19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

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Taranto ai tempi di Sant’Egidio

foto di Taranto ai tempi di Sant'Egidio
Taranto ai tempi di Sant'Egidio

Nella rubrica settimanale “Calannarie”, ideata e curata dal prof. Antonio Fornaro, ci sono interessanti notizie e approfondimenti. Questi i santi della settimana: Sant’Alberto Magno, Santa Elisabetta d’Ungheria, Santa Matilde, Sant’Edmondo, San Giuseppe Moscati, Sant’Agnese, San Mauro di Cesena, San Benigno, San Fausto e San Felice di Nola. Per quanto riguarda tutti questi santi Fornaro farà approfondimenti su San Giuseppe Moscati, Sant’Egidio e la Taranto dei suoi tempi, invece ricorda che Sant’Agnese fu sorella di Santa Chiara e per San Benigno Fornaro rivolge, anche a nome dei lettori del nostro giornale, gli auguri a Mons. Papa.

Questa settimana la Chiesa cattolica ricorda la Madonna sotto i titoli di: Maria Regina Pacis e Santa Maria Delle Vigne, ma ricorda anche la presentazione della Madonna al Tempio. Questi i detti della settimana: “Cielo a pecorella, ogni goccia una scodella”, “Chi ha pazienza ha provvidenza”, “Matrimoni e dignità sono dal cielo destinati”, “La suocera e la nuora, il diavolo e il malore”, “Va per farsi la croce e si cieca l’occhio”, “Mariti e ciminiere come te li devi tenere”, “Chi vuol fare buon vino poti a San Martino”, “Morte pregata non viene mai”. Queste le effemeridi della settimana di Giuseppe Cravero: il 21 novembre 1967 Taranto festeggia il primo millennio della sua ricostruzione; il 15 novembre 1927 viene istituita la scuola di musica a Taranto su iniziativa del Prefetto Aldini con la partecipazione del Comune, della Provincia e della Camera di Commercio; il 17 novembre 1940 muore a Roma il musicista tarantino Vincenzo Fago; il 21 novembre 1886 Leone XIII proclama beato il frate francescano tarantino Egidio Maria di San Giuseppe; il 18 novembre 1837 Ferdinando II concede la proprietà della Chiesa del Carmine alla omonima confraternita. Questi gli approfondimenti della settimana di Fornaro che avanza al Comune la proposta di intitolare una via, una piazza o un giardino di Taranto i caduti della notte di Taranto. Fornaro ricorda che il 15 novembre 1922 Mons. Giuseppe Roncalli, che poi diventerà Papa Giovanni XXIII e Santo, celebrò la Messa nel Cappellone di San Cataldo.

Queste le notizie relative a San Giuseppe Moscati al quale è intitolato l’Ospedale Nord di Taranto ma anche, dal 1986, una parrocchia. Anche la città di Avellino ha l’Ospedale intitolato allo stesso santo. San Giuseppe Moscati fu un medico di Napoli del primo Novecento e si dedicò ai poveri della città che curava gratuitamente. Settimo dei nove figli di un magistrato, nacque a Benevento nel 1880 e a soli 4 anni si trasferì a Napoli. Fece voto di celibato e dedicò la sua vita al prossimo. Si laureò in Medicina a 23 anni nel 1903. Salvò molte vite in occasione dell’eruzione del Vesuvio del 1906 e di una epidemia di colera nel 1911. Morì di infarto a soli 47 anni. Paolo VI lo proclamò Beato nel 1975 e Giovanni Paolo II Santo nel 1987 per la guarigione di Giuseppe Montefusco, un fabbro malato di leucemia. Fino al 2001 la sua festa era il 12 aprile, invece adesso è stata spostata a novembre. Il Santo è anche patrono di Amalfi e le sue reliquie si trovano al Gesù di Napoli e in altre città fra le quali anche San Marco in Lamis. Santa Elisabetta di Ungheria viene festeggiata a Taranto nelle Chiese di San Lorenzo da Brindisi e San Pasquale. In quest’ultima si conserva una statua della Santa, opera del cartapestaio leccese Salvatore Sacquegna. La Santa rimase vedova, fu scacciata dal castello, le furono tolti i figli per i quali rinunciò all’eredità. Si ridusse in povertà dopo aver fatto costruire un ospedale dove accoglieva gli ammalati che lei stessa visitava due volte al giorno e per i poveri chiedeva anche l’elemosina.

Morì a soli 24 anni e quattro anni dopo fu dichiarata Santa da Gregorio IX. E’ patrona dei panettieri, degli ospedalieri, dell’Ordine Francescano Secolare e delle opere caritative cattoliche. L’ultimo approfondimento riguarda il tarantino frate francescano Sant’Egidio che nacque al Pendio Lariccia il 16 novembre 1729 e vi furono posti i nomi di Antonio, Domenico, Pasquale e Francesco. Prima di approfondire come era a Taranto, ai tempi del nostro Santo, Fornaro ricorda che due settimane fa ebbe inizio dalla Chiesa di San Pasquale la peregrinatio dell’osso del femore del Santo nei conventi francescani pugliesi, ma ha fatto tappa soltanto a Francavilla Fontana perché la peregrinatio è stata sospesa per il covid 19. All’epoca in cui visse il nostro Santo Taranto contava solo otto famiglie di funari, il mestiere che Egidio fece unitamente a quello di felpaio. Nel 1700 Taranto aveva soltanto la parrocchia di San Cataldo e nel 1600 erano patroni meno principali i santi Domenico, Teresa, Francesco di Paola, Elia, Francesco d’Assisi, Filippo Neri, Michele ed Irene. Nel 1700 Taranto contava 2.938 famiglie delle quali la maggior parte impegnata, nell’ordine, nell’agricoltura, nella pastorizia, nelle attività marinare, artigianali, commerciali e portuali. Erano ben 398 i religiosi presenti in ben 12 conventi e numerose le chiese della città antica. Quando nacque il nostro Santo era vescovo di Taranto mons. Fabrizio de Capua.

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