05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:15:17

Cronaca News

Processo antidroga “Brothers”: 4 condanne e 2 assoluzioni

Il tribunale di Taranto
Il tribunale di Taranto

Processo antidroga “Brothers”: quattro condanne e due assoluzioni. Il gup del Tribunale di Taranto ha condannato, con il rito abbreviato, Ciro Mappa a otto anni di reclusione, Alessio Mappa a cinque anni e quattro mesi, Salvatore Villani a cinque anni. e Carmelo Mappa a due anni. Il giudice ha, invece, assolto per non aver commesso il fatto Simone Stola, difeso dall’avvocato Angelo Casa e Marco Massaro, assistito dall’avvocato Giuseppe Leoni.

Il pubblico ministero aveva chiesto per tutti una condanna a sei anni di reclusione. La Polizia di Stato a maggio scorso aveva eseguito sei ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 2 ai domiciliari) per concorso in detenzione e vendita di sostanze stupefacenti. Le indagini erano iniziate dopo mirati servizi eseguiti su un circolo ricreativo ubicato in via Orsini, nel quartiere “Tamburi”. Condotte dagli agenti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura avevano consentito di accertare come il piccolo circolo ricreativo fosse in realtà un market della droga, capace di soddisfare la domanda della “clientela” a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Il tutto grazie ad una distribuzione di ruoli e a turnazioni quotidiane che consentivano di non interrompere mai lo spaccio, al punto che lo stesso era divenuto un riferimento sicuro per numerosi consumatori di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’attività, i poliziotti avevano documentato innumerevoli cessioni di sostanza stupefacente, ricostruendo dettagliatamente il collaudato e articolato modus operandi del gruppo, che si caratterizzava per una organizzazione “a staffetta” in cui ciascuno dei componenti, di volta in volta, svolgeva il ruolo di spacciatore, vedetta, custode o corriere. C’era chi, rimanendo in attesa sulla porta, si occupava di ricevere gli acquirenti; chi, una volta ricevuto l’ordine, si occupava di consegnare la sostanza stupefacente e chi, solitamente residente a poca distanza dal circolo, si occupava di custodire lo stupefacente, assicurando così, al gruppo la possibilità di rapidi e costanti rifornimenti.

Infatti, finita la scorta nella disponibilità del pusher, i corrieri si allontanavano in sella a piccoli ed agili scooter, sfrecciando senza difficoltà nel traffico cittadino, per far ritorno, poco dopo, e consegnare le dosi per la vendita al minuto. Eloquente anche l’atteggiamento degli acquirenti i quali, dopo essersi trattenuti all’interno del circolo il tempo strettamente necessario per rifornirsi dello stupefacente, dopo aver occultato la droga si allontanavano dal circolo avvalendosi del controllo della zona operato a turno dagli arrestati.

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