08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

L'Ospedale Moscati di Taranto
L'Ospedale Moscati di Taranto

Lo scenario era facilmente prevedibile. Cluster ospedaliero. L’ennesimo. Ormai non c’è un ospedale della Provincia indenne. Mentre il Covid, come un grande setaccio, porta alla luce tutte le presunte inefficienze e quella che sembra essere la mancanza di una regia dopo mesi di assoluto silenzio. Non solo Case di Cura e Ospedali ma anche dipendenti che lavorano nei servizi e nelle Direzioni. I contagi aumentano in quella che potrebbe apparire come una totale indifferenza di una Direzione Generale che non risponde alla richiesta dell’Anaao, in base a disposizioni ministeriali, di effettuare tamponi ogni 15 giorni ai dipendenti, al fine d’individuare quei soggetti che potrebbero essere positivi asintomatici.

Purtroppo, come sembra già contestato dai Nas e più volte affermato dall’Anaao non sembra siano ancora stati predisposti protocolli e linee guida oltre che, in ogni reparto, i locali destinati ad accogliere i pazienti in attesa di tamponi. Abbiamo già più volte espresso il nostro parere e lanciato il nostro grido d’allarme sul resto. Senza, per questo, essere ascoltati da nessuno. E dopo i nodi arrivano al pettine. Paziente con tampone negativo ricoverato in ambiente medico per oltre 10 giorni. Dopo un secondo tampone effettuato prima di un trasferimento in un altro reparto (altra battaglia portata avanti dall’Anaao con successo) il paziente risulta positivo al Covid. La domanda sorge spontanea, considerato che tutto il personale, circa 30 persone, sottoposto a tampone sia risultato negativo: falso negativo il primo tampone? Prelievo non corretto? Sono stati fatti corsi pratici specifici per chi effettua il tampone? Altri pazienti oltre a quelli già scoperti contagiati? Impossibile rispondere.

L’unica cosa sicura è che in questo caso i contatti sono stati moltissimi e difficili da rintracciare. Risultato: da un positivo siamo arrivati a due, nella serata di ieri, e a tre questa mattina. Tutti fra pazienti entrati con tampone negativo. In attesa dei tamponi effettuati agli altri pazienti. La presunta mancanza di linee guida ha determinato il caos anche nella fase di trasferimento presso il Reparto di Malattie Infettive, dove i posti sembrano essersi liberati solo alle 19.00. Un’autoambulanza con soli soccorritori, senza indicazioni scritte di chi dovesse fornire il personale infermieristico di supporto, arriva alle 17.30 circa. Ambulanza ferma per oltre un’ora in attesa di comunicazioni e chiarimenti dal “Moscati”. Andata via e poi ritornata. Capitano dei Carabinieri che, allertato dai parenti degli altri ricoverati, chiama per avere chiarimenti. Barella di biocontenimento? Ma neanche per ipotesi. Sembra sia in mostra presso la Centrale Operativa del 118. Altre? Da poco uscita la delibera di acquisto. Sanificazione affidata alla buona volontà degli operatori del Reparto e della Direzione Medica di Grottaglie che hanno lavorato anche dopo la fine del loro turno di servizio. Ora siamo in attesa dei risultati dei tamponi fatti agli altri pazienti e ai contatti. E mentre scriviamo ci giunge notizia di altri medici ed infermieri ricoverati al “Moscati” perché positivi sintomatici. Alcuni in condizioni non certo lievi. A loro va il nostro pensiero. Per la terza volta chiediamo all’Assessore Regionale alla Sanità di trovare cinque minuti per venire a Taranto e discutere, con chi la sanità la vive, di quello che si può fare. Sempre che trovi ancora personale in servizio dato il numero, in costante aumento, di positivi.

Giancarlo Donnola
Consigliere Nazionale
Segretario Aziendale Anaao-Assomed Taranto

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