19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

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Zerosettanta, ecco il Volume Uno

foto di Renato Zero
Renato Zero

ROMA – «Sono stato abituato a vivere il Natale con la ritualità essenziale, con la magia che possa trasmettere e con il silenzio che si festeggia: ho sposato questa tradizione, mi mancherebbe la messa di mezzanotte e ringrazio il Padreterno di avermi offerto tutte le opportunità; oggi non c’è bisogno del cenone sfarzoso e dobbiamo mettere in tavola la nostra sensibilità».

Parole sante pronunciate da Renato Zero in chiave pandemica durante l’incontro a distanza per la presentazione dell’album “volume uno” che chiude la trilogia di “Zerosettanta”. Il fil rouge che lega le nuove canzoni è ancora una volta l’amore. «In buona sostanza c’è amore in tutte le tracce, per la musica, per il pubblico – ha riflettuto l’artista – C’è sempre odore di tenerezza e di passione, parametri stretti dell’amore, e persino nella paura c’è amore, nel figlio che esce di casa: tutto si può coniugare attraverso l’amore ed è difficile comunicare se esso manca. La musica è come un salvagente provvidenziale, consente di raggiungere un approdo sicuro e duraturo: il mio regalo è quest’ultima finestra, dove affacciarsi nei momenti difficili». Renato Zero non ha intenzione di concludere il viaggio lungo tre mesi con le 40 canzoni inedite da lui intrapreso.

«Quando ho messo insieme i brani, dovevo mettere ordine a certi accostamenti, che fornissero quella scaletta che rallegrava – ha accennato – La bontà del progetto è nella cancellazione di questo mostro per riempire una solitudine indotta: stiamo tutti puntando la nostra attenzione su questo problema, e non è da poco». Un pensiero il cantautore lo ha avuto per la scomparsa di Diego Armando Maradona. «Ho tutt’ora un dialogo su Maradona e sullo sport con Gianni Minà – ha confidato – Pur non avendolo mai conosciuto e come se fosse mio cugino per i racconti che mi ha sempre fatto e me lo ha fatto amare anche se lui non ha mai accettato un Maradona sulle righe e fa una sorta di ammenda sul suo privato. Io ho perso Gigi Proietti e tutti piangono la scomparsa di un grande: me lo trovavo sempre davanti nelle trattorie e la sua barzelletta era il peccato di gola».

Renato Zero sta vivendo, come tutti, questo periodo di pandemia. «Questo distacco dalla normalità ci penalizza tutti, ma ci rifaremo, almeno questo è l’auspicio e mi auguro che si riprenda a vivere – ha precisato – Per fortuna non mi sento solo, ho il conforto di avere una famiglia numerosa, ho un figlio con due nipoti straordinari che colmano quelle distanze tra la professione e gli spazi affettivi. Mi manca l’incontro del precovid, quella password che ti apre al mondo, che ti fa sentire padrone della strada, di conversare, di utilizzare il tavolo di una trattoria per fare amicizia, per raccontarsi». In questo terzo ed ultimo capitolo, intimo, immediato e sincero come quelli che l’hanno preceduto, si snodano 13 nuovi brani e ancora una volta si ritrovano e si consolidano le collaborazioni che hanno arricchito tutti e tre i lavori. «Ecco dunque la mia ultima produzione, il terzo di tre album: perfetti, per festeggiare le mie stagioni con grande soddisfazione – ha osservato – Quaranta brani, rappresentativi di un trascorso che qui vuole ribadire lo sforzo e l’attenzione verso quella coerenza che mi ha sempre contraddistinto. Il filo del discorso sono questi miei rumorosi 70 anni, riflessioni e bilanci, tracce del mio passaggio».

Ad aprire questo capitolo discografico è il brano “Amara melodia”. «Faccio fatica ad immaginare che la musica non debba avere un futuro e una responsabilità nella gestione cautelativa debba dipendere da chi gestisce questi messaggi – ha confessato – Per fortuna io ho guadagnato quella indipendenza lavorativa per fare sempre meglio e con la libertà di scrivere: un osservatore pensante e parlante, si, un raccoglitore di anime, con un costante rispetto ed innamoramento verso la melodia». Renato Zero non ha in progetto concerti per il prossimo anno. «Mi Attengo alle regole e lo farò quando mi verranno date delle garanzie – ha concluso – Continuo comunque a lavorare non solo sul palco o nella sala di registrazione, ma anche in un bar, all’aperto, in un taxi, perché prendo spunto da tutto quello che vivo. Io guardo avanti, anche se il mio futuro si è andato via via assottigliando, non incidendo però sul mio entusiasmo e sulla mia creatività».

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