momento. In questi video dall’interno di un’automobile dice un sacco di stupidaggini e poi si va a schiantare contro un muro. Si tratta di “17 27 Fratellì” al secolo Algero Carnetini, 23 anni, romano di madre della Repubblica ceca.

Questo ragazzo era uno sbandato, un coatto, un disoccupato che si guadagnava da vivere facendo saltuariamente le pulizie nella palestra di una borgata della periferia degradata di Roma. Ora sta sfondando sui social, di colpo è diventato famoso e sta accumulando un patrimonio facendo l’“influencer”, cioè uno capace di orientare le scelte di migliaia e migliaia e probabilmente di milioni di giovani che lo seguono. Per questa ragione imprese, industriali, ditte produttrici dei più svariati prodotti lo hanno individuato come testimonial e lo pagano profumatamente per ogni idiozia che dice sui social purchè accostata al nome del loro prodotto. A sentirlo parlare ti accorgi del vuoto pneumatico espresso con iattanza e parole in libertà in un tipico accento romanesco e borgataro. Dice bellamente di non pagare le tasse su quello che guadagna, di conciarsi in quel modo perché così piace, di essere così seguito perché dice le cose che i giovani vogliono sentirsi dire. Dice anche una grande verità.

“Io sono e mi mostro così come mi vedete e se i giovani mi seguono chiedete a loro il perché”. In TV nella trasmissione di Formigli su la 7 dove questo ragazzo è stato ospite giovedi scorso si apre il solito stucchevole dibattito sul personaggio con guelfi e ghibellini, difensori e detrattori e un Francesco Borgonovo che facendo finta di essere indignato fa la parte del cattivo. Ci si domanda se con questa sua performance televisiva 17 27 Fratellì abbia vinto o perso. Indubbiamente se è riuscito a far discutere di sé in un programma televisivo di successo, anche se ne hanno parlato male, ha già vinto lui. A Taranto qualche tempo fa il MArTA si è rivolto a una signorina Chiara Ferragni, altra influencer quotata per milioni di euro, per dire agli italiani che a Taranto c’è il Museo archeologico più importante d‘Europa. L’altro ieri il premier Conte si è rivolto a Fedez, il compagno della Ferragni, per sponsorizzare a suon di centinaia di migliaia di euro la campagna sull’uso della mascherina per difendersi dal covid. Ora se per far andare al museo la gente e per esortare gli italiani ad usare la mascherina bisogna ricorrere a Ferragni, Fedez o a 17 27 Fratellì siamo davvero alla frutta. Mi si spiega che è la legge del mercato e che la pubblicità comunque fatta se crea mercato paga e quindi è lo strumento giusto. Io non ci sto. Il mio pensiero va a due grandi del ‘900 Pasolini e Umberto Eco. Pasolini in tempi non sospetti teorizzava la devastante capacità massificante e omologante della televisione che dà il sigillo dell’autorità a qualunque personaggio o notizia che appare sullo schermo.

“Lo ha detto la televisione quindi è la verità”. Umberto Eco più recentemente a proposito dei social ha detto “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.” Il fenomeno degli influencer dà ragione ad ambedue. Un imbecille o una nullità se parlano da una televisione o da un social non sono più un imbecille e una nullità poiché il mezzo visivo gli dà l’autorevolezza di uno da seguire e da imitare e fa diventare verità qualsiasi stupidaggine dicano. Queste persone diventano agli occhi degli sprovveduti e dei meno attrezzati culturalmente e intellettualmente esempi da seguire, soprattutto per dei giovani che ovviamente sono affascinati più da Chiara Ferragni, Fedez e 17 27 Fratellì che da un giovane ricercatore dell’università La Sapienza. Di fronte all’esempio di coatti diventati ricchi e famosi in un batter di ciglia e di signorine e ragazzotti che guadagnano somme spropositate facendo gli influencer è normale che un ragazzo di 16 anni si ponga il problema

“Per quale motivo dovrei seguire la strada dello studio, dell’impegno, della cultura e della ricerca se questi con due cazzate che dicono diventano in un niente famosi e fanno un mucchio di soldi?” Io non demonizzo certamente in maniera pregiudiziale gli influencer perché sono un uomo di mondo e capisco che le cose nel mondo cambiano ma nessuno mi leverà mai dalla testa che se un popolo per andare al museo o mettere la mascherina ha bisogno che glielo dicano la Ferragni, Fedez o Fratelli è un popolo che si avvia alla deriva. Punto. Orbene di fronte a questa realtà chi conserva un minimo di sale in zucca cosa deve fare? Gettare la spugna e rimanere spettatore immobile di questo progressivo imporsi dell’incultura, adeguarsi all’imbecillità e all’ignoranza elevata a modello ed esibita come merito? Fare spallucce, mugugnare e basta? No, io non ci sto e non mi rassegno all’ignoranza esibita come merito ed elevata a sistema perché non ho perso la speranza che in questo Paese la cultura, la ragione, l’intelligenza, il sacrificio del sapere e la fatica della ricerca servano ancora a qualcosa e che possano essere ancora valori da additate ai giovani come modelli e strade da percorrere. Può darsi anche che nel nostro futuro ci sarà un “17 27 Fratellì” che per esortare la gente ad andare agli Uffizi si rivolgerà ai telespettatori dicendo “a regà annate a vedè a Primavera de Botticelli agli Uffizi che se vede na bella gnocca”. Se questo sarà non ci resterà che il suicidio.

3 Commenti
  1. Stella 4 settimane ago
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    Ben detto, se questo è il modello da seguire per i.giovani povera classe sociale tra 20 anni…

  2. Maurizio Ribezzo 4 settimane ago
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    Innanzitutto si chiama Corretini. Paragonarlo a Fedez e Ferragni è scandaloso. Lei una donna di talento (una delle donne più influenti al mondo, intelligente e colta), lui con una dialettica impressionante e bravo cantante. Di soldi, per il covid, ne hanno usciti tanti (oltre a quelli donati da altri). Evitate di fare rumore per nulla. Ps: forse vi conviene eliminare la parte dove Fedez a percepito grandi somme per le mascherine

  3. Andy765 3 settimane ago
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    D accordo con Maurizio sul nn paragonarlo a Fedez e Ferragni. Non sono d accordo sul cancellare la parte dell’ articolo sui soldi presi da Fedez per le mascherine. Se e vero lasciatela. Se no cancellarla se fare news. Ma non cancellarla solo perché scomoda contro uno degli idoli del momento. I veri idoli sono i medici in corsia nn dimentichiamolo

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