25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Cronaca News

Cultura e ambiente, come ripensare le città dopo la pandemia

MarTa
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La pandemia è un vero e proprio shock. Quando tutto questo sarà finito le città non saranno più le stesse. E’ il pensiero di Walter Veltroni, ex sindaco di Roma intervenuto ieri al forum via web dedicato a Taranto sul tema “Città come cultura”, promosso dal Maxxi di Roma. L’iniziativa ha visto l’intevento dei sindaci di Taranto Rinaldo Melucci e di Parma, Federico Pizzarotti, dell’assessore regionale alla Cultura, Massimo Bray e della direttrice del Museo di Taranto Eva Degl’Innocenti.

“Abbiamo bisogno di riportare le città più vicino possibile ai cittadini a partire dai servizi culturali, sociali, scolastici e sanitari – ha dichiarato Veltroni – abbiamo bisogno di creare delle comunità nell’ambito del quartiere per poi dare vita ad una comunità cittadina più coesa”. Per chi fa il sindaco, ha sostenuto Veltroni, “il cambiamento dura quanto la sua credibilità. Parma e Taranto – ha sottolineato – hanno storie diverse ma hanno una grande tradizione culturale e sociale e su questa si può fare leva per immaginare una città diversa”.

Veltroni, parlando anche da ex primo cittadino di Roma, ha detto che “i sindaci devono avere passione civile e trasformarla in cambiamento della vita delle persone, perché i sindaci hanno la grande possibilità di cambiare la vita delle persone. Per le persone della mia città – ha detto Veltroni riferendosi alla sua esperienza nella Capitale – io vengo ancora identificato come sindaco malgrado siano trascorsi 13 anni”. Le crisi di enorme portata come quella innescata dal Covid possono offrire anche delle occasioni di cambiamento in senso positivo. “Siamo immersi nel presente ma nei momenti di grande crisi, e questo lo è, la grandezza del discorso pubblico – ha fatto notare Veltroni – sta nel progettare immaginare e costruire ciò che viene dopo.

Dopo la guerra, non ci si preoccupava solo di rimuovere le macerie, ma di ricostruire in vista del dopo. Oggi manca la visione non mancano i sindaci”. Il tema dell’ambiente è d’obbligo: “Dobbiamo far capire alle persone che la riconversione dell’economia è una cosa positiva che genera lavoro migliore e vita migliore” ha aggiunto Veltroni, per il quale l’ambiente e la riconversione saranno “la locomotiva” del rilancio economico.

“Ambiente, istruzione, formazione permanente tutta la vita per accompagnare i cambiamenti, infrastrutture materiali e immateriali, sono le cose che servono, ma bisogna avete la forza di immaginare il dopo mentre siamo ancora immersi in questa tempesta”. Ha concluso Veltroni. Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha evidenziato come Taranto in fatto di cultura sconti un ritardo: “Taranto deve colmare sotto il profilo della cultura e delle infrastrutture. Una cultura che qualcuno in passato ha ancorato solo all’industria siderurgica, al Pil e alla produzione.

“La monocultura industriale – ha dichiarato Melucci – ci ha privato della propensione naturale di una comunità ad autodeterminarsi, ad innovarsi e ad assumersi il rischio di impresa”. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma capitale europea della cultura 2020 e 2021, nel suo intervento ha reso merito alla Città dei due mari e alle sue radici magno-greche: “Taranto all’esterno ha un’immagine peggiore rispetto a quello che è effettivamente la città perché ci si appiattisce sull’Ilva, ma Taranto non è solo questo. Parma – ha detto – ha una tradizione al cambiamento e di voglia di sperimentazione. Ha combattuto il fascismo, è stata la città dove hanno debuttato le liste civiche e il M5S ha espresso un sindaco. Un percorso che poi ci ha portato a meritarci il titolo di capitale della cultura e capitale della gastronomia Unesco”. Anche Pizzarotti si è soffermato sul dopo Covid e sui cambiamenti: “Spero l’accelerazione su smart working e didattica a distanza evitino di spopolare le piccole comunità”.

Il ritorno a fare squadra, anzi a fare comunità, è un punto fondamentale da cui ripartire secondo l’ex ministro della Cultura e direttore generale della Treccani Bray: “La parola comunità è sparita dal nostro vocabolario. Invece dobbiamo trovare la capacità di stare insieme, solo così potremo ricreare il Sistema Paese. Oggi è difficile immaginare la cultura al MarTa come una piattaforma a se stante. Lo stesso vale per le piattaforme del ministero Beni culturali, del Maxxi o della Regione Puglia. Dobbiamo creare le connessioni”. Bray ha evidenziato il ruolo della cultura nel rilancio di una città citando l’esempio di Matera capitale europea della cultura: “Fu un grande sforzo del presidente Letta. L’Europa ce lo riconobbe, fu un grande lavoro di squadra e l’Italia fu il primo Paese a mettere al centro la cultura per rilanciare una città come Matera. Ecco perché il Paese ha bisogno di creare reti e di tante forme di essere comunità”. Per la direttrice del Museo, Eva Degl’Innocenti, “la città è cambiata in senso positivo. Se prima a Taranto era impensabile fare partenariati e pensare ad un Museo non solo attrattore ma attivatore, oggi non è più così”. Per Degl’Innocenti, “da quando siamo partiti con l’autonomia nel 2016, abbiamo avuto più 50 per cento di visitatori e più 80 per cento di incassi. Otto anni fa era avveniristico che Taranto potesse rinascere da questo punto di vista”.

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