16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 07:10:41

Cronaca News

Trattativa avanti, ministri fiduciosi e sindacati perplessi

Lo stabilimento ArcelorMittal
Lo stabilimento ex Ilva

Sulla positiva conclusione della trattativa con ArcelorMittal il Governo manifesta ottimismo attraverso i suoi ministri Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri. Il 30 novembre si avvicina e ArcelorMittal entro quella data può decidere se rimanere oppure andare via. I sindacati Fiom, Fim, Uilm, e Uglm nei giorni scorsi hanno espresso forti preoccupazioni per il futuro degli stabilimenti di Taranto e Genova e hanno chiesto e ottenuto l’incontro tenutosi ieri pomeriggio in videoconferenza. Dai ministri per lo Sviluppo economico e all’Economia sono giunte dichiarazioni all’insegna dell’ottimismo. Patuanelli ha fornito rassicurazioni sulla centralità dell’accordo sindacale che fa parte dei documenti contrattuali e quindi nulla si potrà fare senza un accordo sindacale. Fiducioso anche Gualtieri secondo il quale lo Stato si appresta ad assumere la sfida per ambiente e sviluppo. “La quadratura del cerchio fra ambiente e rilancio produttivo dell’ex Ilva che sembrava difficile da definire in modo consensuale, soprattutto in una fase particolarmente complessa, ora appare possibile.

Con Invitalia lo Stato si assumerà delle responsabilità e si cimenterà in una sfida impegnativa: dimostrare che è possibile conciliare sviluppo e ambiente”. E’ la lettura del ministro dell’ingresso dello Stato nella newco con ArcelorMittal. Invece, sul fronte sindacale si registrano reazioni di segno opposto. Fiom, Fim, Uilm e Usb, dopo l’incontro in videoconferenza con Patuanelli, Gualtieri, il ministro del lavoro Catalfo, l’ad. di Invitalia Domenico Arcuri e i commissari di Ilva, non si sarebbero espressi altrettanto positivamente. Da quanto è trapelato, nei loro interventi i segretari generali delle sigle metalmeccaniche di Cgil, Cisl e Uil, avrebbero lamentato l’assenza, ancora una volta, di risposte concrete dal tavolo. Come in più occasioni precedenti, anche ieri le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici hanno definito “drammatica la situazione negli stabilimenti del gruppo ArcelorMittal”.

Secondo Roberto Benaglia (Fim), il Governo ha fornito un quadro ancora troppo generico rispetto agli impegni da assumere e alla società con ArcelorMittal. “Con Invitalia lo Stato entrerà nel capitale e assumerà una partecipazione maggioritaria ma sul resto tutto è ancora  incerto: il piano industriale, gli investimenti, le garanzie sull piano occupazionale. Il tutto a 17 giorni dalla scadenza del 30 novembre”. Per questo i sindacati hanno chiesto ai ministri un aggiornamento più dettagliato per costruire le basi per un accordo. Il Governo, comunque, si è impegnato a convocare un nuovo incontro entro la fine della prossima settimana. Il dato positivo, è la considerazione di Benaglia, “è che non si sia parlato di chiusura di stabilimenti e che il Governo voglia tutelare l’occupazione, ma non è ancora chiaro come il Governo voglia rilanciare l’azienda passando dagli 3 milioni a 8 milioni di tonnellate di produzione”.

Rocco Palombella (Uilm) è molto critico: “Dopo otto mesi di trattativa segreta tra ArcelorMittal e Invitalia, e a soli 17 giorni dalla scadenza del 30 novembre, siamo ancora di fronte a ipotetici scenari futuri sulla più grande acciaieria europea. Patuanelli, Gualtieri, Catalfo e Arcuri -spiega- non sono stati in grado di spiegarci a quale punto sia arrivato il confronto, ma non è più il tempo degli scenari. Vogliamo conoscere effettivamente quali sono le condizioni e i tempi, previsti dall’ipotetico accordo. La situazione di drammaticità che si vive negli stabilimenti non è più sopportabile. Non possiamo prendere atto – aggiunge – di accordi finanziari e commerciali a cose fatte, perché si rischierebbe di rendere un eventuale confronto sindacale inutile. Ventimila lavoratori stanno vivendo una situazione estremamente complicata a causa delle migliaia di ore di cig con conseguenti riduzioni salariali, dell’insicurezza degli impianti, dell’incertezza sul futuro dei lavoratori di Ilva As e dell’indotto, della sospensione delle manutenzioni e delle relazioni industriali inesistenti. Non c’è più tempo da perdere per arrivare prima della scadenza con un quadro più certo”.

Secondo Arcuri, invece, la trattativa è a buon punto e ci sono buone probabilità che possa concludersi positivamente”. Il piano elaborato a marzo verrà attuato “con modifiche non rilevanti”. Riguardo alla decarbonizazione, Arcuri fa riferimento a un“forte investimento nell’implementazione dell’altoforno 5 e forni elettrici”. Quanto all’ingresso dello Stato nella newco, “è prevista la partecipazione da subito del socio pubblico, con presenza ancora più rilevante di quanto immaginavamo”.

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