27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 20:52:00

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Lizzano, scuola ai tempi del Covid: Italia Viva polemizza con Emiliano e D’Oria

Il Palazzo di città di Lizzano
Il Palazzo di città di Lizzano

LIZZANO – Scuola ai tempi del Covid: il coordinatore cittadino di “Italia Viva”, Giuseppe Urselli, polemico con il presidente della Giunta regionale pugliese, Michele Emiliano e con il sindaco di Lizzano, Antonietta D’Oria.

“In un video pubblicato su Facebook sabato 7 novembre, il sindaco Antonietta D’Oria, nell’aggiornare i cittadini di Lizzano circa il Covid, parla di scuola e prende ancora una volta posizione a favore delle azioni del presidente della Giunta regionale pugliese Michele Emiliano, il quale il giorno prima era stato costretto ad emanare una nuova ordinanza (la 413 del 6 novembre 2020) con la quale riapriva la didattica in presenza nelle scuole elementari e medie, annullando gli effetti dell’ordinanza pubblicata la settimana precedente (la 407 del 27 ottobre 2020) – dice il coordinatoredel partito di Renzi- è necessario chiarire che Emiliano è stato semplicemente costretto a rimangiarsi un provvedimento sproporzionato: impugnato da associazioni di genitori al Tar, criticato dal Ministero dell’Istruzione e definitivamente smentito dal Dpcm del 3 novembre 2020, col quale il governo ha stabilito che le scuole elementari e medie possono continuare a restare aperte anche nelle aree arancioni (come la Puglia) e, fino alla prima media, persino in quelle rosse. I fatti hanno quindi costretto la Regione Puglia a scrivere una nuova ordinanza che ha riadeguato le misure sulla scuola a quelle nazionali.

Aggiungendo però una clausola non da poco: le scuole pugliesi devono immediatamente garantire, alle famiglie che ne facciano richiesta, di consentire di seguire da casa le lezioni. Questo provvedimento ha messo in ulteriore difficoltà le scuole ed è stato nuovamente oggetto di aspra critica sul sito web del Ministero dell’Istruzione: la scuola non può essere equiparata ad un negozio che, a richiesta, fa le consegne a domicilio- continua Giuseppe Urselli- il nostro Sindaco saluta invece come innovativa questa opportunità fornita dalla regione, definendola il futuro della didattica e auspicando che altre regioni possano seguire il nostro esempio.

Davvero non riusciamo a capire questo appiattimento sulle posizioni del governatore. Il Sindaco agisce più da portavoce e cassa di risonanza di Emiliano che da rappresentante dei lizzanesi. Un comportamento che crea smarrimento, incertezza, confusione tra i cittadini: essi a volte vengono ammoniti al rispetto dei Dpcm, altre volte vengono invece invitati a non rispettare i provvedimenti del governo, come nel caso della scuola. Noi riteniamo che le misure restrittive vadano sempre rispettate, anche quando non siamo convinti della loro opportunità, e ci aspetteremmo lo stesso da parte di un Sindaco. E la dott.ssa D’Oria, che in altri video attacca giustamente i “sapientoni” che si improvvisano esperti di medicina, di amministrazione e dicono di sapere come andrebbe combattuta la pandemia, si mostra lei stessa “sapientona” sulla scuola e sul come dovrebbe e dovrà funzionare. Italia Viva prende le distanze dalle facilonerie del nostro governatore e del nostro sindaco.

Diciamo sì alla scuola innovativa, ma rifiutiamo soluzioni raffazzonate, o comunque motivate da una situazione contingente e drammatica, e diffidiamo di chi pretende di spacciarle come “il futuro” arrivato in anticipo grazie all’emergenza. Riteniamo grave che il Sindaco, nel video, arrivi a dire alle famiglie che non ci sarà più il problema delle assenze, facendo credere che ogni mattina l’alunno potrebbe scegliere se andare a scuola o seguire da casa… nemmeno l’ordinanza di Emiliano arriva a tanto, chiarendo che questo diritto deve essere garantito solo per situazioni legate al Covid. Noi crediamo che le scuole, almeno quelle del primo ciclo, debbano rimanere aperte fino a quando sarà possibile. Ad Emiliano suggeriamo piuttosto di sfruttare il tempo che ci separa dal prossimo 3 dicembre per provare a risolvere il problema del trasporto pubblico, che avrebbe già dovuto affrontare in estate, e consentire così anche alle scuole superiori una possibilità di rientro nelle aule.

Al nostro sindaco- conclude Urselli- che dovrebbe applicare a se stessa quanto giustamente esige dagli altri facili opinionisti del web suggeriamo di occuparsi di scuola secondo le sue competenze, magari cominciando a spiegare alle famiglie di Lizzano quando partirà quest’anno il servizio mensa! Siamo a metà novembre e ci sono nove sezioni di scuola dell’infanzia e due prime classi di scuola primaria che ancora attendono di poter attivare turni pomeridiani e tempo pieno”.

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