06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

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Filippo Clary presenta il suo progetto da solista

foto di Filippo Clary
Filippo Clary

Lore Questa settimana resto in Italia ed esattamente a Roma per fare quattro chiacchiere con Filippo Clary che proprio di recente ha dato il via al suo progetto da solista. L’avventura artistica di Clary attraversa più di un trentennio di musica che il produttore romano ha trascorso passando dai dancefloor italo disco degli anni ’80, all’epifania del rap, alla house e la dance, con l’orecchio e l’anima costantemente rivolti alle diverse declinazioni della cultura musicale nera; fino al capitolo Gabin in cui si sono sintetizzate le esperienze vissute nel tempo. Dagli esordi con Paul e Peter Micioni in cui affina la sua passione per il djing, Clary ha da subito coltivato il suo interesse per il gioco dei suoni, affascinato dalla possibilità di costruire scenari emotivi.

In Gabin prende anche vita la sua espressione autorale che nell’incontro con il musicista Max Bottini acquista una nuova dimensione che ne amplifica la sensibilità melodica. Così come fondamentali nel suo percorso di formazione, si rivelano le collaborazioni con artisti importanti e di grande talento come Dee Dee Bridgewater o Chris Cornell, per menzionarne un paio che, tra tanti, danno anche il senso della versatilità del linguaggio musicale di Clary. Ha collaborato con: Dee Dee Bridgewater, Chris Cornell, Ace from Skunk Anansie, Zee Gachette (aka Z-Star), Mozez from Zero 7,Flora Purim, Stefano Dibbatista, Nadeah Miranda from Nouvelle Vague.

Di rilievo La splendida versione acustica di Lies con Chris Cornell alla voce e le chitarre di Ace degli Skunk Anansie inclusa nell’unico cofanetto ufficiale della Universal Music per rappresentare la carriera di un grande artista come Chris Cornell morto nel 2017. Ha realizzato colonne sonore per Monster in Law (con Jennifer Lopez e Jane Fonda) e I Fantastici 4 , ( 2005) oltre ad un numero incredibile di episodi di “Six Feet Under” e “Grey s Anatomy”- 2 anni di fila PayPal Europa 2017-2018 – Bang Bang to the Rock’n’Roll – 3 anni di fila Fox Sports Daytona Day (usa) 2016/17/18 – Bang Bang to the Rock’n’Roll – 2015 Isovolta – online – La Maison – 2013 Slovenska Banka – Doo uap doo uap doo uap – 2012/2013 “1600 Penn” serie TV – promo – NBC – Bang Bang to the Rock’n’Roll – 2015 – Corea ING Life – Doo uap doo uap doo uap” – 2012/2013 – “Rise of the Guardians” – Dreamworks – Bang Bang to the Rock’n’Roll Polaroid (USA e Canada) – Doo Uap HBO (USA) – Doo Uap Pantene (USA/ SUD AFRICA) –Doo Uap RenaultSamsung (Corea) – Sweet Sadness alcune delle serie più importanti di fiction americane:Six feet under, Sex in the city, Grey;s Anathomy e Six Degrees e Ugly Betty della ABC TV.

Negli ultimi anni di lavoro in studio si è dedicato alla produzione di tracce che rappresentassero i suoi diversi umori, con la complicità di artisti con i quali aveva già condiviso esperienze, come Z-Star o Mozez, e nuovi incontri, come la cantautrice olandese Merel Van Dijk e l’italianissimo FJD. Ed è proprio in questo scambio che si è andata sempre più definendo la sua figura di produttore. Non è infatti un genere specifico a guidare la tracklist di questo esordio solista; è una raccolta di brani (con un unico episodio strumentale), ognuno di diverso carattere, nei quali il denominatore comune più riconoscibile è la produzione. Il pop e il soul, la dance e il brit-sound, e per la prima volta il confronto. con l’italiano, in quello che sembra quasi un elemento spurio nella storia delle collaborazioni di Clary. La produzione è intesa nel senso canonico di lavoro sulla forma che diventa sostanza; un artigianato del suono applicato a diversi mondi sonori, alla ricerca di soluzioni che ne enfatizzino le potenzialità. Con un pizzico di presunzione e senza dover scomodare paragoni, si può dire di poter riconoscere un “tocco” o un gusto, sicuramente un punto di vista poliedrico sul fare musica. Schizofrenia o versatilità? Fuori dalle gabbie di genere, Clary si conferma produttore eclettico e slegato da vincoli ed etichette, spinto dalla pura esigenza di esprimere una vasta gamma di sentimenti e suggestioni. Non un concept album ma una personalissima e libera collezione di canzoni in cui trovano spazio mondi sonori multipli, concepiti in tempi, luoghi e stagioni diversi.

