24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Novembre 2020 alle 10:03:37

Cronaca News

Caso Scazzi, “Da Misseri false accuse a Galoppa e alla Bruzzone”


Michele MIsseri

Michele Misseri dovrà essere nuovamente processato per calunnia ai danni dell’avvocato Galoppa e della criminologa Bruzzone. Il fatto che sua figlia Sabrina sia stata condannata per l’omicidio non cancella il peso calunnioso delle sue accuse. In 10 pagine la Cassazione spiega perché lo zio di Sarah Scazzi non può essere assolto. Come riferito nell’edizione dello scorso 31 ottobre, la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’Appello di Taranto dal reato di calunnia aggravata e continuata nei confronti del suo ex difensore Daniele Galoppa e della sua ex consulente, la criminologa Roberta Bruzzone.

Ad impugnare il verdetto favorevole col ricorso è stato il procuratore generale. In sintesi, Misseri ha sostenuto di essere stato indotto dal legale e dalla criminologa ad accusare falsamente la figlia Sabrina dell’omicidio di Sarah. Secondo la sua versione (l’ultima di una lunga serie) il 26 novembre 2010 sarebbe stato lui ad uccidere la nipote. Ma la sentenza definitiva di ergastolo, dopo tre gradi di giudizio, ha stabilito che l’omicidio è stato commesso dalla figlia Sabrina, in concorso con la madre Cosima. Pertanto, poiché il fatto, come è stato poi accertato dal processo, era vero, quella verso la figlia non era una falsa accusa.

Quindi Misseri, secondo i giudici di secondo grado, non poteva essere condannato per calunnia. Di tutt’altro parere, invece, la Cassazione che, accogliendo il ricorso del procuratore generale, ha stabilito che lo zio di Avetrana non può essere assolto in quanto “non è rilevante se Sabrina avesse o meno commesso l’omicidio della cugina, ma se Galoppa e la Bruzzone avessero o meno formulato o concorso a formulare quella che al momento risultava la calunnia in danno della Misseri; se dunque, l’imputato, nell’accusare il suo difensore e la sua consulente di averlo indotto ad accusare la figlia, avesse riferito una circostanza vera o avesse alterato la verità dei fatti accaduti”.

I giudici della Sesta Sezione (presidente Anna Petruzzellis, relatore Ercole Aprile) hanno disposto il rinvio alla Corte d’appello di Lecce “che, nel nuovo giudizio, si uniformerà all’indicato principio di diritto”, ossia alle motivazioni dell’annullamento. Inoltre hanno rigettato, in quanto inammissibili, i ricorsi degli imputati Misseri e l’ex difensore Fabrizio Gallo; quest’ultimo rispondeva di diffamazione. Misseri, difeso dall’avvocato Ennio Blasi di Statte, è detenuto in carcere a Lecce dove sta scontando la condanna a 8 anni di reclusione per aver occultato il corpo di Sarah in un pozzo. Moglie e figlia, invece, stanno scontando l’ergastolo.

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