19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

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La direttrice Eva Degl’Innocenti promuove l’iniziativa

«La ricchezza di beni culturali è una delle caratteristiche che descrivono universalmente il nostro Paese. Ora è il tempo che la comunità si riappropri di quel tesoro di inestimabile valore e lo consideri qualcosa da valorizzare, preservare e tramandare, anche ai fini del proprio benessere sociale ed economico.

Per questo da oggi, chiediamo a tutti di essere ambasciatori del MArTA, superando anche lo stereotipo degli spazi culturali ad appannaggio di ristrette élite. La cultura deve tornare ad essere di tutti e di tutti ha bisogno». Presenta così la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti il video che in queste ore gira sul profilo Facebook del MArTA e su alcune chat WhatsApp, in cui lei stessa esorta all’azione. Una sorta di Call to Action che questa volta prova a legare volti, nomi e parole di persone “comuni” al futuro e alla riconoscibilità di un valore identitario e culturale.

«Perché la cultura possa svolgere la sua piena funzione di motore di crescita e di sviluppo abbiamo bisogno di essere umili, spiegarne il valore, divulgarla – dice la Direttrice del Museo di Taranto – ma anche di cocreare contenuti con il pubblico. Se in dieci secondi avessimo l’opportunità di raccontare al mondo tutto questo valore, sarebbe già una cura efficace dell’anima, della mente e per il nostro benessere psico-fisico in questo periodo complesso che stiamo vivendo con l’emergenza epidemiologica del COVID-19». L’hashtag scelto per la campagna che preannuncia un’altra importante opera di diffusione popolare dei contenuti del MArTA, dopo la presentazione della piattaforma digitale in otto lingue e la digitalizzazione dei reperti open data, è #ilmartasonoio Essere il MArTA significa essere parte di quella storia ma essere anche responsabili e testimoni degli sforzi che tutti dobbiamo fare per cambiare narrazioni e attivare mutamenti – conclude Eva Degl’Innocenti – ecco perché noi tutti siamo il MArTA. I video (corredati dall’autorizzazione per l’uso dell’immagine) potranno essere inviati al MArTA attraverso il servizio di messaggistica istantanea di tutti i canali social del Museo (Facebook/Instagram/Twitter).

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