13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

– La Cgil, in una conferenza stampa, ha affrontato la questione relativa alla sospensione di un delegato sindacale da parte di Arcelor Mittal. “Valutiamo il verbale dello Spesal molto positivo. Siamo soddisfatti di quello che è stato fatto. I ‘near miss’, i mancati incidenti, di quella area avallano la nostra tesi di un guasto operativo. Non sono nuove le nostre denunce rispetto a problematiche riguardanti la sicurezza e lo stato degli impianti” ha detto Giuseppe Romano, segretario Fiom Cgil Taranto, introducendo la conferenza stampa.

ArcelorMittal contesta al lavoratore una manovra sbagliata che ha causato un danno (il crollo di una parte di un muro perimetrale di un capannone della fabbrica) e quindi gli ha inflitto un provvedimento disciplinare. Coinvolto oltre al delegato Fiom, anche un altro dipendente ArcelorMittal. “Non dobbiamo difendere solo il lavoro ma prioritariamente la sicurezza dei lavoratori. Quest’episodio non è isolato, l’azienda si chieda se sta facendo di tutto per evitare che incidenti o rischi di incidenti si verifichino, se sta facendo quello che ha promesso” ha poi aggiunto Paolo Peluso, segretario Cgil Taranto. “Non è una questione personale, è di carattere generale e con questo spirito affrontiamo questa partita. Non cerchiamo rivalse, cerchiamo di fare un ragionamento serio, lo stato della fabbrica e la conduzione dei lavoratori dovrebbero essere una preoccupazione giornaliera delle istituzioni, da quelle nazionali a quelle locali. Occorre aprire una discussione vera sulle condizioni di lavoro”, ha concluso Peluso.

Il segretario regionale Puglia della Cgil, Giuseppe Gesmundo, ha sottolineato che “è importante che tutto il sindacato stigmatizzi quello che è accaduto”, parlando di “attacco sconsiderato” da parte dell’azienda. “Ho chiesto al presidente della Regione Puglia – ha poi annunciato il segretario pugliese della Cgil – di assumere una posizione rispetto a questa vicenda. Mi è stato garantito che la valuterà ed assumerà una posizione”. “Noi ci rivolgiamo agli enti ispettivi perche’ a fronte delle tante denunce, l’azienda si gira dall’altra parte e non risponde alle richieste dei lavoratori. Ci sono migliaia di problemi denunciati, anche su impianti importanti le manutenzioni sono messe in cassa integrazione. ArcelorMittal mette al primo posto non la sicurezza dei lavoratori, ma la questione del pareggio di bilancio” ha sostenuto Francesco Brigati. In collegamento video è intervenuta anche Francesca Re David, segretario generale Fiom Cgil: “Rispetto alla contestazione prodotta verso il lavoratore e il nostro delegato, sono certa che saremo in grado di dimostrare la loro totale estraneita’ circa i comportamenti che l’azienda mette alla base della rottura del rapporto fiduciario”.

“Ritengo grave la svalutazione del ruolo dei delegati e dei rappresentanti lavoratori sicurezza che sono invece un presidio fondamentale nel mondo del lavoro e in questa azienda in particolare” ha sostenuto Re David che ha avuto parole dure nei confronti anche del governo: “Le uniche volte che riusciamo ad avere degli incontri e’ quando mettiamo in campo degli scioperi. Il governo allora ci convoca ma e’ solo per dirci, come un disco rotto, che stanno affrontando il problema, non c’e’ una vera trattativa”. “Non basta andare in stabilimento, andare a parlare con i lavoratori e con indelegati, e poi tagliarli fuori da ogni ragionamento” ha aggiunto Re David in merito alle due visite che nell’ex Ilva ha effettuato nel 2019, a novembre e dicembre, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Noi non accetteremo nessun accordo peggiorativo rispetto a quello firmato” ha sottolineato ancora Re David a proposito dell’intesa sull’ingresso in ArcelorMittal firmata a settembre 2018 al Mise. Per Re David, ancora, “il sindacato non si sceglie l’azienda, il problema se lo deve porre il governo, l’affidabilita’ riguarda il non rispetto degli impegni sui quali ArcelorMittal ha vinto la gara e che erano prevalentemente finanziari”. In merito ai nuovi scenari di ArcelorMittal e l’ingresso dello Stato nel capitale attraverso un coinvestimento di Invitalia, Re David ha dichiarato “che ci sia capitale pubblico che non da solo soldi, ma anche indirizzi sulle politiche ambientali, che controlli se quello che viene detto, viene poi fatto”. “Mi interessa il ruolo dello Stato – ha sostenuto il segretario generale Fiom Cgil – ma e’ solo un di finanziamento oppure di programmazione e di controllo? Noi pero’ al momento siamo tagliati fuori da questa discussione, siamo in un ruolo di spettatori” ha aggiunto Re David.

