27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 21:58:00

Cultura News

La scomparsa: Ivo Pavone, maestro del fumetto italiano

foto di Ivo Pavone
Ivo Pavone

Se n’è andato anche lui in questo nefasto 2020. Era l’ultimo testimone di una straordinaria esperienza: insieme a Hugo Pratt, Mauro Faustinelli, Alberto Ongaro, ha fatto parte del gruppo di autori che, a Venezia, alla fine delle Seconda Guerra Mondiale, realizzarono la rivista “Asso di Picche” della leggendaria Uragano Comics, alla quale deve l’esordio nel mondo del fumetto. Anche se dai più è conosciuto come uno dei “Maestri veneti del Fumetto”, Ivo Pavone, in realtà, era nato a Taranto il 12 novembre 1929, esattamente 91 anni fa, figlio di un maresciallo della Marina Militare che, per lavoro, nel 1939, si trasferisce con la famiglia a Venezia.

È lui stesso a ricordarlo in una intervista risalente al 2006 (dalla rivista “Nuvolette” n. 1): «Fu nell’agosto del 1939 che mio padre, maresciallo della Marina, fu trasferito a Venezia. Mio padre era tarantino, mentre mia madre era nativa di Lissa, città della Dalmazia. Durante la Prima Guerra Mondiale, Lissa fu occupata dagli italiani e per loro fu amore a prima vista». «I miei ricordi della Taranto ante ’39 sono bellissimi e indimenticabili. Abitavo in via Crispi, – dichiara a “Nuvolette”, sempre nella sua intervista del 2006 – nelle palazzine sottufficiali della Marina. Vi pare che uno possa dimenticare? Le partite di pallone al Monte delle Vacche (dove attualmente sorge l’ospedale Santissima Annunziata – ndr). I bagni all’isola di San Pietro. Le vacanze d’estate a Leporano: mi ricordo una baia chiamata Luogo Vivo con un mare da favola».

È a Venezia che Pavone, ancora ragazzo, incontra Hugo Pratt e condivide con lui la passione per i fumetti che arrivavano da oltreoceano: Cino e Franco, Bob Star, L’Uomo Mascherato. Poco più che ventenne, parte alla volta del Sudamerica: «Erano passati appena sei anni dalla fine della guerra ma la “voglia di America” era molto forte. Hugo Pratt, Paolo Ongaro e Mario Faustinelli erano partiti per l’Argentina nove mesi prima e, quando Pratt mi invitò a raggiungerli, non esitai un attimo. Avevo ventuno anni. Pratt convinse Cesare Civita (ebreo fuggito in Sudamerica, dopo l’emanazione delle leggi razziali – ndr) dell’Editorial Abril che ero un buon disegnatore e che sarei stato utile. In realtà è stata la grande amicizia che ci univa fin dal tempo di guerra a far sì che io lo raggiungessi, anche se come disegnatore ero molto inesperto».

Lì scrissero una pagina memorabile del Fumetto mondiale, grazie anche all’incontro con Héctor German Oesterheld, autore del capolavoro mondiale L’Eternauta: «È stato un momento molto esaltante. Oesterheld aveva lasciato l’Editorial Abril e si era messo in proprio pubblicando due riviste: “Hora Cero” e “Frontera”. Io gli piacevo come disegnatore, per lo stile e per la voglia di fare. Mi propose due soggetti western: “Hueso Clavado” e “Verdugo Ranch” che ebbero molto successo. Si era formato un gruppo stupendo con Hugo Pratt mattatore, Guglielmo Letteri, Arturo del Castillo, Solano Lopez». Con il suo rientro in Italia nel 1962, continua la sua carriera di disegnatore. Tantissime le sue collaborazioni: per la Francia, disegna ben 60 episodi dell’eroe maschera to Rakar e poi I Cavernicoli, oltre a 30 episodi di Dick Demon, pubblicati anche in Italia dalla Dardo. Per l’editore italiano Barbieri (Erregi) disegna alcuni tra i primi numeri della serie “Terror”.

Per la Edifumetto, realizza il volume unico di Lupo Bianco, fumetto creato graficamente proprio da Pavone. Collabora anche con le riviste “Lanciostory” e “Skorpio” e disegna alcune storie per il “Corriere dei Ragazzi” (diventato “Corrier Boy”). Per Bonelli, disegna diversi episodi di Judas su testi di Ennio Missaglia, serie western che si interrompe dopo soli 16 numeri. Sempre su testi di Missaglia, realizza alcuni episodi di Gil, altro fumetto western Bonelli che chiude dopo neanche un anno di pubblicazioni. Nel 1994, a 65 anni, disegna la sua ultima storia per “Zona X” n.7 (Bonelli) intitolata “Invasione!” e chiude la sua carriera, ritirandosi nella sua casa al Lido di Venezia. Nell’agosto 2020, afflitto ormai da un male incurabile, allestisce per la prima volta una mostra di originali presso la Galleria delle Cornici, al Lido. È la sua ultima uscita pubblica: il 20 novembre ci saluta per sempre.

Lui si considerava solo un modesto “artigiano del fumetto” e non voleva che lo si chiamasse “maestro”: «I maestri sono altri», diceva. La sua umiltà dovrebbe essere un esempio per tutti e sopratutto per i suoi conterranei. Lui ha scritto la storia del fumetto mondiale, ma l’unico riconoscimento che abbia mai ricevuto dagli italiani è il Premio Nuvolette nel 2014, riservato ai professionisti del fumetto di origini tarantine. E non pensiamo, infine, che sia un’enormità chiedere di dedicargli una via nella sua città natale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche