10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

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Il cardinale Carlo Maria Viganò

Qualche sera fa a Taranto si è svolta una manifestazione di cittadini (commercianti?) che si sono radunati in Via Mignogna ed hanno manifestato e protestato contro i DPCM del Governo emessi per il contenimento covid con le argomentazioni dei negazionisti della pandemia: il covid è una comune influenza, l’emergenza sanitaria è uno strumento creato ad arte dal Biedelberg (Soros, Bill Gates, Cina, America e chi più ne ha più ne metta) per l’istituzione di una dittatura sanitaria e un nuovo ordine mondiale. Di queste motivazioni negazioniste e complottiste si è fatto portavoce al microfono dal palco un medico, che va in giro a far danni a Lecce a Brindisi, a Bari a Taranto parlando dai palchi che creduloni cittadini gli allestiscono.

Questo signore arringando la folla ha sostenuto che “il covid non è altro che una banale influenza (parola di medico!), è un’invenzione messa in giro ad arte per creare una dittatura sanitaria, limitare la nostra libertà di movimento, controllare il popolo e soprattutto è frutto di un complotto delle multinazionali anglo-cinesi-americane-russe orchestrato dal Biedelberg, da Bill Gates, Soros, Macron, Merkel ecc.” Il nostro ha concluso il suo appassionato e dotto intervento incitando a gran voce i cittadini “a disobbedire, a non mettere le mascherine, a fregarsene del distanziamento sociale e… a fare l’amore”. In contemporanea leggo su alcuni giornali on line la lettera aperta che un grande prelato, il cardinale Carlo Maria Viganò ha inviato a Donald Trump alla vigilia delle elezioni americane del 3 Novembre 2020, sull’imperversare del covid nel mondo. Anche Viganò nega l’evidenza della pandemia e grida al complotto mondiale di Bill Gates. Questi alcuni passi della lettera che si può leggere sui tanti giornali pubblicati dalla rete.

“ Signor Presidente, mi consenta di rivolgermi a Lei, in quest’ora in cui le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale contro Dio e contro l’umanità. Le scrivo come Arcivescovo, come Successore degli Apostoli, come ex-Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Le scrivo nel silenzio delle autorità civili e religiose: voglia accogliere queste mie parole come la «voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23)… Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda. Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Signor Presidente, Ella ha chiaramente affermato di voler difendere la Nazione, One Nation under God, le libertà fondamentali, i valori non negoziabili oggi negati e combattuti. È Lei, Caro Presidente, «colui che si oppone» al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre…… Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale. L’alternativa è votare un personaggio (Joe Biden) manovrato dal deep state, gravemente compromesso in scandali e corruzione, che farà agli Stati Uniti ciò che Jorge Mario Bergoglio sta facendo alla Chiesa, il Primo Ministro Conte all’Italia, il Presidente Macron alla Francia, il Primo Ministro Sanchez alla Spagna, e via dicendo.

Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale…. God bless the United States of America! + Carlo Maria ViganòArcivescovo Titolare di Ulpiana già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America-Domenica 25 ottobre 2020” Ora che queste cose le dica un ciarlatano arruffapopolo niente male, fa parte delle regole della democrazia nella quale vige la libertà di dire quello che si vuole, anche le stupidaggini, ma che le dica un alto prelato che ha ricoperto l’incarico importante di Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America cioè nel più importante Paese del mondo che concorre a determinare i destini del globo è oltremodo preoccupante. E’ noto che questo prelato è colui che guida l’opposizione ai tentativi di riformare la Chiesa di Papa Bergoglio così come è altrettanto noto che, come qualcuno insinua, Viganò un po’ non ci stia più con la testa. Ma questo non deve consolarci e qualcosa la Chiesa dovrà prima o poi fare poiché i danni che le esternazioni di questo prelato non sono paragonabili a quelli del nostro ciarlatano tarantino. E’ infatti del tutto evidente che se una persona non è strutturata intellettualmente e culturalmente e non è dotata di strumenti critici sufficienti non potrà non tirare la conclusione che “se lo dice un cardinale della portata e dell’importanza di Viganò che ha diretto la Nunziatura apostolica negli USA allora vuol dire che è vero” mentre invece il negazionismo e il complottismo in materia di covid come in tante altre materie (terrapiattismo, negazione dello sbarco sulla luna, scie chimiche, torri gemelle fatte crollare da Bush ecc.) sono panzane di dimensioni stratosferiche. Desta solo meraviglia che questa lettera non sia stata ripresa dalla grande stampa (Corriere della sera, La Repubblica, la Stampa e i media televisivi Rai e La 7 e Mediaset) e non ne parli l’Osservatore romano.

A latere dell’irresponsabile messaggio di questo prelato sul covid c’è, con buona pace del valore della laicità dello Stato, il suo discutibile endorsement elettorale a Trump considerato come “ l’ultimo e unico baluardo della civiltà, colui che si oppone» al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre……intorno al quale si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale”. E già questo basterebbe per inserire a buon diritto il cardinale Viganò nella stessa categoria dei ciarlatani arruffapopolo.

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