02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 15:58:07

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Operaio folgorato, un imputato patteggia e due vanno a processo

foto di La vittima Donato Maggi
La vittima Donato Maggi

CAROSINO – Ha patteggiato un anno, nove mesi e dieci giorni, con la sospensione condizionale della pena, D. T., 70 anni, di Precenicco, in provincia di Udine, dirigente e responsabile di cantiere della ditta Friul Montaggi di Porpetto, uno dei due imputati per la morte bianca di Donato Maggi, l’operaio originario di Carosino rimasto folgorato a soli 37 anni, il 7 agosto del 2018, nel cementificio di Fanna, nel Pordenonese, della Buzzi Unicem. I familiari sono assistiti dallo Studio3A-Valore S.p.A., in collaborazione con l’avvocato Marco Frigo, del Foro di Padova.

Nell’udienza tenutasi martedì 17 novembre, dinanzi al giudice monocratico di Pordenone, è stata anche ritirata la costituzione di parte civile da parte dei congiunti della vittima a fronte del fatto che sono stati parzialmente risarciti (con un acconto) dall’impresa per la quale Maggi aveva appena iniziato a lavorare. “Certamente un importante passo avanti per le loro richieste di verità e giustizia- scrive in una nota stampa lo Studio3A-Valore anche se, per ottenere il risarcimento integrale, si dovrà avviare un’azione civile nei confronti della stessa azienda, la quale poi chiamerà in causa la sua compagnia assicurativa che si è incomprensibilmente rifiutata di manlevare i propri assicurati e di liquidare qualsivoglia somma, non aderendo ad alcun tentativo od accordo stragiudiziale”.

Hanno deciso di affrontare il processo l’altro indagato, il titolare di Friul Montaggi, A. B. ,51 anni, di Latisana , in provincia di Udine, e la stessa azienda, rinviata a sua volta a giudizio in quanto soggetto giuridico, motivo che a maggior ragione avrebbe dovuto spingere l’assicurazione a dare un segnale di collaborazione e assunzione di responsabilità: è già stata fissata per il 28 gennaio 2021 la prossima udienza per l’audizione dei testi del pubblico ministero titolare del fascicolo penale per i reati di omicidio colposo con l’aggravante di essere stato commesso in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, il dott. Federico Facchin.

“L’infortunio aveva destato vasta eco, anche perché l’operaio era al suo primo giorno, anzi, alla sua prima ora di lavoro con Friul Montaggi.- continua la nota stampa- Maggi, originario di Carosino, e che, dopo essersi sposato, da soli 5 mesi, si era stabilito a Ragogna, in provincia di Udine era stato assunto con contratto a tempo determinato (dal 7 agosto all’1 settembre) da una agenzia interinale , in somministrazione di lavoro alla Friul Montaggi, con la qualifica di operaio e per la mansione di manutenzione impiantistica. Come però è emerso dalle indaginidegli esperti della Struttura complessa di “Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro” dell’Asl 5 Friuli Occidentale, il lavoratore non aveva alcun attestato di formazione specifica in materia di sicurezza sul lavoro e non vi erano evidenze circa l’avvio ai relativi corsi: nel suo contratto di assunzione l’allegato relativo all’identificazione dei rischi per la salute non era compilato in alcuna voce di rischio e, soprattutto, la sua esperienza nel settore delle manutenzioni era limitata a due mesi di attività.

Quel giorno però Maggi, appena giunto sul posto di lavoro, alle 7.45, viene subito mandato all’interno di una cabina di trasformazione del cementificio: l’incidente accade alle 8.05. La Friul Montaggi aveva ricevuto l’incarico dalla Buzzi di realizzare una struttura atta a rimuovere il trasformatore trifase posto all’interno della cabina: come da sopralluogo effettuato il giorno prima, il personale della ditta avrebbe dovuto visionare la parte sottostante del pavimento flottante togliendo alcune mattonelle e prendere le misure onde decidere la metodologia e realizzare eventuali strutture per la rimozione del trasformatore, programmata per il 16 agosto. Il responsabile del cantiere, che doveva occuparsi del lavoro con Maggi, tolte le mattonelle, ha ordinato al 37enne di iniziare a smontare le coperture del trasformatore, che risultava ancora sotto tensione, consegnandogli chiavi inglesi e un avvitatore elettrico specifici per la bulloneria: operazione che però non solo Maggi ma nessun dipendente di Friul Montaggi avrebbe dovuto effettuare, in quanto la convenzione con la Buzzi riguardava lavori solo di natura meccanica e i protocolli di sicurezza di quest’ultima prevedevano l’intervento della propria squadra di elettricisti ogni qual volta fosse necessario compiere lavori anche ispettivi su impianti normalmente in tensione. Sul trasformatore campeggiava una targhetta con su scritto “Prima di togliere le protezioni accertarsi che il trasformatore sia staccato dalla rete di alimentazione”.

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