16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

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Pietre di Città per i tarantini illustri

È stato come se Cielo e Terra si fossero congiunti, in una ideale esplicitazione di quella comunione dei santi di cui ogni domenica si fa professione nel Credo. Tanto è accaduto mercoledì sera nel santuario del Santissimo Crocifisso, al Borgo, dove si è fatto memoria di quei tarantini che hanno dato lustro alla città e che da quest’anno sono in Cielo a tener compagnia, tra gli altri, a Mario Costa, Giovanni Paisiello, San Cataldo, Sant’Egidio e… Marche Polle.

Di tanto ha dato opportunità la cerimonia “Pietre di città”, giunta alla trentaseiesima edizione, organizzata dal Comitato per la qualità della vita, alla quale però l’emergenza sanitaria ha impedito la consueta cornice musicale ad opera di giovani artisti. Il momento rievocativo è stato preceduto dalla santa messa celebrata dal parroco don Andrea Mortato il quale nell’omelia ha ribadito il legame di solidarietà che unisce i vivi ai defunti. Il celebrante ha anche accennato alla figura e alle virtù, soprattutto quella della carità, di San Carlo Borromeo, di cui si faceva memoria nella giornata. Don Andrea ha anche ricordato i Caduti della Prima Guerra Mondiale, rammentando il contributo di vite umane offerto dalla nostra città, racchiuso nell’elenco realizzato dall’ammiraglio Claudio Confessore per coto del Comitato per la qualità per la vita. Quindi è avvenuta la consegna delle pergamene “Pietre di Città – Il Cammino verso la luce” ai familiari degli scomparsi da parte del presidente del Comitato, prof. Carmine Carlucci, e della vice presidente, Anna Maria La Neve. La prima pergamena è stata però porta dal parroco don Andrea Mortato a suor Teresina Dessupoiu, sorella di suor Miriam, l’”angelo della Città vecchia”, sempre attenta ai poveri e soprattutto ai bambini, di cui ha riferito un breve ricordo, risalente agli anni in cui ha ricoperto l’incarico di segretario particolare dell’arcivescovo.

Non poche, a tal proposito, sono le testimonianze di intercessione ottenute dalla scomparsa che stanno pervenendo alle consorelle. Quindi, in un clima di palpabile commozione, sono risuonati i nomi di quanti quest’anno ci hanno preceduto: Giovanna Laterza Gennarini, Michele Pulpito, il collega Gianni Rotondo, Anna Maria Lavegas Gabellone, Saverio Fornaro, Pietro Chirichigno, Enzo Valli, Gortano Gortan, Ciro Quaranta, Tommaso De Luca, Luciano Sardiello, Eduardo Costa, Teddy Iarussi, Sandro Petrone, Eugenia Colasanti Cusumano, liliana Pasquali, Paolo Aquaro, Vitantonio Ruzzo, Ornella Sapio, Franco Loiacono, Anna Inversi, Pino Pittaccio, Lucia Bongermino, Luciana Caramia, Mariolina De Fano, Pasquale Musio, Isa Falbo, Pasquale Lanzo, Ettore Toscano, Francesco Lupo, Pietro Valente, Salvatore Donvito, Francesco Dell’Erba, Nicola Rana, padre Claudio Mantovani, Sandro Esposito, Giuseppina Nestore, Francesco Corona, Raffaele De Cataldis, Guido Raffaelli, Guido Angiulli. Per ognuno di loro, durante la serata, nella mente dei presenti si è affacciato il ricordo di una brillante carriera quanto di un silenzioso ma proficuo servizio alla comunità o semplicemente di un gesto o di una parola di incoraggiamento tale da aver fatto cambiare in meglio il corso di un’esistenza.

E tanto di quel bello che oggi viviamo, pur in mezzo a così tante sofferenze, forse lo dobbiamo proprio a loro, che ininterrottamente fanno salire al Padre, assieme alla nostra, la preghiera per far cessare lo strazio che l’umanità sta vivendo. Muto e nel contempo eloquente testimone della cerimonia, il grande Crocifisso miracoloso svettante sull’altare, al quale i tarantini si stanno rivolgendo con rinnovato fervore. Al termine della serata il presidente del Comitato per la qualità della Vita, prof. Carmine Carlucci, ha colto l’occasione per auspicare che il ”San Brunone” sia dichiarato cimitero monumentale, auspicando anche che il Comune si attivi per la realizzazione, all’interno del luogo sacro, del cenotafio (per raccogliere le lapidi tombali dei tarantini più rappresentativi sepolti in Italia e fuori dai confini nazionali), dell’area museale, del Famedio cittadino nell’ex cappella Traversa, del recupero dell’ex Certosa e delle cappelle di Carlo Di Donna e delle famiglie Raffo e Nitti, di una sala dedicata a tutti i sindaci di Taranto (secondo la proposta dell’ex primo cittadino Mario Guadagnolo) e dell’istituzione del “Giardino dei Giusti”, alla Discesa Vasto, da inaugurare possibilmente il prossimo 6 marzo, Giornata nazionale ed europea dei Giusti.

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