27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 16:43:00

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Manduria, «Pazienti oncologici trattati come pacchi»

foto di L’ospedale Giannuzzi di Manduria
L’ospedale Giannuzzi di Manduria

MANDURIA – I consiglieri comunali del Gruppo Progressisti tornano sulle vicende dell’ospedale Giannuzzi di Manduria. Questa volta per l’ambulatorio di oncologia medica trasferito a Francavilla Fontana. Una decisione che Domenico Sammarco, Loredana Ingrosso e Gregorio Gentile non condividono in quanto penalizza i cittadini con patologie gravi. “I pazienti più fragili come quelli oncologici non devono essere sbattuti in un’altra provincia” è, in sintesi, il senso della loro protesta.

“A parte l’assoluta novità di disporre un trasferimento fra ASL diverse (che aprirà sicuramente le porte alla soppressione di questa linea di attività a Manduria perché dopo la pandemia si dirà “tanto i pazienti si sono già abituati ad andare a Francavilla, mica li possiamo spostare nuovamente come pacchi postali”!) siamo convinti che è veramente questa l’unica soluzione possibile? Poiché tutti gli altri ambulatori ospedalieri del Giannuzzi (ortopedia, medicina, ecc) sono stati trasferiti al DSS, proprio i pazienti più fragili come quelli oncologici devono essere sbattuti in un’altra provincia? I sindaci del territorio interessato hanno vagliato assieme alla dirigenza dell’Asl tutte le alternative? I sindaci del territorio e dell’ambito socio-sanitario di cui Manduria è comune capofila si sono riuniti per esaminare se esistono risorse diverse.

E ammesso che non ci siano alternative, l’amministrazione comunale ha pensato a come alleviare il disagio dei pazienti costretti a pellegrinaggi in una provincia diversa, studiando modalità come il trasporto sociale? Dal punto di vista delle politiche sanitarie poi sorge spontaneo un dubbio: ma non è che questa pandemia è il cavallo di Troia con cui si realizzano progetti precedentemente non andati a buon fine? Il Giannuzzi come ospedale full Covid al servizio anche della provincia di Brindisi (lo ha dichiarato il Dg Rossi) non è mica oggetto di scambio con la devoluzione dell’ambulatorio di medicina oncologica a Francavilla?”. E’ uno dei quesiti che i consiglieri Progressisti pongono a Pecoraro al quale chiedono un intervento, temendo che le soluzioni adottate per far fronte all’emergenza possano diventare definitive per il futuro.

“Così ‘approfittando’ della pandemia si realizza il progetto di Area Vasta che non aveva raccolto larghi consensi in passato (anche perché vedrebbe la chiusura dell’ospedale di Manduria col potenziamento di quello di Francavilla). Troppe zone d’ombra! In tutto questo bailamme, il sindaco – si legge in un comunicato – in una condizione di emergenza dovrebbe essere primo interprete e catalizzatore delle capacità di responsabilità individuale, di promozione della coesione sociale nonché offrirsi come solida leadership. Lo sa che nel Giannuzzi l’Asl non ha ancora distribuito agli operatori sanitari tutti i presidi di sicurezza necessari, con il terrore di propagarsi di focolai? Non intende istituire una task force che lo coadiuvi nella gestione degli aspetti sociosanitari dell’emergenza?”.

Fra le varie questioni, i tre consiglieri pongono anche quella dell’assistenza domiciliare ai malati Covid: “Ci chiediamo – proseguono – se il sindaco abbia esatta contezza di quale sia l’assistenza domiciliare ai malati Covid del nostro territorio? C’è un raccordo costante col Dss (da cui l’Usca dipende) per progettare misure di interconnessione fra le reciproche competenze? Si è tenuta l’ennesima conferenza web dei sindaci in seno alla Asl, allargata ai consiglieri regionali e alla task force regionale per la gestione dell’emergenza Covid e, pertanto, ci chiediamo se il Sindaco abbia preso posizione su qualcuna delle questioni sanitarie così urgenti. Occorre fare quadrato – concludono – e difendere tutti i malati del nostro territorio, Covid e non Covid”.

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