23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 13:48:00

Cronaca News

Un “Aquilone” per far volare in alto tutti i ragazzi di Paolo VI

foto di L’équipe dell’oratorio centro giovanile “L’Aquilone” delle Figlie di Maria Ausiliatrice
L’équipe dell’oratorio centro giovanile “L’Aquilone” delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Al Paolo VI, nel piazzale Nenni, l’oratorio centro giovanile “L’Aquilone” delle Figlie di Maria Ausiliatrice, in collaborazione con l’Associazione Vides Paolo VI, da circa vent’anni anima il quartiere, impegnando soprattutto i ragazzi con un vasto programma di attività pastorali, ludiche ed educative. In un periodo solitamente fervente di preparativi per le imminenti festività natalizie, fra canti e urla gioiose dei piccoli, gli ambienti oratoriali oggi sono invece avvolti dal silenzio. Anche qui il Covid 19 ha colpito, costringendo all’inattività suor Mariarita Di Leo, responsabile dell’oratorio, e suor Rachele Torchia, direttrice della comunità, le anime di questa bella realtà.

“Ancora una volta – riferiscono – don Bosco ci ha fatto il miracolo: gli avevamo chiesto di tutelare la salute di tutti quelli che frequentano questo luogo e così è stato. La nostra comunità si è ammalata, ma nessuno altro è stato toccato. L’Asl, infatti, non ha avuto necessità di effettuare tracciamenti in oratorio, perché non era il luogo del contagio e perché avevamo operato le scelte nel rispetto delle normative in materia. La malattia ha portato delle complicanze, ma grazie al supporto del dott. Zizza e ai giovani medici dell’Usca (le Unità speciali di continuità assistenziale Covid) che rischiano ogni giorno la vita, al dott. Maranò, eccellente pneumologo, stiamo superando i momenti più problematici”. Di fronte a tale situazione, torna alla memoria uno dei primi proverbi appresi dai sussidiari della scuola primaria: “Sotto la neve, pane”. La nevicata, intensa e improvvisa, è la malattia che costringe all’inattività, proprio nel periodo più bello dell’anno.

La sosta forzata nel contempo porta a riflettere e a stendere un bilancio di quanto compiuto finora e di programmare, al ritorno alla normalità, una ripartenza-sprint, piena di entusiasmo come sarebbe appunto piaciuto a Don Bosco e a Madre Mazzarello, fondatori delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Riprenderanno le attività rivolte alle varie fasce di età in una logica intergenerazionale, attraverso progetti finanziati e autofinanziati, con la collaborazione delle parrocchie, delle scuole Pertini, Falcone e Pirandello e delle agenzie educative che operano sul quartiere. Fra le tantissime iniziative intraprese in tutti questi anni vanno citati: il doposcuola per alunni delle scuole primarie, secondarie di I e II grado, supporto importante per contrastare la dispersione scolastica; l’animazione socioculturale; lo sport; i corsi di alfabetizzazione per giovani donne per il conseguimento della licenza elementare e media; le attività ludicoricreative, fra cui l’Estate Ragazzi; i laboratori musicali, teatrali e di creatività; la formazione ai valori della vita e alla cultura della legalità; il laboratorio di taglio e cucito; lo sportello specializzato nel supporto alle famiglie del quartiere “Punto Ascolto Donna”.

E tanto altro ancora. “Terminata la pandemia – spiegano – vorremmo dar vita a un servizio riqualificato, che supporti le famiglie attraverso un buon doposcuola, con giovani che si vogliono mettere in gioco. Molti bambini hanno bisogno di riprendere contenuti didattici persi per l’emergenza sanitaria, ma soprattutto devono ritornare a giocare spensierati come e più di prima: il nostro oratorio è il luogo dove si respira aria di felicità. Sogniamo già da tempo di realizzare un campetto per i ragazzi che giocano per strada e che un benefattore ce lo doni. Speriamo che il nostro sogno come quelli di don Bosco divenga realtà”.

“Intanto la malattia – concludono suor Mariarita e suor Rachele – ci offre la possibilità di incidere nel quartiere in modo diverso, ma ugualmente proficuo, cioè offrendo a Dio le nostre sofferenze per il bene dei nostri ragazzi, per le tante donne del Paolo VI che subiscono violenza, per i bambini violati che non hanno possibilità di vivere nella gioia, per i giovani catturati nelle reti dei giochi d’azzardo, della droga, della malavita, dell’alcolismo e delle infinite dipendenze, per quanti hanno perso il lavoro, per i tanti anziani soli di piazzale Nenni, delle ‘case bianche’, delle ‘case a specchio’, della zona Motorizzazione e infine per coloro che per il Covid vivono segregati in stanze piccolissime per giorni e giorni che non passano mai, senza alcun contatto sociale, spesso discriminati da condomini che vanno a caccia di ‘untori’. La nostra offerta, ne siamo certe, porterà molto frutto”.

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