01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 17:54:00

Cronaca News

Pm positivo al covid, il processo Ambiente svenduto continua

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Processo Ambiente Svenduto

La richiesta di rinvio dovuta ad caso di Covid è all’origine di un nuovo scontro fra collegio difensivo e Corte d’Assise. Il processo Ambiente Svenduto, tornato ieri in aula secondo calendario, è stato scosso dalla positività del pubblico ministero maggiormente presente in udienza. Durante i test a cui sono stati sottoposti magistrati e altri dipendenti della Procura di Taranto nei giorni scorsi, il magistrato è risultato positivo.

La notizia, appresa domenica, peraltro attraverso i mezzi di informazione, hanno lamentato alcuni esponenti del collegio difensivo (“allarmanti cortocircuiti comunicativi“), ha fatto scattare la richiesta di slittamento dell’udienza “per aver condiviso l’aula, per circa nove ore per tre giorni consecutivi“ e per aver avuto “contatti frequenti e ravvicinati sia durante l’attività istruttoria sia nelle pause dell’attività processuale mediante la condivisione dell’area ristoro antistante l’aula di udienza“. Il rinvio, hanno spiegato i legali nell’istanza, è motivato dalla necessità di sottoporsi ai test per escludere un eventuale contagio. Per la stessa motivazione, il contatto ravvicinato col pm, il testimone che ieri doveva terminare il suo esame in aula come consulente della difesa, l’ingegner Giancarlo Fruttuoso, ha comunicato la sua assenza. Entrambe le richieste sono state rigettate dalla Corte d’assise perché ritenute un escamotage per allungare i tempi del processo. Nell’ordinanza, il presidente Stefania D’Errico ha anche censurato pesantemente l’atteggiamento dei difensori, alcuni dei quali non erano presenti in aula, definendo l’assenza una “condotta quasi al limite della configurazione dell’abbandono del diritto di difesa“.

Anche le ragioni del consulente sono state ritenute infondate dalla Corte che lo ha multato e ha disposto il suo esame nell’udienza del 9 dicembre. Secondo la Corte non ci sono le condizioni per la sospensione del processo come a marzo scorso: “A differenza delle normativa di urgenza emanata dal marzo del 2020, quella successiva non ha previsto alcuna sospensione generalizzata della attività giudiziaria, stabilendo di contro alcune previsioni finalizzate alla gestione di ipotesi in cui si riscontrino situazioni positività”. L’ordinanza fa riferimento alle norme e ad eventuali casi di testimoni, imputati o periti sottoposti a quarantena, a isolamento fiduciario o ad altro provvedimento anti contagio. Casi fra i quali non rientrerebbe quanto si è verificato ieri.

Nei confronti dei legali e del teste assente, il Codacons, rappresentato in aula dall’avvocato Ursini, ha preannunciato una nuova denuncia. Secondo il Codacons, che assiste alcune parti civili nel procedimento, “la difesa cerca di evitare la giusta condanna dei responsabili attraverso avvocati che sistematicamente fanno ostruzionismo”. Il Codacons, in una nota, fa sapere che presenterà denuncia “per oltraggio a magistrato, ostacolo alla giustizia e abbandono della difesa, con contestuale richiesta all’Ordine degli avvocati di sospendere dalla professioni i legali della difesa, e provvedimenti sanzionatori fino agli arresti domiciliari a causa della recidiva nei reati ostruzionistici a danno della giustizia”. Ovviamente sarà la magistratura competente ad esprimersi su un eventuale esposto.

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