23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 13:48:00

Le pettole, tra i simboli del Natale a Taranto
Le pettole, tra i simboli del Natale a Taranto

La settimana che va dal 21 al 28 novembre vede al centro dell’attenzione della nostra rubrica, ideata e curata da prof. Antonio Fornaro, la festività di Santa Cecilia che apre il lungo periodo natalizio, formato da 46 giorni, e che fa dello stesso il Natale più lungo del Mezzogiorno d’Italia. Sarò questo, insieme ad altri il tema dell’approfondimento di Fornaro. Questi i santi della settimana: Cecilia, Clemente, Fermina, Caterina d’Alessandria, Virgilio, Giacomo, Flora, Leonardo da Porto Maurizio. Per quanto riguarda Santa Cecilia ricorderemo che è patrona della musica e dei musicanti e, anche se sposata, morì da martire mantenendo la verginità. San Clemente fu il terzo Papa e affermò la supremazia della Chiesa di Roma.

L’Imperatore Nerva lo fece gettare in mare con un’ancora ma sulla sua salma emerse un tempio di marmo mentre le acque si ritiravano di tre miglia. Santa Caterina di Alessandria rifiutò l’amore di Massenzio che la fece rinchiudere in cella a morire di fame. Nutrita da una colomba superò ogni tortura ma alla fine fu decapitata. Il Beato Giacomo Alberione nacque verso la fine del 1800 a Roma ed è morto nel 1971. Nel 1914 fondò la società San Paolo alla quale appartiene la famiglia Paolina. Promosse periodici come la Famiglia Cristiana e il Giornalino per i ragazzi.

Giovanni Paolo II lo beatificò nel 2003. San Giacomo della Marca fu francescano e discepolo di San Bernardino da Siena. Il Papa lo mandò a predicare in diverse nazioni europee. Combattè l’usura, creò i monti di pietà dove i poveri potevano impegnare le proprie cose e riscattarle con poco. Questa settimana la Chiesa Cattolica festeggia la Madonna sotto i titoli di Nostra Signora dei Pellegrini, Dei Rimedi, Della Medaglia e Della Culla. Questi i detti della settimana: “Carne che cresce, se non la giri imputridisce”, “Di Santa Caterina la neve è sopra la spina”, “Di San Clemente l’inverno mette il primo dente”, “L’aglio è il farmaco dei poveri”, “Male non fare e paura non avere”.

Il 21 novembre la Chiesa di Venezia festeggia la Madonna della Salute che viene anche festeggiata sotto tale titolo a Taranto, Catanzaro, Modena, Sassari e Teramo. Queste le effemeridi della settimana: il 25 novembre 1905 nasceva nella sua casa natale nella Città Antica il poeta dialettale Gregorio Andriani. Il 9 novembre 1905 moriva il poeta dialettale Emilio Consiglio. Il 24 novembre 2008 moriva Giovanni Acquaviva, storico, narratore e direttore del Corriere del Giorno. Il 28 novembre 1927 nasceva la nuova edizione della Fiera dei Due Mari. Il 24 novembre 1947 si svolgeva il primo Consiglio comunale del dopoguerra e a maggioranza assoluta vinceva la Lista Blocco Popolare. Il 26 novembre 1812 a Taranto ci fu una nevicata così intensa che gelò anche il fiume Galeso. Come è noto quest’anno Santa Cecilia sarà festeggiata in tono minore a causa del coronavirus. Nel passato erano gli zampognari che svegliavano i tarantini al suono delle nenie ma dal 1870, quando Giovanni Ippolito compose la prima, le pastorali l’hanno fatta sempre da padrone.

Oggi sono poche le famiglie che impastano la sera del 21 novembre l’occorrente per friggere le pettole perché, soprattutto alle ragazze di oggi, dà fastidio l’odore penetrante dell’olio fritto. Nel passato le pettole si offrivano ai bandisti e la nonna di Fornaro metteva la prima pettola fritta sotto la testa della statuina di Gesù Bambino perché rappresentava la bambagia che formava il cuscino per Gesù. Tradizione vuole che le pettole vengano consumate calde e spolverate di zucchero. La pettola viene definita “la frittella dei poveri”. A Taranto è grande il culto verso Santa Cecilia ed è attestato dalla statua presente in san Cataldo dal bel dipinto che si trova nel Museo MarTa e che fa parte della collezione pittorica di Mons. Giuseppe Ricciardi. Inoltre ricordiamo che nella ex Chiesa della Madonna della Scala c’era una reliquia della Santa che poi andò dispersa. Ricordiamo, infine, che Santa Cecilia si ritrova il patronato della musica e del canto senza aver mai conosciuto in vita tali arti. Era una nobile romana che sposò un tale Valeriano. Morì decapitata e il suo corpo fu sepolto nelle catacombe di San Callisto. In seguito fu trasferito nella Chiesa di Trastevere. L’equivoco sulla conoscenza della musica da parte della Santa nacque perché sulla sua tomba era scritto che cantò le lodi nel suo cuore e la gente pensò che lei fosse esperta di musica e fu ritratta nelle opere d’arte intenta a suonare l’arpa e il pianoforte.

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