Alla conferenza stampa di Fiom e Cgil, intervenuto anche Antonio Talo’, segretario Uilm Taranto, che ha espresso la sua solidarieta’ al delegato sindacale e al lavoratore sospesi da ArcelorMittal con azione disciplinare. Per l’azienda, che ha inviato una lettera allo Spesal, il servizio Asl preposto alla sicurezza dei luoghi di lavoro, quanto accaduto la mattina del 21 scorso in fabbrica, ovvero la rottura di una parte di un muro perimetrale di un capannone, a seguito del posizionamento di una bramma di acciaio di lunghezza superiore a quelle consentite dall’alloggiamento, è frutto di “una negligente disattenzione dell’operatore alla consolle, occupato in una conversazione con un rsu”, rappresentante sindacale di area.

La lettera allo Spesal è firmata, per l’azienda, da Stefano Carangelo, capo area Treno nastri 2 del siderurgico di Taranto. Quanto verificatosi lo scorso 21 ottobre, è al centro di uno scontro tra ArcelorMittal e il sindacato perché, dopo l’accaduto, l’azienda ha sospeso dal lavoro, con provvedimento disciplinare, sia il lavoratore addetto alla manovra di posizionamento della bramma, che il delegato sindacale Fiom, Giuseppe D’Ambrosio, con cui il lavoratore stesso era a colloquio. Per ArcelorMittal, “le prove di funzionalità del CP19”, si tratta di uno dei carriponti del reparto in questione addetto al prelievo e immagazzinamento delle bramme, “eseguite subito dopo l’evento, non hanno rilevato nessun funzionamento anomalo del sistema automatico di manovra del carroponte”.

E per l’azienda “le prove eseguite il giorno 27/10 con la supervisione dei funzionari Spesal/Ta, non hanno evidenziato anomalie in analogia con quanto già verificato dal reparto”. Nella posizione di prelievo del carroponte, spiega ArcelorMittal, non era presente la bramma corta ma quella media (ci sono differenze di dimensioni e di peso) e l’operatore, scrive l’azienda allo Spesal, “non verificando le reali dimensioni della bramma, non richiedeva al capo squadra la modifica/annullamento della work instruction. Tale modifica – scrive l’azienda – avrebbe permesso di assegnare alla bramma media la giusta collocazione nel box di riferimento, evitando quanto accaduto”. Intanto, “a 35 giorni dalla scadenza (30 novembre 2020) entro cui Am InvestCo ha facoltà di recedere dal contratto di affitto previsto dall’accordo del 4 marzo, tutti tacciono. Tace il Governo, tace Arcelor Mittal, tace Invitalia: nel silenzio non è detto che “andrà tutto bene”, in particolare per i lavoratori del gruppo. In tutti gli stabilimenti continua il ricorso alla cassaintegrazione senza soluzione di continuità, il livello di investimenti anche nella manutenzione ordinaria degli impianti si è sostanzialmente azzerato, la sicurezza sul lavoro si è ridotta”.

È quanto denunciano le segreterie nazione di Fim, Fiom e Uilm che – si legge in una nota – “non intendono semplicemente assistere al finale di una vertenza a tratti surreale. Riteniamo vadano rilanciate iniziative di mobilitazione, informazione, sensibilizzazione negli stabilimenti e nei territori di riferimento, a partire dalla caratterizzazione della vertenza Arcelor Mittal nello sciopero del 5 novembre”.

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