17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 14:59:00

Cronaca News

Patuanelli: acciaio green con un piano strategico per la siderurgia italiana

Lo stabilimento ArcelorMittal
Lo stabilimento ex Ilva

Un piano nazionale strategico per produrre acciaio “green“. L’obiettivo è decarbonizzare non solo l’acciaieria tarantina ma anche tutti gli altri stabilimenti siderurgici sparsi sulla Penisola. Le dichiarazioni rese dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli nel corso di un’audizione dinanzi alla Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato sull’Attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, suonano sia come una risposta alle critiche contro il Governo Conte sia come un messaggio rassicurante nei confronti di chi esprime preoccupazione sul futuro del Siderurgico a Taranto e sulla sorte di migliaia di posti di lavoro.

Patuanelli ammette che il percorso della decarbonizzazione non è certamente facile in questo particolare periodo ma, allo stesso tempo, si mostra ottimista sul possibile raggiungimento del traguardo. “Stiamo con fatica, ma in modo proficuo, sviluppando il piano nazionale della siderurgia” che ha un focus centrale: una siderurgia che deve essere decarbonizzata e deve avere un’impronta ecologica definita e limitata”. Il capo del Mise, durante l’audizione in commissione, si è soffermato sulla situazione dello stabilimento tarantino. “Conosciamo tutti la situazione di difficoltà e complessità di ciò che accade a Taranto, ma la siderurgia in Italia – ricorda il ministro – non è soltanto Taranto. E’ una filiera che da Taranto si sviluppa su tutta la nostra penisola”.

La stesura del piano strategico, in questo periodo presenta una particolare complessità per via del periodo di grande difficoltà e soprattutto di incertezza dello scenario economico internazionale. “Sviluppare piani strategici in un momento di grande incertezza di tutti i mercati – spiega Patuanelli – non è ovviamente facile. Le previsioni a medio termine sono molto aleatorie”. Sulla trattativa fra Governo e ArcelorMittal interviene la deputata tarantina di Forza Italia Vincenza Labriola che accusa il Governo di scarsa trasparenza sul confronto con la multinazionale dell’acciaio. “Cio’ che sarebbe inaccettabile è un rinvio delle decisioni con la scusa dal Covid, perchè il Governo della pseudo trasparenza ha chiuso la porta in faccia a tutti proseguendo nella trattativa a porte chiuse, in barba al cambiamento che i Cinque Stelle dovevano imprimere alle istituzioni. Sul siderurgico italiano – prosegue in una nota l’onorevole Labriola – mai come oggi aleggia l’incertezza, il 30 Novembre è alle porte e l’augurio è che Patuanelli e Conte non rimandino le decisioni sul Siderurgico, ma che scoprano le carte e facciano capire quale futuro avranno Taranto e la siderurgia in Italia”.

La parlamentare tarantina esprime una serie di perplessità su diversi aspetti del confronto: “Mancano tre settimane – aggiunge – e poi si capirà come, se e quando avremo una nuova siderurgia in Italia e sapremo se ArcelorMittal resterà a Taranto o pagherà i 500 milioni di penale lasciando il Governo con il cerino in mano, un mare di debiti e un impianto smantellato”. Un’altra possibilità è che ArcelorMittal resti e allora – osserva Labriola – sarà interessante capire con che quota di azioni entrerà lo Stato nella nuova società e con quale piano industriale, perchè – conclude – anche qui ci sono tante eventuali strade”. Intanto, all’interno degli stabilimenti siderurgici di Taranto e di Genova c’è un clima di tensione per motivi diversi. A Taranto, Fiom, Fim e Uilm hanno convocato per questa mattina il consiglio di fabbrica allargato anche ai delegati sindacali delle aziende appaltatrici per fare il punto della situazione e promuovere nuove iniziative di protesta da intraprendere fra le quali anche il fermo degli impianti. Mentre a Genova, lo stabilimento di Cornigliano rischia il blocco delle attività per ragioni differenti.

Da alcuni giorni, infatti, è in corso una protesta come riferisce una nota ufficiale della stessa azienda: “Il blocco dei varchi di ingresso allo stabilimento di Cornigliano, in atto da lunedì mattina per iniziativa di una organizzazione sindacale, impedisce la prosecuzione dell’attività produttiva in condizioni di economicità e sicurezza”. In considerazione del blocco, la ArcelorMittal annuncia iniziative in risposta fra cui il possibile stop delle attività nell’acciaieria ligure che viene alimentata dalla produzione di coils di acciaio fatta a Taranto. Da quanto riferisce l’azienda, “risultano oggettivamente impossibili il trasporto e la consegna dei beni prodotti, il ricevimento dei beni necessari alla produzione e l’approvvigionamento dei beni indispensabili per garantire la sicurezza dei lavoratori e l’ambiente”.

In considerazione di tale situazione, ArcelorMittal preannuncia lo stop dell’attività produttiva e dichiara di riservarsi, a questo punto, “ogni iniziativa per i gravissimi danni conseguenti a tale illegittima iniziativa, per la quale è già stata interessata l’autorità giudiziaria. Lo stato di fatto – conclude l’azienda – impone la cessazione di attività operative fino al ristabilimento della situazione di legalità e di normale funzionamento”. Al di là delle motivazioni, quanto accade negli stabilimenti della multinazionale, sia pugliese che ligure, costituisce un chiaro segnale della situazione di tensione nei rapporti fra azienda e lavoratori.

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