27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 21:58:00

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Verso il Natale a Taranto, la Città Vecchia si accende di luci

foto di Verso il Natale
Verso il Natale

Negli anni Sessanta, non prima della festa dell’Immacolata si provvedeva all’allestimento luminoso delle nostre strade. Ne era incaricata una nota ditta del barese, la medesima incaricata per la nostra festa patronale, che depositava gli addobbi da montare in un locale di palazzo degli uffici. Si trattava, in pratica, di luminarie non particolarmente elaborate, in genere grandi stelle comete e abeti stilizzati con lampadine ad incandescenza, ormai soppiantate da quelle a risparmio energetico ma meno splendenti. Per il montaggio per le strade, gli operai si arrampicavano su alte scale con abilità da acrobati, assicurando il tutto con fil di ferro ai balconi, spesso con disappunto, ma non più di tanto, delle residenti che si vedevano così violare la privacy.

Ma avere quelle straordinarie luminarie sotto casa facilmente faceva superare il disagio per tanta invadenza. Qualcuna, anzi, ne era così contenta da offrire il caffè all’operaio che lo sorseggiava pericolosamente appollaiato alla sommità della scala. Al momento della prima accensione, poi, tutti con naso all’insù, colmi di meraviglia infantile. Le luminarie del Centro, poste a rallegrare lo shopping natalizio, non suscitavano però il palpito di poesia delle “serie” luminose che allora in gran quantità si disponevano ai balconi. Tanto erano umili le vie più periferiche (il ricordo va soprattutto a via Duca Degli Abruzzi e via Regina Elena), tanto più numerose erano quelle lucette, fisse e intermittenti, dai tanti colori.

E nelle serate festive, quando le insegne dei negozi erano spente, quelle strade assumevano un aspetto fantastico ed emozionante: ancor più a notte fonda, quando le bande cittadine, con i musicanti ben imbacuccati, sotto quei balconi suonavano le tradizionali melodie natalizie. Lo spegnimento di quelle “serie” avveniva in genere solo una volta nel periodo natalizio, cioè nella notte di San Silvestro, quando le scintille di bengala e girandole potevano provocare inconvenienti ai fili elettrici. Col tempo l’usanza delle luci alle ringhiere dei balconi è andata alquanto affievolendosi, consolidandosi però in taluni scorci della Città vecchia dove, specie in occasione di concerti, processioni ed eventi culturali, i tarantini hanno potuto riassaporare atmosfere natalizie della propria infanzia, come in vico Nasuti, via Cava, salita San Martino e vico Statte con la suggestiva “cascata” luminosa.

E tanti ne approfittano per immortalare quelle scenografie con il cellulare, inviando anche una originale cartolina d’auguri via whatsapp ai propri cari lontani, ma che magari anche loro in questi vicoli hanno vissuto momenti significativi della loro esistenza. Il tutto, sognando una vita nuova per i tanti edifici abbandonati, ai cui balconi nessuno si affaccia più da tempo. Chissà se anche questi, un giorno, potranno finalmente essere rallegrati dalle “serie” natalizie, umili ma pregne di poesia.

 

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