25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Novembre 2020 alle 10:03:37

foto di Piano particolareggiato di Cimino
Piano particolareggiato di Cimino

Dal centro commerciale ex Auchan al nuovo ospedale San Cataldo: un’area smisurata pronta a subire una colata di cemento? La preoccupazione era stata avanzata nei giorni scorsi da Legambiente, con riferimento ai piani relativi al cosiddetto comparto 3.32. Un allarme che però l’assessore all’urbanistica, Ubaldo Occhinegro prova a ridimensionare. «Il consiglio comunale – spiega l’assessore a TarantoBUonasera – ha da discutere una delibera che divide una maxi maglia urbanistica in sei aree più piccole.

Questo questo consente di poter agire con una rigenerazione urbana di tutta l’area che va dalla tangenziale sud a via Speziale, oggi composta da vuoti urbani e da una architettura disgregata. Il nuovo ospedale San Cataldo offre invece un grande potenziale di sviluppo della città e, appunto, di rigenerazione di tutta quell’area degradata. Ma qualsiasi progetto privato dovrà essere vagliato dal consiglio comunale se ha valenza e funzione e se è compatibile con la visione dell’amministrazione che, in linea di massima, è quella di riconvertire aree già costruite ed espandere il meno possibile. Non è il caso di essere proeccupati:, il consiglio comunale sta semplicemente dando indicazizoni per suddividere una maglia che, se resta così, resta totalmente bloccata. Solo dopo si potranno fare ragionamenti puntuali su quello che si vorrà realizzare».

I progetti però incombono e l’assessore lo conferma: «Sono state avanzate diverse ipotesi progettuali che, ripeto, dovranno essere valutate dalla Commissione assetto del territorio e dal consiglio comunale». Legambiente aveva posto il nodo delle nuove costruzioni residenziali che si vorrebbero realizzare in quell’area. L’assessore chiarisce: «Nella delibera di consiglio c’è una prescrizine che vieta l’espansione di edilizia residenzale. In questo momento storico, peraltro, non c’è n’è bisogno. Non dimentichiamo che è fermo il Piano Salinella perché il mercato non lo richede. Altra prescrizionene importante: l’espansione urbana è assoggettata della redazione del nuovo strumento urbanistico e in proposito stiamo per fare la gara per individuare il professionista che dovrà redigere il piano. Quindi ogni ipotesi dovrà essere valutata e approvata dal consiglio sulla base del nuovo pug. In questo momento non c’è alcuna possibilità di speculazione edilizia che non sia vagliata e condivisa con la città».

La costruzione del nuovo ospedale, però, apre delle prospettive: «In un futuro non troppo lontane avremo un ospedale che avrà necessità di servizi e logistica che ora non ci sono. Il nuovo ospedale – conclude Occhinegro – sarà una grande prospettiva di sviluppo economico per la città e quindi dovremo ragionare su questo». Legambiente, però non demorde.: «Prendiamo atto con favore – dice la presidente Lunetta Franco – dell’orientamento della Amministrazione Comunaledi non voler autorizzare “in questo momento” nell’area interessata né la costruzione di alberghi né di altro, preferendo attendere che sia il PUG a delineare il futuro delle espansioni urbane in città. Ci auguriamo che questo orientamento sia condiviso dalla maggioranza dei consiglieri comunali, ma fino a quando non sarà posta la parola fine a questa storia resteremo in allarme denunciando qualunque tentativo di seppellire Taranto sotto una coltre di cemento». L’associazione teme che, attraverso la necessità di dotare l’area di servizi, si arrivi a un «colpo di spugna» per cancellare la delibera di consiglio comunale 146/2014 «che ha consentito finora di evitare nuove, rovinose cementificazioni». A preoccupare Legambiente è un’altra delibera, questa volta di giunta, del 18 ottobre 2018, co la quale si considera coerente con la programmazione urbanistica una serie di interventi che prevedono la costruzione di «di ben otto edifici, di cui sette destinati a strutture commerciali ed uno a struttura di interesse comune/collettivo non meglio definita». Conclude Lunetta Franco: «Lo ribadiamo con forza: per ricucire le periferie alla città consolidata la priorità oggi è arrivare in tempi brevi all’adozione del nuovo Piano Urbanistico Generale di Taranto, in modo da dare risposte programmate, frutto di un ampio dibattito e di uno sguardo d’insieme, alle esigenze di tutto il territorio, evitando colate di cemento e deleteri consumi di suolo. Non c’è invece nessuna necessità o urgenza di approvare la suddivisione della sottozona 32 in subcomparti».

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