23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 21:06:00

L'ex Ilva di Taranto
Acciaierie d'Italia

Interpellato, nel corso del Questione Time alla Camera, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha parlato della vicenda Arcelor Mittal-Taranto. E le sue sono parole che faranno discutere, soprattutto nel suo partito, il Movimento Cinquestelle.

“A me non piace parlare di acciaio verde perchè l’acciaio non sarà mai verde in modo totale. Per poter fare l’acciaio, c’è il carbone o negli impianti di preriduzione dove si crea il preridotto o nell’altoforno. Il carbone c’è e quindi è evidente che non sarà mai un acciaio verde”. “Il piano industriale, di cui Invitalia e ArcelorMittal discutono in questa fase, “prevede – ha ricordato Patuanelli – il rifacimento, la nuova realizzazione di altoforno 5, le manutenzioni di altoforno 4, la realizzazione di due linee elettriche ed un impianto di preriduzione con la piena occupazione a fine piano”.

“Certamente le condizioni degli stabilimenti, da quando lo Stato non c’è più ad oggi, non hanno avuto un incremento del rispetto ambientale, anzi, ed è per questo che l’unica modalità per provare – non è detto che ci si riesca – a tenere insieme sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica, lo Stato deve esserci”. Si è riaffacciata la questione ‘scudo penale’: “Quella della scudo penale è stata chiaramente una scusa. Perché oggi si continua a lavorare e nella interlocuzione in corso non è mai stato più toccato quel tema. Quindi era evidente che non era quello il problema”.

La presenza dello Stato nelle trattative sull’ex Ilva è importantissima, comunque, per garantire la sostenibilità dell’impianto. “L’unica modalità per provare a tenere insieme sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica – ha sottolineato Patuanelli – è che lo Stato deve esserci. E nelle trattative oggi in corso lo Stato c’è, ci sarà e non sarà in minoranza in quello stabilimento”. A parlare di ex Ilva è stato anche – ospite del salotto televisivo di Porta a Porta – anche Domenico Arcuri, il ‘plenipotenziario’ dell’esecutivo per il Siderurgico, oltre che per l’emergenza Coronavirus. “E’ ragionevole dire che siamo in dirittura d’arrivo. Chi fa il mio mestiere con coscienza sa che le cose prima devono arrivare, poi è giusto commentarle ma sarei reticente se non dicessi che siamo in dirittura d’arrivo. Lo Stato all’inizio diventa azionista non di minoranza e questo non è un sofisma. La maggioranza significa avere dal 51% in su, la minoranza dal 49% in giù” ha dichiarato il manager di Invitalia, ospite di Bruno Vespa.

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