09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca News

“A Taranto 400 posti di lavoro”

foto di Il centro servizi digitali della Philip Morris a Taranto
Il centro servizi digitali della Philip Morris a Taranto

Luogo simbolo che sta cercando di ridisegnare il proprio futuro Taranto è candidata a svolgere un ruolo importante nelle filiere integrate per il rilancio del Paese con la scelta di Philip Morris Italia di realizzare un centro di servizi digitali. Il piano d’investimento è stato presentato ieri mattina in un forum promosso in modalità webinar dalla multinazionale in collaborazione con European House Ambrosetti e moderato dal giornalista, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. Philip Morris Italia ha il suo polo industriale di eccellenza a Crespellano (in provincia di Bologna), frutto anche di una storica presenza in Italia dell’azienda.

A quella nel settore industriale e nella filiera agricola del tabacco, estesa in più regioni del centronord, si aggiungerà presto un insediamento importante nel Mezzogiorno. Il presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia Marco Hannappel, nel suo intervento, ha spiegato la ragioni dell’investimento nella città dei due mari e la rilvanza del digital information service center (Disc) nei programmi della multinazionale: “Taranto è stata una grande sorpresa, è una città in trasformazione, con tante possibilità di sviluppo. Una città che si sta rialzando, che può gestire nuovi business e nuovi modelli di sviluppo economico. La nostra storia in Italia – ha ricordato Hannappel – inizia nel 1963 con una importantissima fabbrica di filtri e oggi continua col modello delle filiere con una prospettiva di lungo periodo. Noi oggi acquistiamo il 50% del tabacco prodotto in Italia e il 100% di produzione di Coldiretti. L’accordo di filiera per cinque anni nel settore del tabacco può essere un esempio da seguire per altre filiere e per altre aziende. Quando il produttore mette il seme del tabacco nel campo sa cosa accadrà nei prossimi cinque anni. Questo ha favorito la nascita di coltivazioni in Veneto, Umbria e Campania. Un investimento da un miliardo e 100 milioni ha portato all’inaugurazione nel 2016 dello stabilimento di Crespellano, con 1600 dipendenti. E’ tutto italiano, dalle macchine a molte operazioni di co-design.

L’Italia è stata e continua ad essere centrale nel percorso di Philipp Morris di trasformazione su scala globale”. L’ad si è soffermato sulle potenzialità dell’investimento a Taranto per la realizzazione del nuovo centro di assistenza gestito da un’azienda leader nel ramo dei servizi digitali al consumatore e dodato dei più avanzati sistemi di customer relationship management basati su una completa digitalizzazione dei processi e sull’uso delle migliori tecnologie cloud. “La filiera di Philip Morris in Italia si avvale di oltre 7000 fornitori e ha dato dimostrazione di saper trainare altri settori. L’investimento nel Mezzogiorno messo a punto a tempo di record, in un anno, ci consentirà il pieno completamento dell’integrazione della filiera italiana di questi prodotti innovativi. Si tratta di un piano da 100 milioni di euro per cinque anni che porterà 400 posti di lavoro in Puglia entro il 2021 e speriamo diventi generatore di ulteriori filiere. Un un filo che parte dal Veneto e arriva sul Mar Jonio. Un’opportunità importantissima per portare investimenti e innovazione”.

L’approdo in riva allo Jonio di una delle principali multinazionali, proprietaria dei più noti e venduti marchi di sigarette, coincide con una nuova tappa di un percorso di trasformazione battezzato “un futuro senza fumo”. L’obiettivo, che può apparire singolare per un’azienda del settore, è quello di incentivare la vendita dei prodotti senza combustione e di sostituire gradualmente le sigarette seguendo una tendenza sempre più marcata dei fumatori. Secondo i dati forniti dalla multinazionale, “sono 11,7 milioni i fumatori adulti nel mondo che hanno abbandonato le sigarette tradizionali per passare ai prodotti senza combustione, di cui oltre un milione in Italia”. Dal 2019 la multinazionale ha intensificato gli sforzi destinando il 98% delle risorse alla ricerca e allo sviluppo dei prodotti senza combustione. Attualmente l’incidenza della filiera della Philip Morris sul Pil è pari, secondo i dati aziendali, allo 0,5%. Complessivamente secondo le stime della European House Ambrosetti “genera e mantiene ogni anno in Italia oltre 7000 posti di lavoro, considerando l’impatto occupaionale diretto, indiretto e indotto“. Dal punto di vista economico e occupazionale il centro servizi digitali avrebbe un impatto positivo per la provincia ionica che ormai da diversi anni vive una situazione di sofferenza a causa dalla crisi del siderurgico. L’arrivo della multinazionale potrebbe contribuire ad avviare un nuovo percorso di sviluppo. “Una ridisegnazione che -ha auspicato l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro nel suo breve intervento – metta al centro la persona e tenga conto del bene comune globale, inteso come rispetto della casa comune e della comunità tarantina.

2 Commenti
  1. Roberto 6 mesi ago
    Reply

    Dove fare domanda?

  2. Vincenzo 6 mesi ago
    Reply

    Vorrei candidarmi per la philip morris alla sede di Taranto

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