10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Benedetta Pilato
Benedetta Pilato

Il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, è intervenuto a “Il caffè di Radio Uno Sport”, programma condotto da Giacomo Prioreschi, soffermandosi sui provvedimenti con particolare attenzione a piscine e palestre. “Purtroppo la situazione di emergenza è sotto gli occhi di tutti, ovunque – sottolinea – Ciononostante l’Italia è di fatto aperta; il traffico c’è, le scuole sono operative, i mezzi pubblici funzionano e probabilmente sono la panacea per la diffusione del virus, bar e ristorante sono operativi fino alle 18.

Le piscine invece sono aperte solo a pochi atleti e chiusi alla stragrande maggioranza dei praticanti tra il disappunto degli italiani. La questione è semplicemente drammatica: l’attività motoria e sportiva di base non si pratica a scuola, nelle università e gli enti locali non hanno le necessarie risorse da destinare alle politiche sportive. L’attività poggia sulle spalle e sulla responsabilità delle associazioni sportive: entità basate sul volontariato, il più delle volte senza fine di lucro, ovvero deboli. Se chiudono loro, chiudono anche gli impianti che gestiscono e non ci sarà più sport, non ci sarà più attività motoria in Italia. Questo problema è sottovalutato dalla politica”.

Lo Stato dovrebbe intervenire in maniera adeguata. “Quante piscine ci sono nei plessi scolastici? Quante palestre sono a norma nelle scuole? Pochissime – continua Barelli – Lo Stato dovrebbe intervenire con contributi diretti e non con elemosina da quatto soldi. Solo così scongiurerebbe il fallimento di tante società che gestiscono impianti comunali o privati che siano e, in pratica, dello sport italiano. In questo momento tante categorie socio-economiche stanno soffrendo e nessuno pensa che lo sport debba essere in testa alla classifica dei sussidi. Ma i 5 milioni di praticanti delle discipline acquatiche e gli oltre 20 milioni di italiani che praticano attività sportiva meritano rispetto. Parliamo di numeri enormi e di salute pubblica. Se alle società arrivano 4/5.000 euro non serve a nulla. I conti stimano una necessità attuale pari almeno ad un miliardo di euro; se poi la chiusura dovesse protrarsi fino a dicembre/ gennaio sarebbe un dramma. Il settore dello sport è debole ed è tra i meno considerati. Non è giusto”.

Società in piena regola. “Malgrado il precedente lockdown abbia drammaticamente colpito le società, i gestori di piscine e palestre hanno ulteriormente investito per garantire a tutti i fruitori la tutela della salute nel rispetto delle misure anti-covid – assicura Barelli – Dopo che il premier Conte ha messo in guardia piscine e palestre, vi sono state oltre 250 visite dei NAS in una settimana e non mi è noto verbale che abbia censurato alcuna attività, anzi i tutori dell’ordine hanno formulato i complimenti ai gestori per il rigore procedurale. Se il Governo fermasse tutti, lo accetteremmo. Ma costringere solo il popolo delle piscine e delle palestre a casa non è ammissibile”. Tra nove mesi si celebreranno i Giochi Olimpici. “La federazione ha destinato ogni risorsa possibile per aiutare le società, ma il movimento è in forte difficoltà perché tenere le piscine aperte per pochi atleti è estremamente dispendioso, difficile – conclude Barelli – Le nostre società stanno compiendo sforzi enormi e non finiremo mai di ringraziarle, ma non può bastare e non è giusto ricordarsene solo in occasione dei successi internazionali. Peraltro siamo entrati nella stagione olimpica e questi provvedimenti rischiano di compromettere la preparazione di molti atleti di interesse nazionale di vertice, quelli delle discipline acquatiche in particolar modo”. Intanto, alla International Swimming League 2020, sorta di Champions League del nuoto, di scena alla Duna Arena di Budapest Benedetta Pilato sempre protagonista: vittoria nei cento metri (1’03”89) unica ad abbattere il muro dell’1’04”: si è imposta davanti alla canadese Kelsey Wog in 1’04”85 e al duo formato dalla britannica Molly Renshaw e da Martina Carraro (1’04”86).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche