16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 07:10:41

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Ex Ilva: il fronte resta caldo fra attese e assemblee in fabbrica

Foto di Operai ex Ilva
Operai ex Ilva

Il 30 novembre è la fatidica data fissata per la conclusione della trattativa fra ArcelorMittal e il Governo. Una scadenza a cui in tanti guardano, soprattutto i lavoratori in ansia per la sorte dello stabilimento e del loro posto di lavoro. La scorsa settimana si è tenuto un incontro fra i sindacati metalmeccanici Fiom-Cgil, FimCisl, Uilm-Uil e Usb e una rappresentanza del Governo centrale – i ministri Patuanelli, Gualtieri e Catalfo – per discutere del futuro del Siderurgico.

L’unico dato che sembra certo è l’ingresso dello Stato nella gestione dello stabilimento attraverso Invitalia. Si tratterebbe di ritorno, in buona sostanza, alla gestione pubblica, anche se questa volta insieme al privato. Anche le attenzioni del sindaco Rinaldo Melucci sono rivolte alla probabile conclusione della pluriennale trattativa. Il primo cittadino ieri è intervenuto per tracciare un bilancio delle iniziative da lui intraprese in tre anni di amministrazione per far sentire la voce della città a Roma e sui tavoli in cui si discute delle sorti della città e dei lavoratori dello stabilimento.

“Quando mancano formalmente meno di due settimane alla chiusura del negoziato sull’ex Ilva vogliamo fare un resoconto di quanto prodotto in questi tre anni per tutelare la città, i cittadini, i lavoratori e le imprese dell’indotto, senza mai dimenticare che su quell’impianto di interesse nazionale la competenza è del Governo. Ma dal Governo ci aspettiamo finalmente un coinvolgimento della città e le risposte che tutti attendono». Le diverse azioni hanno riguardato le questioni fondamentali intorno alle quali ruota la vicenda Ilva, su tutti quella ambientale strettamente legata a quella della salute dei cittadini e dei lavoratori. Poi la questione occupazionale che riguarda diverse migliaia di dipendenti della fabbrica e delle ditte dell’indotto.

Il confronto è inziato tre anni fa, insieme alla Regione, con un ricorso, impugnando il Dpcm che prorogava i termini per effettuare gli interventi di ambientalizzazione degli impianti previsti dall’Aia. E’ proseguito poi con azioni più concilianti come la prima richiesta di accordo di programma, “a gennaio del 2018, con la quale si propose un percorso di accompagnamento di eventuali esuberi e la chiusura delle fonti inquinanti, passando per il riesame dell’AIA di maggio 2019, necessario per garantire tutele sanitarie più ampie ai cittadini, fino all’ordinanza di chiusura delle fonti inquinanti dello scorso febbraio, che ancora pende davanti al Tribunale amministrativo regionale e sulla quale non è scritta l’ultima parola. L’intervento dell’ente è sempre stato puntuale e incisivo”. Ha sottolineato il primo cittadino.

Intanto è stata rinviata la videoconferenza prevista ieri fra l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, con i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm per un punto di situazione. Il rinvio sarebbe stato determinato da impegni dell’ad Morselli. La data della nuova convocazione dovrebbe essere martedì prossimo. Oggi, invece, è in programma il coordinamento sindacale unitario di Fim, Fiom e Uilm per un esame complessivo della situazione alla luce dello scenario prospettato dal Governo venerdì scorso con i tre segretari generali delle organizzazioni di categoria dei metalmeccanici. L’ingresso dello Stato attraverso Invitalia, con una partecipazione rilevante che successivamente dovrebbe diventare maggioritaria, il ritorno ad un più elevato tetto di produzione, 8 milioni di tonnellate di acciaio e la tutela dei livelli occupazionali, a fine piano, termine previsto nel 2025. Entro la fine di questa settimana dovrebbe tenersi un nuovo incontro, sempre in collegamento video, fra i sindacati metalmeccanici e i ministri dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, dell’Economia Roberto Gualtieri e del Lavoro Nunzia Catalfo. Sono state le organizzazioni di categoria a chiedere un aggiornamento del tavolo tenutosi in videoconferenza venerdì scorso. L’incontro, fino a ieri, non era stato ancora fissato ma considerando l’impegno dei ministri, la convocazione, è attesa nelle prossime ore. Intanto, nel capoluogo jonico, in questi giorni, proseguono le assemblee in fabbrica. La tornata dovrebbe terminare mercoledì prossimo 25 novembre.

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