15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

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La sicurezza nei musei tedeschi e la Dea… berlinese

foto di Altes Museum a Berlino
Altes Museum a Berlino

La scandalosa vicenda dello sfregio vandalico avvenuto il 3 ottobre 2020 a reperti archeologici e di arte contemporanea nell’Isola dei Musei di Berlino (sarcofagi egizi, sculture in pietra, reperti dalla Grecia, dipinti dell’800), è stata tenuta sotto silenzio per diciassette giorni e solo dal 21 ottobre è scoppiata nei media, ma con pochi petardi. Invece è un problema gravissimo quello della sicurezza dei musei stranieri che conservano patrimonio archeologico nostro.

Si ripropongono vari temi su cui riflettere: il problema del fanatismo veicolato dalla ignoranza sul significato delle opere d’arte; quello, cosa non da poco, del rischio che corre anche il materiale archeologico scoperto nel nostro paese e andato a finire chissà come all’estero se conservato in musei poco sicuri; la effettiva sicurezza dei musei stranieri. Basti pensare che dal Bode Museum, sempre nell’Isola di Berlino, ritenuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità è stata rubata, nel 2017, una moneta d’oro, la più grande del mondo, del peso di 100 chili, diametro 53 cm., spessore 3 cm., valore 3, 8 milioni di euro, chiamata Big Maple Leaf, coniata dalla Canadian Mint, la Zecca Canadese, col ritratto della Regina Elisabetta sul verso e la foglia d’acero sul retro: sottratta dentro una carriola e ancora non ritrovata!

La moneta, Guiness dei Primati per grado di purezza dell’oro, era protetta, si fa per dire, dentro una teca di vetro antiproiettile: eppure i ladri, eludendo i sistemi di sicurezza, l’hanno rubata dalla vetrina dopo essere entrati nella sala del museo, passando inosservati dalla finestra su cui avevano poggiato una scala a pioli. Viva la sicurezza museale tedesca! Chi lo poteva dire che nella solida Germania basta un pazzo per sfregiare, in un sol colpo, in un museo ben 70 opere o giù di lì? Oppure che si può entrare in una sala museale con una scala a pioli come un topo d’appartamento? Eppure è successo e ancora troppo poco se ne parla. In Germania, che è una RepubbliLa sicurezza nei musei tedeschi e la Dea… berlinese ca Federale, i sedici Länder hanno un Ministero per la Cultura ciascuno; solo a Berlino e Bonn i musei sono “statali” nel senso che dipendono dal Governo Federale o meglio da una Fondazione gestita dallo Stato: la Staatliche Museen zu Berlin Stiftung Preussicher Kultur Besitz, una Fondazione dei Beni Culturali prussiani che risale al 1957.

Al centro di Berlino, nell’ Isola dei Musei, ben tre sui cinque musei ivi racchiusi sono stati colpiti: il Pergamon, l’Altes Museum ed il Neues che ammalia i visitatori col celeberrimo busto di Nefertiti. Per vandalizzare è stato usato uno spray con una sostanza oleosa trasparente, quindi invisibile al primo sguardo, spruzzata su 63 opere e che ha agito a scoppio ritardato provocando, a distanza di tempo, macchie indelebili sui capolavori. Secondo i giornali tedeschi si tratta di un complotto di ideologia “antisatanica” che identificherebbe, senza alcuna prova scientifica, nell’Altare di Pergamon, ricostruito nell’omonimo museo, un monumento detto il “trono di Satana” o meglio del dio Baal cui si sacrificavano vittime umane. Il grave attacco all’arte antica che il giornale Die Zeit ha definito “il più grave del dopoguerra tedesco” è avvenuto il giorno della Deutsche Wiedervereinigung o Riunificazione della Germania, avvenuta il 3 ottobre 1990 appunto. Cosa c’è dietro questo atto vandalico? Si sospetta di un’azione spregevole i cui responsabili ancora non sono stati identificati, ma si scrive da parte della stessa stampa tedesca di un fanatico il cui nome è tutto un programma: Attila, un vero flagello per i musei berlinesi ammesso sia il colpevole, cosa non provata.

Fintanto che non abbiamo notizie ufficiali, noi preferiamo non indicare il cognome riferito ad uno strano personaggio che ha preso di mira la Museuminsel convinto che sia la sede di riunioni del demonio. Cose da far venire i brividi! L’ignoranza è la madre di tanti odi ed in questo caso un pizzico di storia dell’arte antica, studiata meglio a scuola, male non avrebbe fatto a chi ha spruzzato l’olio sui capolavori. Eh già! Si dice che l’autore degli sfregi sia addirittura uno chef di estrema destra che forse ha confuso l’arte per un… piatto di würstel coi crauti da condire. Ma perché ne parliamo? Prima di tutto perché l’arte non ha confini e quello che è successo alle opere custodite in Germania, un vero flagello di Attila, riguarda anche noi. l’Altare di Pergamo è un capolavoro assoluto dell’età ellenistica eretto dal re Eumene II nel II secolo a.C. in onore di Zeus Salvatore ed Atena Vittoriosa, per celebrare la vittoria di Attalo sui Galati. Ora si ammira nell’Antikensammlung che espone reperti dalla Turchia e dalla Grecia.

Che c’entra Satana? Niente. L’altro Museo vandalizzato è l’Altes o Vecchio Museo che ancor più ci interessa perché ospita niente meno che la statua della Dea in trono (numero di Inventario SK 1761) proveniente da Taranto (o da Locri) e sottoposta l’8 settembre 2014 a scansione laser per ottenere, col permesso del museo tedesco, una copia che da sei anni fa mostra di sé, al Museo MArTA. Lì in Germania e nel web la chiamano ora la Dea Berlinese! Potenza dei media! Anche noi siamo rimasti colpiti dalla vicenda anzi esterrefatti ed auspichiamo che il colpevole venga individuato e punito.

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