26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca News

«Ex Ilva, ora vogliamo risposte»

L'ex Ilva di Taranto
Acciaierie d'Italia

Si torna a parlare di ex Ilva a Roma. I sindacati metalmeccanici sono riusciti ad ottenere rapidamente il tanto sospirato incontro chiesto al ministro Patuanelli. Oggi 13 novembre le segreterie nazionali, infatti, sono state convocate alle 15,30, in video conferenza, dai ministri dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, del Lavoro Nunzia Catalfo e dell’Economia Roberto Gualtieri.

L’auspicio è che presto venga fuori qualcosa di concreto sulla vertenza dell’ex Ilva: “Crediamo che non sia più rinviabile una discussione di merito che affronti tutte le criticità esistenti all’interno dello stabilimento, a partire dal massiccio utilizzo della cassa integrazione, all’assenza di manutenzioni ordinarie e straordinarie e un ricorso immotivato a licenziamenti repressivi, determinando un clima di terrore all’interno della fabbrica”. Malgrado la convocazione, le segreterie fanno sapere che non hanno alcuna intenzione di rinunciare alla mobilitazione a Taranto: “Il consiglio di fabbrica dei RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb ha pertanto deciso di intraprende un percorso assembleare con i lavoratori al fine di condividere le azioni di mobilitazione per impedire che la multinazionale continui a dettare l’agenda al governo, tenendo in ostaggio migliaia di lavoratori di Arcelor Mittal e appalto e di tutta la comunità ionica che attende risposte, ormai da tempo, su investimenti che interessino le questioni ambientali e di bonifiche”.

“Mancano poco più di due settimane al 30 novembre, data entro la quale ArcelorMittal e i commissari di Ilva in Amministrazione straordinaria dovranno sottoscrivere un nuovo contratto di investimento, così come stabilito nell’accordo di modifica del contratto di affitto del 4 marzo 2020. Sono trascorsi otto mesi di drammatica attesa che, uniti a un ulteriore periodo dalla sottoscrizione dell’accordo sindacale del 6 settembre 2018, rendono la situazione ormai insostenibile”. Così Rocco Palombella, Segretario generale della Uilm. “L’incontro alla presenza dei tre Ministri Patuanelli, Gualteri e Catalfo, che hanno accolto tempestivamente il nostro grido di allarme – aggiunge il leader dei metalmeccanici della Uil – non potrà concludersi con un nulla di fatto. Se da un lato, infatti, abbiamo accolto positivamente la convocazione dell’incontro, dall’altro e a maggior ragione vogliamo conoscere quali sono i termini dell’intesa”. “Ci aspettiamo – continua – la riconferma dell’unico piano industriale, la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali, la riconferma degli investimenti tecnologici e quelli ambientali. La tensione che si è accumulata di giorno in giorno all’interno degli stabilimenti è palpabile e può sfociare in azioni ormai ingovernabili. I Ministri devono sapere, infatti, che noi non saremo più in grado di controllare la disperazione dei lavoratori se non avremo risposte certe”.

Intanto è giunto il provvedimento disciplinare al delegato della Fiom Cgil Giuseppe D’Ambrosio con cui l’azienda ha proceduto con la sanzione di 3 giorni di sospensione con diffida a reiterare il comportamento contestato. “In questi giorni la Fiom Cgil di Taranto, grazie anche allo straordinario lavoro dei nostri RLS ed RSU, ha ricostruito quanto avvenuto in data 21 ottobre nel reparto DBS/2, attraverso un minuzioso lavoro che ha indotto l’azienda, anche a seguito di un’ispezione dello Spesal, ad entrare in contraddizione su quanto inizialmente contestato tanto da modificare la pratica operativa e conseguentemente il Documento di Valutazione del Rischio. Da sottolineare che la revisione della pratica operativa, imposta da una precisa prescrizione dello Spesal e discussa per 2 giorni con gli RLS, accogliendo le numerose osservazioni degli stessi, non solo chiarisce in maniera univoca le operazioni ma fa venir meno una serie di attività prima consentite ma che non erano né codificate né opportunamente valutate, così come nel caso del lavoratore che quel giorno operava come rimpiazzo” si legge in una nota dei metalmeccanici della Cgil.

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