24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Novembre 2020 alle 10:03:37

Cronaca News

«Fate sesso con me o vi licenzio», arrestato un imprenditore

foto di La caserma dei carabinieri di Lizzano
La caserma dei carabinieri di Lizzano

Violenza sessuale ed estorsione ai danni di due dipendenti: i carabinieri arrestano un imprenditore agricolo di cinquantasei anni. Sono stati i militari della Stazione di Lizzano ad eseguire una ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico emesso dal gip presso il Tribunale di Taranto a carico del 56enne con precedenti penali, originario di un comune limitrofo.

L’uomo, titolare di un’azienda agricola ubicata nel territorio di un altro comune, nello scorso mese di agosto, avendo alle dipendenze due donne di nazionalità albanese, madre e figlia, con continue vessazioni e molestie, sotto la minaccia del licenziamento, le aveva costrette ad avere rapporti sessuali con lui. Dopo il rifiuto di una delle due donne, le aveva licenziate entrambe ma la denuncia presentata dalle vittime ai carabinieri della Stazione di Lizzano e i successivi accertamenti hanno consentito l’emissione del provvedimento che è stato eseguito nella mattinata di ieri.

E proprio riguardo a vessazioni nell’ambito del lavoro agricolo dieci persone, di età compresa tra i 34 e i 55 anni, nove uomini e una donna, residenti nelle province di Taranto e Brindisi, di cui sei già noti alle forze dell’ordine, si sono viste notificare, dai carabinieri del Nucleo Operativo di Policoro e dei Nuclei Ispettorato del Lavoro di Matera e Potenza, in collaborazione con il Raggruppamento Operativo Speciale, un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Matera poiché ritenute responsabili di intermediazione illecita di manodopera da sfruttare nei campi.

Secondo l’accusa avrebbero reclutato braccianti agricoli, provvedendo alla gestione della richiesta di manodopera da parte dei datori di lavoro, e, dopo averli suddivisi in squadre, si sarebbero occupati del trasporto per il successivo impiego nei campi per la raccolta della frutta, in condizioni di sfruttamento. Ai braccianti, controllati dagli autisti affinché lavorassero per 10/12 ore e in assenza delle basilari norme in materia di sicurezza edigiene, venivano corrisposti circa 3 euro all’ora, mentre il resto della paga rimaneva nelle mani dei caporali.

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