16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

Dopo la sospensiva, il Tar del Lazio si pronuncerà definitivamente sul decreto del Ministro Costa sulla copertura dei nastri del Siderurgico dopo la camera di consiglio del 4 dicembre prossimo. Il Tribunale amministrativo ha emesso nei giorni scorsi l’ordinanza in seguito al ricorso di Arcelor Mittal contro la mancata concessione della proroga per la copertura dei nastri, sospendendo, quindi, l’efficacia del Decreto del Ministro Costa del 29 settembre scorso.

La questione al centro della contesta fra il gruppo industriale e il Ministero dell’Ambiente riguarda i lavori di copertura dei nastri che trasportano le materie prime all’area parchi minerari dello stabilimento. Per il decreto del ministro, i lavori di copertura, previsti dall’Aia, vanno ultimati entro il 30 aprile e gli interventi sulle torri entro il 30 gennaio. Mentre il termine conclusivo per gli adeguamenti alle prescrizioni, fissato per il 23 agosto 2023, non è stato contestato da Arcelor Mittal. Il decreto si basa sui pareri emessi dagli organi interni al Ministero dell’Ambiente, la commissione tecnica Via-Vas e il gruppo istruttorio 7 “le cui decisioni devono costituire oggetto di specifica approvazione in seno alla commissione medesima, essendo prevista la condivisione con tutti i componenti del gruppo, neppure documentata in atti“. Imvece, stando a quanto si legge nelle motivazioni, fra le valutazioni delle due task force sembrano esserci state delle divergenze.

Infatti, il Tar del Lazio ha rilevato “vistose criticità nell’istruttoria alla base del decreto“. Da quanto si legge ancora nelle motivazioni, le criticità riguardano “consistenti elementi di difformità tra le valutazioni espresse dalla Sottocommissione Via in data 4 settembre 2020 e l’atto del gruppo istruttorio n. 7 del 18 settembre 2020”, anche alla luce degli “esiti della conferenza dei servizi del 26 maggio 2020 nel senso dell’accoglimento della proroga del 31 luglio 2021 con puntuali prescrizioni“. Inoltre, le valutazioni del gruppo istruttorio, secondo il Tar, non sono sufficientemente documentate e tali lacune non sono state nemmeno superate nella conferenza dei servizi del 25 settembre 2020 alla quale, evidenziano i giudici amministrativi nelle dieci pagine di motivazioni, “la complessità e la rilevanza delle questioni trattate avrebbero richiesto la partecipazione di un qualificato componente della commissione Via-Vas“. Sulla questi––one la partita fra Ministero e Arcelor Mittal è ancora aperta e la giornata decisiva è quella del 4 dicembre, quando si terrà la camera di consiglio e matureranno le decisioni definitive.

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