16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Oggi cominciamo oggi con la foto della “Ringhiera”. Come è noto Corso Vittorio Emanuele II nella città vecchia viene denominato anche “La Ringhiera”. Il Governo, con Regio Decreto del 1 settembre 1865, aveva stabilito ufficialmente che Taranto era finalmente sciolta dai vincoli delle servitù militari e di conseguenza il Comune veniva autorizzato alla demolizione della cinta difensiva delle mura e delle fortificazioni esistenti che circondavano la città. In particolare permanevano ancora quelle che insistevano sulla Strada delle Mura che la costeggiava a sud lungo Mar Grande. Il Sindaco Farese aveva voluto valorizzare quella importante arteria di collegamento cambiandole il nome da Strada delle Mura in Corso Vittorio Emanuele II.

Il Sindaco De Cesare, una volta acquisite le mura al patrimonio del Comune ritenne di abbatterle liberando così la meravigliosa vista del Mar Grande che esse nascondevano. Naturalmente una volta liberata la strada dalle mura occorreva arredare adeguatamente la passeggiata. All’uopo il Sindaco propose di sostituire le mura demolite con un’artistica ringhiera in ferro. Questo comportò non solo un miglioramento estetico della strada ma anche un suo allargamento tenuto conto che nelle condizioni in cui era la strada due veicoli che si incrociavano non riuscivano a passare.

Il 22 maggio del 1868 il Consiglio comunale deliberò di collocare al posto delle mura demolite una elegante ringhiera in ferro. Questo il testo della delibera che segna l’atto di nascita della “Ringhiera”: Delibera del 22 maggio 1868 – Progetto per la costruzione della Ringhiera: “L’anno 1868 il giorno 22 del mese di maggio rassembratosi il Consiglio comunale della suddetta città… l’Assessore facente funzioni di sindaco De Tullio Michele del fu Nicola… ha dichiarato aperta la seduta, ha preso il posto della presidenza ed ha proposto: “Avendo il Comune ottenuto dal Governo la cessione del muro di cinta della città io proporrei lo abbattimento di quella parte del medesimo che costeggia la strada Vittorio Emanuele a cominciare dal Castello fino a Palazzo Amati sostituendovi una ringhiera di ferro. Con ciò a parer mio si otterrebbe un doppio vantaggio cioè l’abbellimento della migliore strada della città nostra e lo ingrandimento della strada medesima che ora è molto angusta di talchè incontrandosi due vetture di fronte l’una di esse è costretta a fermarsi finchè l’altra non passi. Invito quindi le S.S.L.L. a deliberare su questo oggetto. Il Consiglio facendo plauso alla proposta del Presidente a voti unanimi e per alzata e seduta ha deliberato che la Giunta con appositi manifesti e col mezzo del giornale “L’eco dei due mari” inviti gli ingegneri della città a presentare un progetto analogo alla proposta…”. L’incarico di redigere il progetto artistico venne affidato all’ingegnere Luigi Bonamico. La spesa occorrente per tale opera fu di Lire 924.500,00”.

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