27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2021 alle 22:54:00

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4 novembre: il monumento ai Caduti compie 90 anni

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Il monumento ai Caduti compie 90 anni

Per questa puntata settimanale che va dall’1 al 7 novembre il prof. Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, si soffermerà sui 90 anni del Monumento ai Caduti di Taranto, sulla storia de Cimitero San Brunone di Taranto, sulla tavolata per le anime del Purgatorio e sulle tradizioni tarantine legate ai defunti. Questi i Santi della settimana: Silvia, Ernesto, Comasia, San Carlo Borromeo e San Leonardo.

San Carlo Borromeo fu nipote del Papa Pio IV e a 23 anni era già cardinale a Roma. Fu arcivescovo di Milano dove fondò ospedali e ospizi per i poveri con le ricchezze di famiglia. Durante la peste assisteva personalmente i malati. Viene invocato contro la peste e il vaiolo ed è protettore di Milano, degli insegnanti, dei catechisti e dei librai. A Taranto e in Puglia è molto sentito il culto per San Carlo Borromeo che viene venerato in 14 paesi della provincia di Lecce, a Taranto, ad Oria, a Francavilla Fontana, a Manduria e San Marzano. Il culto di San Leonardo in Italia fu introdotto dai normanni e diventò patrono di Campobasso. È anche patrono dei carcerati, dei fabbri, degli agricoltori e dei fruttivendoli. Questa settimana la Chiesa cattolica ricorda la Madonna sotto i titoli di: Madonna dei Martiri, del Suffragio, del Paradiso, del Soccorso e del Rimedio. Questi i detti della settimana: “Di Ognissanti ogni seme pianti”, “Chi ha contanti zappa di Ognissanti”, “Dei morti ogni barca prende porto”, “Per Ognissanti mantello e guanti”, “Chi è discreto nasconde il segreto”, “Dove c’è poco cuore c’è più lingua”, “Ordine e disciplina la miseria non si avvicina”.

Queste le effemeridi di Giuseppe Cravero per questa settimana: il 4 novembre 1930 si inaugura il monumento ai Caduti, opera dello scultore Francesco Como, alla presenza di Vittorio Emanuele III. La piazza che oggi ospita il monumento si chiama Piazza della Vittoria, invece la precedente si chiamava Piazza XX Settembre. Sul piedistallo ci sono due gruppi bronzei dove si leggono due epigrammi di Alessandro Criscuolo. Sempre sul monumento sono riportati i nominativi dei 500 caduti in guerra. All’interno del monumento si trova una cappellina votiva chiusa da due artistiche cancellate le cui pareti sono coperte da mosaici. Dalle stesse pendono le lampade votive. Il 4 novembre 1935 si inaugura al Lungomare il Palazzo delle Poste, opera dell’architetto Cesare Bazzani. Consta di tre piani, di un piano interrato e di una torre quadrata panoramica, l’opera costò 3 milioni di lire e ha sulla facciata sei statue. Il 7 novembre 1911 Vittorio Emanuele III venne a Taranto per visitare nell’Ospedale Militare i feriti trasportati nella città bimare che erano stati colpiti nella guerra che l’Italia faceva con la Turchia per la conquista della Tripolitania. Il 4 novembre 1893 fu inaugurata la Biblioteca Acclavio nel Palazzo Municipale.

Il 5 novembre 1938 moriva lo scrittore e biografo della tarantinità, Alessandro Criscuolo. Il 7 novembre 1909 venne a Taranto lo zar di Russia Nicola II. Il 5 novembre 1973 moriva Francesco Paolo Como, al quale è intitolata una strada a Taranto e che fu autore del Monumento ai Caduti. Il 3 novembre 1929 iniziava la demolizione del Teatro Alhambra di via Anfiteatro che era stato inaugurato nel 1904. Per quanto attiene la tradizionale tavolata per le anime del Purgatorio, Fornaro ricorda che si teneva nella notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre quando si pensava che le anime dei defunti scendessero in terra. Nella cucina di casa per loro si preparavano fave lesse e ceci cotti. C’era sempre il furbetto di casa che di notte faceva man bassa di ciò che era stato apparecchiato sulla tavola. Il 1° novembre i nostri genitori portavano a casa dalle pasticcerie le tradizionali favette di zucchero.

Nel passato i tarantini si recavano al Cimitero per 4 giorni, dall’1 al 4 novembre. Il 2 si praticava il digiuno e soltanto la sera si mangiava pasta con i ceci e qualche castagna lessa. Nel passato i nostri nonni per i defunti si occupavano della pulizia delle cappelle e dei posti a cielo aperto. Il 2 novembre non si andava a scuola e mancavano anche i bus urbani che fecero la loro apparizione nel 1922. Nonostante ciò i tarantini preferivano recarsi a piedi al Cimitero come forma di pellegrinaggio. Si trovavano nei viali cimiteriali le donne che piangevano i loro cari gridando e inducendo anche altri alla commozione. Quando moriva una persona che era signorina o un bambino si usava la bara bianca e per il funerale dei bambini al passaggio del feretro si lanciavano sulla bara confetti bianchi e si sparavano anche fuochi di artificio in segno di giubilo perché un angelo, il bimbo defunto, era tornato in Cielo. La bara bianca veniva usata anche per le signorine. Durava a lungo il lutto e la prima settimana dopo la morte del parente, gli stessi congiunti facevano pervenire nella casa dell’estinto, per una settimana, la minestra cucinata chiamata in dialetto “cunzele”. Per quanto attiene, infine, la storia del Cimitero San Brunone questo nacque 183 anni fa dove c’era l’antica Certosa e l’uliveto della famiglia Nitti. L’attuale facciata del Cimitero risale al 1951 a sono numerosi nel Camposanto tarantino i luoghi di importanza storica come il Famedio militare e il Cimitero inglese.

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