14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

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Massimo Cimaglia: «Mi ritrovo sul palcoscenico per “colpa” di Gigi Proietti»

foto di Massimo Cimaglia e Gigi Proietti
Massimo Cimaglia e Gigi Proietti

Erano i primi anni ‘80 e una sera andai al Teatro Orfeo a vedere Gigi Proietti. Il desiderio di fare l’attore c’era già ma dopo quella sera divampò! Vederlo all’opera fu entusiasmante e l’emozione di quella serata contribuì notevolmente alla mia decisione di provarci. Dopo studi e sacrifici, eccomi a Roma a fare l’attore e dopo vent’anni la vita, che è una grande regista, cosa mi combina? Mi ritrovo a lavorare al Globe Theatre di cui Proietti è direttore artistico.

L’occasione mi viene data dal regista Daniele Salvo che mi vuole come re di Napoli nella “Tempesta” di Shakespeare con il grandissimo Giorgio Albertazzi. Successo enorme, tanto che lo spettacolo fu portato anche in importanti festival e ripreso l’anno successivo con sold out ogni sera. Più di mille spettatori a replica… quando a teatro si poteva andare. Appena mi fu possibile raccontai a Gigi Proietti delle sue ‘colpe’ per la mia scelta professionale e lui mi rispose: “Nun te preoccupa’, nun è una brutta malattia, ce l’hanno in tanti, armeno te sei bravo!”. Potergli stare accanto era una grande soddisfazione per me, con stupore mi godevo quei momenti: ascoltare i suoi racconti, i suoi aneddoti, la sua voglia di tenere sempre banco e di essere magnificamente al centro dell’attenzione. Era di una simpatia trascinante!

Anche nelle cene di compagnia era lui a gestire giochi e intrattenimenti vari: un vero uragano! Al Globe Theatre era sempre presente, negli intervalli ci intratteneva con brani e monologhi di suoi vecchi spettacoli, aveva una memoria grandiosa! Nella “Tempesta” curò lui una scena brillante e quindi lo vidi all’opera: geniale, pratico, un vero artigiano della parola, dei tempi e delle pause. Al Globe recitai per altri due anni con “Riccardo III” ed incontrarlo era diventata una piacevole consuetudine. Ho un grosso rammarico: mi chiamò per il “Romeo e Giulietta” con la sua regia ma purtroppo ero impegnato al Teatro greco di Siracusa e non potei far parte del cast. Oggi il dispiacere è ancora più grande. Fu poi molto gentile a concedermi di utilizzare il Globe per realizzare le riprese del mio “Duello in scena”. Ora l’Italia lo piange, Roma lo piange e oggi, giorno del suo funerale, ci sarà il lutto cittadino ed il suo teatro, il Globe Theatre – voluto fortemente da lui – d’ora in avanti porterà il suo nome. Grazie di tutto, Gigi!

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