27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

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Gianfranco Chiarelli: “No al reparto Covid a Martina”

foto di Gianfranco Chiarelli
Gianfranco Chiarelli

MARTINA FRANCA – La possibile trasformazione di alcuni reparti dell’ospedale di Martina in reparti Covid preoccupa il vicecoordinatore regionale della Lega Salvini Puglia Gianfranco Chiarelli. Non è la prima voce che dalla città della Valle d’Itria si leva contro la possibile nuova destinazione di una parte del presidio “Valle d’Itria“. Nei giorni scorsi anche esponenti di opposti schieramenti politici si sono pronunciati contro questa scelta. Fra questi c’è anche uno dei componenti della Giunta regionale, l’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia. E anche l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Franco Ancona ha preso posizione.

Le critiche di Pentassuglia e dell’Amministrazione cittadina, però, è bene precisarlo, riguardano unicamente l’ospedale della Valle d’Itria. Invece, Chiarelli critica a 360 gradi la politica sanitaria del presidente Emiliano e dell’assessore Lopalco. “Grazie allo scempio della sanità pugliese perpetrato dal presidente Michele Emiliano e dal suo assessore Pier Luigi Lopalco, oggi nella nostra regione di fatto – è la considerazione di Chiarelli – viene negato a tutti i cittadini il sacrosanto diritto alla salute che, purtroppo, in queste settimane di pandemia sembra che debba essere garantito solo ai malati di Covid-19. Sicuramente questi ultimi – precisa l’avvocato martinese in un comunicato – hanno diritto alla massima attenzione, sia per la gravità della patologia, anche mortale, sia per la situazione che li vede costretti ad affrontare il male senza il conforto dei loro cari.

Ma – aggiugne Chiarelli – non possiamo sottacere il diritto di tutti gli operatori della Sanità a lavorare in serenità, come il diritto dei cittadini ad accedere alle cure per qualsiasi altra patologia. Di questo non tiene conto la scelta di Emiliano e Lopalco che, per reperire posti letto per i nuovi contagiati, il cui numero purtroppo continua ad aumentare, hanno deciso di trasformare in “strutture Covid-19” alcuni reparti di molti ospedali pugliesi”. Riguardo all’ospedale martinese, il vicecoordinatore regionale della Lega di Salvini esprime forti perplessità su quella che definisce una promiscuità sanitaria pericolosa per la salute di cittadini e operatori. “Tra le tante situazioni mi preoccupa quella dell’Ospedale Valle d’Itria di Martina Franca, un sicuro riferimento anche per gli abitanti di comuni limitrofi, come Crispiano o Locorotondo, che sarà costretto a ricevere – già nei prossimi giorni – malati Covid-19. Mi preoccupa – spiega- perché l’Ospedale Valle d’Itria non è un grande policlinico, ma un efficiente nosocomio di dimensioni adeguate al suo bacino di utenza. Trasformare alcuni suoi reparti – si vocifera cardiologia, pediatria e medicina – in Covid-19, al di là delle problematiche tecnico-organizzative, creerà in questo piccolo ospedale una allucinante promiscuità sanitaria: ci sono tanti ascensori da destinarne uno solo alla movimentazione dei malati Covid-19.

Più in generale – prosegue Chiarelli – verrà meno la serenità di tutti gli operatori sanitari che dovranno condividere situazioni e ambienti con colleghi che opereranno contro il coronavirus, come quelle sociali, penso semplicemente al bar o all’edicola. Chiarelli, eletto due volte consigliere regionale nelle file del centrodestra, nel 2005 e nel 2010, pone anche un’altra questione: “Mai come in questo periodo ogni operatore sanitario – medico, infermiere o parasanitario – è prezioso: bisogna evitare ogni possibilità di un suo contagio! Una promiscuità sanitaria ancora più pericolosa per i pazienti del Reparto oncologia, una delle eccellenze dell’Ospedale di Martina Franca, malati che lui difese immunitarie sono indebolite e per cui il Covid-19 potrebbe essere letale. Soprattutto impedirà a tantissimi cittadini di poter accedere alle cure per le altre patologie: i nostri bambini in quale pediatria saranno curati? Un infartuato dove dovrà ricoverarsi? Che disagi dovranno sopportare i familiari dei ricoverati?”.

Si chiede Chiarelli secondo il quale il la Puglia si è fatta cogliere impreparata dalla seconda ondata del contagio: “Sicuramente meglio sarebbe stato se Emiliano e Lopalco, nonché i loro manager nella Asl pugliesi, avessero previsto in estate la nuova ondata della pandemia, come avrebbe dovuto fare il Governo di Giuseppe Conte”. Secondo Chiarelli i reparti Covid vanno organizzati diversamente, nelle strutture ospedaliere di grandi dimensioni e non in quelle di proporzioni più limitate, nella fattispecie l’ospedale di Martina. “A questo punto, invece di creare situazioni di promiscuità sanitaria, si lascino in pace i piccoli ospedali come quello di Martina Franca, e – è la proposta – si vadano a creare poli specializzati Covid-19 nei grandi nosocomi che possono organizzarsi adeguatamente o, meglio ancora, in strutture dedicate esclusivamente a questa emergenza”

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