L’album completo intitolato semplicemente “Clary” con le sue dieci tracce uscirà ai primi del prossimo anno mentre il primo singolo è appena uscito in commercio e si intitola Moving Forward dove si conferma la collaborazione già collaudata con Gabin con l’artista anglo-caraibica Zee Star. una musa che per Clary rappresenta l’ideale di anima e arte.Concepito tra terrazzo di casa e vagabondaggi in auto per le strade dell’agro romano, il brano ha allo stesso tempo un sapore antico e un tiro contemporaneo. Le altre tracce sono: Ginger: La personalità vocale nera é di Mozez ed è forse il brano più legato all’esperienza sonora di Gabin; con una buona dose di swing la vita scorre più fluida! Streamer/ I like this house/ Making the road my home – Questi tre brani segnano l’incontro con la cantautrice olandese Merel Van Dijk raccontando la fusione di due realtà artistiche diverse ma che nella composizione trovano felici punti di equilibrio. Una creatività che genera emozioni dalle coloriture differenti: “Streamer” un indie rock denso di groove; “I like this house”, un funk electro dall’innegabile vocazione dance; “Making the road my home”, lontano dagli approdi più elettronici una canzone leggera come una camminata liberatoria. So-Lo: la voce di Francesco Dini, front man di James and the butcher, formazione lombarda di scuola indie con all’attivo diversi album – una ballad downtempo scritta in una passeggiata di novembre a Roma. La malinconia e l’incanto. Music gets over: quando il soul incontra il brit con la voce di Riccardo Rinaudo, romano di formazione “nera” con Steve Wonder nel cuore.

Un inno alla musica che racconta il percorso musicale di Clary. La pioggia: unico e primo esperimento in italiano dove per la prima volta Clary si confronta con la metrica e la ritmica della propria lingua. Ad interpretarlo una delle personalità più importanti della musica d’autore italiana degli ultimi vent’anni, Niccolò Fabi. Living in my world: Il titolo esprime esplicitamente il senso del pezzo. Un invito ad entrare nel proprio universo rivolto ad una reale o immaginaria interlocutrice. Ancora una volta con Mozez, che fu protagonista anche di uno degli episodi più attraenti di Gabin con la Fennec version. di “Keep it cool”. Wordless: unico episodio strumentale, una colonna sonora di un film interiore per il quale non serve sceneggiatura. Insomma un lavoro assolutamente da non perdere. Gli chiedo allora per abbreviare i suoi artisti preferiti e della situazione musicale del nostro paese: “I miei artisti preferiti sono stevie wonder,george benson,al green,womack &womack, curtis mayfield,a retha franklin, frank sinatra, burt bacharach, earth wind &fire, etta james, james brown, prince, michael jackson. Sulla musica in Italia dico che se in generale senti le radio e tv network sono pieni di immondizia… rispecchia il momento culturale che stiamo vivendo…, chi vuole trovare altra musica e altri contenuti deve cercarle nel sottobosco…. e di cose interessanti ne trovi… stiamo vivendo tutti noi un momento assai difficile il covid ha solo messo in risalto che il mondo sta girando dalla parte sbagliata… il mio appello: difendiamo la bellezza in tutte le sue forme e suoni. Siamo ai saluti affettuosi come al solito e ringrazio Filippo per la sua disponibilità intanto corro a gustarmi “Moving Forward”.

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