05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

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Taranto, il Palazzo di Città come era nel 1902 e com’è adesso

Il Palazzo di Città di Taranto
Il Palazzo di Città di Taranto

L’attuale Palazzo di Città ha cominciato ad ospitare gli uffici comunali nella seconda metà dell’800; molto probabilmente in precedenza i Consigli comunali si riunivano nel Convento di San Francesco in Via Duomo. Agli inizi dell’800 gli uffici comunali erano ubicati al piano terreno dell’attuale palazzo di Città che allora era un palazzo a due piani (piano terreno e primo piano) al cui piano superiore erano gli appartamenti del Regio Governatore. Abolito con l’avvento dei francesi il governatorato, l’appartamento del Governatore fu adibito a carcere giudiziario.

Ma il Palazzo del Governatore non aveva la stessa configurazione dell’attuale Palazzo di Città. La costruzione ereditata dal nuovo Regno era malridotta ed era attraversata da un sottarco denominato “Arco del Governatore”. Tale arco metteva in comunicazione, attraverso l’atrio del palazzo, Piazza Castel Sant’Angelo con la città vecchia e sboccava su Vico Municipio. Quell’arco permetteva ai cittadini che dovevano entrare nella città vecchia, di evitare di fare il giro da Vico Nasuti e per questo era diventato un luogo di passaggio molto frequentato.

Oggi il passaggio sotto quell’arco, tuttora esistente è, per ovvi motivi, inibito da un portone che rimane perennemente chiuso. Nel 1864, Sindaco Angelo Farese, l’Amministrazione comunale incaricò l’architetto Davide Conversano, autore del piano regolatore del Borgo, di redigere un progetto per la costruzione di un Grafica: SPARTA soc. coop. nuovo edificio destinato ad essere il nuovo Municipio di Taranto. Ma Davide Conversano morì e il suo progetto fu realizzato dall’ingegner Giovanni Galeone sullo stesso sito dove sorgeva il Palazzo del Governatore. I lavori iniziarono nel 1866 e terminarono nel 1869. Il Palazzo di città fu inaugurato nel giugno del 1869 con un discorso dell’allora Sindaco Giuseppe De Cesare. Appena un anno dopo però, il 29 maggio 1870, il secondo piano del palazzo andò in fiamme e si dovette pensare a ricostruirlo. Una volta ricostruito il Palazzo diventò la sede davvero prestigiosa della Municipalità tarantina. Al secondo piano si svolgevano i lavori del Consiglio comunale, mentre al primo piano era ubicato l’ufficio del Sindaco con il suo Gabinetto e la sua Segreteria.

Sempre sullo stesso piano si trovava il prestigioso Salone degli Specchi dove si svolgevano le cerimonie ufficiali e si davano i ricevimenti che la Municipalità tarantina organizzava in onore degli ospiti, delegazioni straniere, visite di ministri, ambasciatori, principi reali ecc. Così Cesare Giulio Viola, figlio di Luigi Viola Sindaco della città negli anni 1890-1891, in “Pater” parla del Salone degli Specchi del Municipio durante un ballo dato dal padre in onore degli Ufficiali della squadra navale che giungeva per la prima volta nelle acque di Taranto “Le sale, al primo piano, s’erano mutate, come suol dirsi, in una serra; dai grossi vasi di terracotta gli acanti, le camelie, i viburni, gli oleandri fioriti propagavano un profumo di giardini mediterranei.

Festoni di lauro, legati nei nastri che ostentavano i colori del Comune, pendevano dall’alto delle pareti, come lunghe code di volpi…..Pareva di stare al Quirinale!” Le funzioni del Palazzo di Città rimasero sempre le stesse per oltre sessanta anni. Ma la sfortuna perseguiterà ancora una volta il secondo piano del Palazzo che non ha mai avuto una vita facile neanche negli anni più recenti del secondo dopoguerra. Fino agli anni sessanta esso aveva ospitato l’aula consiliare e gli Uffici di Ragioneria finchè, negli anni 70, una tempesta sfondò il tetto. Tutto il secondo piano fu dichiarato inagibile per cui l’aula consiliare fu trasferita temporaneamente al primo piano e gli uffici della Ragioneria al piano terreno. Dagli anni 70 fino al 2000 i lavori del Consiglio comunale si sono svolti nel Salone degli Specchi.

Negli anni 85-90 l’Amministrazione comunale ha dato il via ad un importante programma di recupero di immobili di pregio della città vecchia (Palazzo Pantaleo, Palazzo Galizia. Convento di Santa Chiara ecc.) nel quale era compreso il definitivo recupero e la riqualificazione dell’intero edificio. In tal modo l’aula consiliare, completamente ristrutturata e recuperata, è tornata nella sua sede originaria al secondo piano e il Salone degli Specchi, restituito al suo antico splendore, è ritornato ad essere la sede di rappresentanza della Municipalità tarantina. Un cenno a parte merita l’orologio che sormonta l’edificio. Nella prima stesura e realizzazione del progetto Conversano del 1865 tale orologio non figurava, vedi le foto d’epoca che vengono riportate. Esso compare nella seconda stesura del progetto, quello realizzato da Galeone ai primi anni del nuovo secolo, e nella realizzazione dell’edificio, 1929, che sarà poi quella definitiva.

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